L’AVVERSARIA – LA MAGLIA GRANATA E QUELLA FUSIONE MAI DIGERITA DAI TIFOSI… – SCOPRIAMO LA CLODIENSE

A poche ore dal fischio d’inizio di Clodiense-Parma, andiamo a scoprire la nostra prossima avversaria.

LA SOCIETA’ – La storia della squadra di calcio di Chioggia e Sottomarina è decisamente travagliata. Nel 1971 ci fu la fusione tra i biancazzurri del Clodia e i nervoverdi del Sottomarina. Nel Clodia, società nata nel 1920, in passato avevano giocato anche Aldo e Dino Ballarin, che erano poi stati protagonisti dell’epica cavalcata del Grande Torino, conclusasi tragicamente con il disastro di Superga: a loro è intitolato lo Stadio della città veneziana. Il Sottomarina, invece, era nato nel 1959, raccogliendo anche qualche apparizione in Serie C. Nel 1971 queste due squadre diedero vita all’Union Clodia Sottomarina, una squadra che in campo vestiva la maglia granata in memoria del Grande Torino e dei fratelli Ballarin. Il Presidente, all’epoca, era Teofilo Sanson, magnate dei gelati, che poi portò i suoi soldi e la sua voglia di fare scopriamo-clodiensecalcio all’Udinese. Dopo diverse annate passate tra l’Eccellenza e la Promozione, con gli anni 2000 arrivano anche una serie di stagioni ricche di successi, con la squadra che in Serie D arriva puntualmente ai playoff per poi venire però sempre sconfitta sul più bello. Nel 2010 iniziano i problemi societari, che costringono il club a non iscriversi alla Serie D 2011/12. Qui, per molti tifosi di Chioggia, la storia finisce. In realtà prende vita la Clodiense, squadra che però non è mai stata accettata dalla tifoseria, che si è sempre opposta a questo cambio di nominativo. Non è un caso che nella pagina relativa all’Union Clodia Sottomarina di Wikipedia, “enciclopedia” gestita dagli utenti di internet, ci sia questa dicitura: “Attualmente l’Union Clodia Sottomarina viene erronamente confusa con la società dilettantistica Clodiense. Nessuno, in città, ha mai accettato questo cambio, questa fusione con la nuova nata Asd Sottomarina Lido che ha portato al nome attuale, ovvero la Clodiense. E puntualmente ogni stagione i giocatori, come hanno fatto anche la scorsa stagione, provano a chiedere l’appoggio dei propri tifosi, chiedendo loro di non venire abbandonati.

L’ALLENATORE – Il tecnico della Clodiense è… un parmigiano. Proprio la città ducale, infatti, gli ha dato i natali nel 1970. Ma prima di diventare Mister, Maurizio Rossi è stato anche un discreto calciatore. Ha vestito in carriera le maglie di Rondinella, Aosta, Vicenza, Lecce, Treviso, Pescara, Venezia, Siena, Padova, Viterbese e Città di Jesolo. È soprattutto con il Vicenza che si toglie le soddisfazioni più grandi: era infatti la squadra di Guidolin che vinse la Coppa Italia e nell’anno successivo (ma Rossi era intanto andato a Lecce) in Coppa delle Coppe fu sconfitta solo dal Chelsea di Zola. La vittoria sul Napoli in Coppa Italia porta la sua firma: suo infatti il gol decisivo nei tempi supplementari della finale del 1997, la rete più importante della storia dei biancorossi, molto più di quella di Iannuzzi che fissò il risultato sul 3-0. Da allenatore invece ha iniziato al Sandonà, prima di passare alla Miranese dove si è fermato per quattro stagioni. Ora, dopo un anno passato ad allenare la squadra Berretti del Venezia, è arrivato sulla panchina della Clodiense.

LA SQUADRA – Tra i pali della porta dei granata c’è Enrico Okroglic, giovane classe ’95 che dopo una stagione in C2 con il Real Vicenza (1 sola presenza per lui) è alla seconda stagione con la Clodiense. Contro il Forlì domenica scorsa una sua uscita scellerata ha regalato di fatto il gol agli avversari, e per questo Rossi potrebbe optare per il più espero Francesco Niero, classe ’91: quest’ultimo ha difeso la porta veneta per due volte in questa stagione, contro le quattro presenze fin qui di Okroglic. Nel reparto arretrato del 4-4-1-1 di Rossi da segnalare Denis Manetti, difensore classe ’97 proveniente dal vivaio del Venezia, che in questa stagione ha già segnato due reti, oltre al vicentino Michele Marchioron, classe ’96, e Boscolo Berto, classe ’91 alla settima stagione con la maglia granata (144 presenze e 4 reti per lui in carriera). Mancherà a centrocampo Botticini, centrocampista espulso nella scorsa giornata contro il Forlì, mentre potrebbero scendere in campo l’esperto croato Nikola Prelcec, classe ’89 che in passato ha disputato diverse stagioni di Serie A croata con la maglia dell’Istra 1961, e Matteo Mazzetto, classe ’88 con una carriera passata a fare la spola tra la C1, la C2 e la Serie D. In attacco le due punte di diamante: una è Franco Caraccio, argentino classe ’87 che prima di “specializzarsi” nella Serie D italiana (88 presenze nelle ultime tre stagioni di quarta serie tra Città di Marino, Trissino Valdagno, Mezzocorona, Sorrento e Potenza) ha giocato anche nella Serie B argentina; l’altra è Stipe Simunac, prelevato dal Locarno in Svizzera. Le doti di quest’ultimo sono visibili negli highlights dell’ultima giornata di Serie D, quando allo scadere ha trovato il gol del pareggio a Forlì con un siluro dalla distanza.