L’Antiviglia di Gabrielo, aspettando Inter-Parma

walteruccio

MAZZARRI, NEMICO NUMERO UNO

La partita che il Parma andrà ad affrontare, domenica sera, a Milano, contro l’Inter, ha un rivale principale. Per chi scrive Walter Mazzarri è uno dei migliori allenatori italiani sulla piazza, un mister capace di far rendere al massimo anche giocatori poco dotati tecnicamente. Solo un grande allenatore, infatti, avrebbe potuto fare certe cose con in campo fenomeni da circo come Totò Aronica, Pippo Grava e compagnia di scarponi assortiti ai tempi del suo Napoli. Non a caso gli è stata messa in mano la peggiore Inter degli ultimi anni; i fasti di Mourinho sono ormai un lontano ricordo, anche se ci sarebbe da aprire una parentesi bella corposa sui neroazzurri del magico triplete e degli scudetti vinti con attorno il nulla cosmico con cui confrontarsi. L’Inter è in fase di ricostruzione, Tohir è appena all’inizio e non può ancora essere un fattore determinate. Il dato è che la squadra è stata allestita nell’ambito di una anno di transizione, di (ri)costruzione, in attesa che il magnate indonesiano detti la nuova agenda e metta liquidità nelle casse della società. La sfortuna (ma anche una bella dose di idiozia) ha fatto poi la sua parte: il nostro amato Belfodil sembra una lontana copia del mezzo fenomeno visto a Parma, Icardi è molto più interessato alla moglie di Maxi Lopez che al pallone e gli infortuni hanno fatto il resto. Sembrerebbe un completo disastro, invece l’Inter veleggia in un dignitosissimo quarto posto a 27 punti, ben 10 in più del Parma. Il merito è, soprattutto, di Mazzarri che ha saputo fare di necessità virtù, recuperando giocatori come Jonathan e Alvarez, due dei calciatori che più hanno risposto presente. Attenzione, molta attenzione quindi ad andare a Milano pensando di trovare una squadra alla nostra portata: occorrerà giocare con il coltello tra i denti, cercando di ripetere la prestazione maiuscola del San Paolo, cercando di dimenticare l’assurda voglia di essere belli a tutti i costi mostrata nel derby casalingo pareggiato con il Bologna, quel temibilissimo Bologna appena sbattuto fuori dalla Coppa Italia dal Siena. Mai, ripeto mai, prendere sotto gamba una squadra di Mazzarri.

cassano-maschera

AMAURI SI, AMAURI NO, SE FAMO DU SPAGHI

Diamo ora uno sguardo a casa nostra. Se Donadoni dovesse puntare ancora sul 4-3-3 il problema ha un nome (oltre che dei capelli molto importanti): Amauri. Problema che diventa innanzitutto di natura tattica, prima che un problema che riguarda la forma psicofisica del noto frequentatore di crociere italobrasiliano. Nel tridente d’attacco Donadoni ha dimostrato di credere fortemente nel ruolo di Cassano (a lato la maschera protettiva che indosserà domenica sera, ndr) come falso nueve che, partendo da uomo centrale più avanzato, si muove con grande libertà mentre attorno a lui si propongono (per uno scambio o per cercare spazio) le due punte esterne. Pensare di inserire Amauri come attaccante centrale e defilare Cassano significherebbe due cose: limitare il raggio d’azione del barese e privare il centrocampo del rientro in copertura di una delle due punte esterne. Il 4-3-3 presuppone, infatti, che alla bisogna gli esterni d’attacco diano una mano facendo diventare il modulo, in fase difensiva, un 4-5-1: se Sansone (o Biabiany, o Rosi e Palladino in parte) può farlo, è inutile chiedere a Cassano di abbassarsi per coprire, non è nelle sue corde, voglia di correre o meno (sulla voglia di Antonio, per inciso, sarebbe meglio ricordarsi che contro il Bologna ha terminato la partita con il naso rotto e non ha chiesto di essere sostituito). Se il nostro ragionamento è corretto, dunque, Amauri diventerebbe il sostituto di Cassano: Donadoni, riassumendo, avrebbe due tipi diversi di 4-3-3 da poter scegliere, uno con Cassano falsa punta centrale e uno con Amauri punta centrale vera e propria. Magari ci sarà la smentita sul campo, ma viste le precedenti partite Amauri e Cassano, contemporaneamente, nel 4-3-3, non dovrebbero essere schierati.

IL GRANDE RITORNO DELLE 10 COSE DI PARMAFANZINE

Abbiamo iniziato elogiando Mazzarri ma non possiamo certo dimenticare che il bravo mister toscano è famoso anche per le sue straordinarie dichiarazioni post-partita, dalla lacrima facile e dalle interpretazioni piuttosto fantasiose. Ci lasciamo quindi con le 10 dichiarazioni liberamente ispirate a cose realmente dette dal buon Walterone. Buon Inter-Parma a tutti.

1) Quando le partite sono scritte non c’è nulla da fare. L’Atalanta ha avuto una sola occasione che poi non è nemmeno una occasione. Un tiro da fuori non è una occasione da gol.
2) E’ allucinante giocare su un campo del genere. Il campo pesante ha penalizzato noi perché la Fiorentina è talmente abile tecnicamente che riusciva a palleggiare lo stesso.
3) Con due tiri e mezzo loro hanno fatto tre gol.
4) Oggi era stregata. Il Bologna ha segnato due reti nell’unica occasione avuta.
5) Siamo gli unici che giocano ogni tre giorni e che non possiamo allenarci in una settimana tipo.
6) Per me abbiamo vinto 4-0 (dopo un Napoli-Lazio finita 0-0).
7) Per me i rigori non sono tiri in porta.
8) Sono anni che quando giochiamo a Verona al primo tiro fanno un gol meraviglioso. Il tabellino (2-0 per il Chievo) mente, abbiamo fatto tutto noi.
9) La superiorità numerica ci ha penalizzato.
10) Fare la Champions? Sono 10 punti in meno in campionato.

Gabrielo