L'(Anti)Vigilia di Gabrielo, aspettando Parma-Genoa (alla ricerca del centrocampo perduto)

Aspettando Parma-Genoa…

parmagenoacontestQuella di domani è una sfida che ha un valore particolare, perché è innanzitutto una sfida tattica per mister Roberto Donadoni. Contro il Genoa mancheranno il primo regista designato, Marchionni (squalifica per lui) e Gargano, di norma la seconda scelta come centrocampista centrale tra le due mezz’ale. Acquah ha recuperato, è pienamente arruolabile ma non è pensabile mettere il fabbro d’ebano in cabina di regia. Rimangono Munari, Obi e Galloppa. Posto che l’ultimo non sarà quasi certamente schierato dal primo minuto visto il recente rientro dall’ennisimo legamento del ginocchio lesionato, Gianni o Obi-Wan non sono due registi. Donadoni, però, quest’anno ci ha già abituato a sorprese, indice anche della sua crescita come allenatore, capace di essere duttile quando serve.

Centrocampo a 3? Gli uomini a disposizione farebbero pensare che un centrocampo a tre uomini sia un qualcosa da escludere. Come abbiamo visto sopra, manca un regista, un vero uomo d’ordine. Si potrebbe anche optare per un trio muscolare Parolo, Munari, Acquah, con il primo libero di andare in avanti e i secondi due un po’ più bloccati nelle retrovie. Certo mancherebbe la qualità e mancherebbero soprattutto le geometrie. Con un centrocampo di questo tipo la palla dovrebbe transitare velocemente dal centrocampo e passare subito sulle vie laterali o cercare di coinvolgere il più possibole Antonio Cassano nella creazione del gioco, vista la grande disponibilità del barese ad abbassarsi, chiedere palla e impostare l’azione. E’ una soluzione che richierebbe una circolazione di palla molto veloce, perché in mezzo non ci sarebbero uomini adatti a giocare la palla con tranquillità, cercando un palleggio ragionato. Vista però l’ottima forma degli esterni, in particolare un vispissimo Mattia Cassani, si potrebbe pensare a un Parma che sviluppa il proprio gioco principalmente sulle corsie laterali.

4-4-2? Una soluzione alternativa potrebbe essere quella di cambiare modulo e adottare un classico 4-4-2, che vedrebbe il sacrificio di un uomo del tridente offensivo per rimpolpare di muscoli e presenza fisica il centrocampo. Un (re)inserimento di Gobbi sull’out di sinistra in una difesa a 4, libererebbe così Molinaro per il ruolo di ala sinistra.  A destra potrebbe giocare Schelotto, mentre la coppia di centrali potrebbe essere Parolo/Acquah, con il secondo a giocarsi il posto con Munari e Obi. In questa caso il sacrificato sarebbe Biabiany, perché, per forza di cose, la coppia d’attacco vede solo due alternative possibile: Cassano/Amauri o Cassano/Palladino.

Donadoni stupisce tutti: Quelle che abbiamo esposto sopra sono due soluzioni piuttosto logiche, se volete anche scontate. Quello che ci ha insegnato Donadoni nella stagione in corso è che, spesso, il Parma è tutto tranne che scontato. Non è quindi così improbabile che il mister stupisca tutti con qualche soluzione studiata ad hoc per la partita di domani. Difficile, dunque, fare delle previsioni di una certa precisione. Anche perché, moduli a parte, il Parma può contare su un entusiasmo (di spogliatoio e di pubblico) come non si vedeva da tanti anni a questa parte. Nel calcio, quando mancano le certezze tattiche, tanto, tantissimo può essere sopperito dalla mentalità, dalla voglia di vincere e dalla convizione che un gruppo importante può sopperire a qualsiasi assenza, anche a questa moria di registi.

Poi, voglio dire, non possiamo certo dare un dispiacere al piccolo Pippo Jankovic, domani in panchina con il suo inseparabile Buzz Lightyear…

Buon Parma-Genoa a tutti.