L’Antivigilia di Gabrielo, aspettando Hellas-Parma

Ironia della sorte, dopo aver affrontato la peggior neopromossa, il Parma fa visita a quella migliore. Inutile negarlo, l’Hellas Verona di “sua simpatia” mister Mandorlini è la rivelazione di questo inizio di campionato (assieme alla Roma di quel bel poliglotta di Garcia). Una trasferta, dunque, da affrontare con la massima attenzione, perché oltre ad affrontare una discreta squadra, si giocherà in un Marcantonio Bentegodi ricolmo di entusiasmo. Il Verona può contare su una rosa piuttosto bilanciata, tra belle speranze come Jorginho, Iturbe e Cirigliano e l’usato sicuro come Donati e Toni, un mix che ha permesso ai veneti di ottenere, fino a qui, ottimi risultati. Il Parma viene dalla bella vittoria di carattere contro il Sassuolo, dove i crociati hanno rialzato la testa dopo un torto arbitrale e hanno portato a casa i tre punti, soprattutto per merito di un Antonio Cassano che è salito in cattedra e ha preso per mano i compagni. Due squadre in salute, dunque, per una contesa che sulla carta appare equilibrata. Sarebbe sbagliato, però, nascondersi dietro il grande clima positivo che permea Verona per giocare al ribasso: il Parma ha i numeri per cercare di vincere la partita e dare una svolta anche ai match in trasferta. D’altronde, se da una parte il Verona può spingere sul fattore entusiasmo, dall’altra gli uomini di Donadoni hanno dalla loro l’esperienza necessaria per non farsi intimidire dal calore dei butei sugli spalti. Diamo ora uno sguardo alla formazione. Bajza dovrebbe prendere il posto dello squalificato Mirante (anche perchè Pavarini si sta allenando a parte), mentre per gli infortunati Paletta e Okaka non ci dovrebbe essere la convocazione. Biabiany, invece, ha recuperato ma per lui dovrebbe prospettarsi un caldo e accogliente posto in panchina.

diehardIl vero punto interrogativo della giornata è l’attacco, dove il rientro di Amauri dopo la squalifica ha acceso un vero e proprio ballottaggio con Palladino, uno degli uomini più in forma del momento. Prevarranno le gerarchie? Giocherà chi è più in forma? Verrà organizzato un torneo clandestino di dadi? Per ora atteniamoci ai fatti. Palladino ha dimostrato, oltre a una buona condizione fisica, di trovarsi piuttosto bene in coppia con Antonio Cassano, perché probabilmente il barese, per ora, ha dimostrato di prediligere un compagno mobile piuttosto che una boa a fare a sportellate con la difesa avversaria. Torniamo, però, per un momento alla partita casalinga contro l’Atalanta. Nel primo tempo abbiamo segnato ben quattro gol, con Amauri in campo. E’ un caso che il Parma sia andato a rete con i centrocampisti? Crediamo di no, perché se Amauri non è propriamente un bomber è un giocatore che, rispetto a Palladino, è in grado di tenere in apprensione la difesa avversaria e creare spazi per gli inserimenti da dietro. A parità di condizione, quindi, sarà Roberto Donadoni a dover decidere il migliore approccio per infastidire la retroguardia dell’Hellas.

Ipotesi Sansone e cambio modulo. Nelle ultime ora stanno circolando insistenti voci che vedrebbero Donadoni possibilista sull’impiego di Sansone in un 4-3-3. Levatevi quei sorrisi dalla faccia, stolti, è uno scherzo.