L’AntiVigilia di Gabrielo, aspettando Sampdoria-Parma

Aspettando Sampdoria-Parma…

samp-parmaASPETTANDO SAMPDORIA-PARMA… – Gemellaggio sugli spalti ma guerra in campo. Domenica il Parma si reca a casa di una delle formazioni più in palla del campionato italiano, rinvigorita dalla cura Mihajlović (naturalmente ho dovuto usare google per scrivere il nome dell’allenatore serbo). Per di più arriviamo da una settimana non proprio felice; siamo in striscia positiva, certo, ma il pareggio casalingo con il Cagliari nella partita del Centenario con l’annessa chiacchieratissima ammonizione di Cassano ha scontentato i tifosi. Se volessimo essere realisti, un pareggio contro questa Sampdoria, fuori casa, non sarebbe del tutto disprezzabile ma il Parma deve scendere in campo per vincere. Lo richiede il momento, lo richiede l’ambiente. Parliamoci chiaro, a Parma non si respira quella serena aria natalizia che tutti vorremmo perché tra le voci su Cassano, le dichiarazioni del presidente che alcuni intepretano in termini di dismissioni (cosa che -francamente- ci sembra esagerato) e la brutta partita in occasione del Centenario non ci stiamo avvicinando alla feste nel migliore dei modi. Per fortuna nel calcio esiste qualcosa che tutto può raddrizzare: la partita. Il Parma deve scrollarsi di dosso tutte le chiacchiere (leggittime o meno…) di questo periodo facendo una buona prestazione a Genova. Questa volta non voglio dilungarmi su questioni tattiche (che affronteremo nell’ormai classica formazione di ParmaFanzine prima della gara), voglio piuttosto auspicare una reazione orgogliosa del Parma.

“VORREI UN PARMA IGNORANTE, VORREI 11 ACQUAH” – Donadoni ha accennato già alcune volte a questo aspetto dei suoi ragazzi: a volte vogliono essere troppo belli e perdono di vista il nocciolo della questione. Credo di parlare a nome di molti dicendo che non vogliamo più vedere uomini arrivare dentro l’area avversaria e cercare un ulteriore scambio, cercando di emulare qualche passo di danza del 1865. Donadoni dovrebbe spingere al massimo su questo concetto: il gol va cercato con rabbia, con cattiveria, anche con ignoranza se serve. Il colpo di tacco, la giocata devono essere frutto di tutta una serie di fattori che devono necessariamente venire prima; la squadra deve girare, ci devono essere meccanismi che funzionano e soprattutto ci devono essere i risultati. Quando si sommano tutti questi aspetti allora ci può anche essere spazio per certe finezze ma, ripeto, deve essere il risultato finale di una giostra che gira. Se l’estetica non è coadiuvata e soprattutto preceduta dalla sostanza, è una cosa di cui si deve fare a meno. Ci stiamo girando intorno, ma il quid è sempre il medesimo: a questo Parma manca ancora mentalità, manca quella ferocia agonistica che deve essere alla base dell’approccio a una partita che si vuole vincere. Quindi non mi vergogno certo ad affermare che vorrei 11 Acquah. Nelle ultime partite ho davvero apprezzato l’apporto del giovane fabbro d’ebano perché se è vero che i piedi sono un po’ spigolosi, vedo in lui quella sana ignoranza che serve al Parma, quella voglia di mangiare l’erba, di non mollare mai, magari sbagliando ma cercando sempre di essere in prima linea anche nel recupero dell’errore stesso. Con questo non voglio sminuire, per esempio, il ruolo di capitan Lucarelli (un giocatore che pensavo fosse avviato alla panchina e poi alla pensione che invece sta disputando un campionato eccellente), ma se tutti copiassero qualche grammo di ignoranza da Acquah, ne guadagnerebbe tutto il Parma. Come quando, intervistato da Parma Channel, disse “sono qui per vincere lo scudetto“. Affermazione ignorantissima, affermazione straordinaria.

Buon Sampdoria-Parma a tutti…

Gabrielo