L'(Anti)Vigilia di Gabrielo, aspettando Parma-Hellas Verona

Aspettando Parma-Hellas Verona…

La sfida che vedrà domani il Parma affrontare, in casa, l’Hellas Verona ha il sapore dell’Europa. Non è una sfida fondamentale ai fini della classifica, è vero, mancano ancora troppe partite da giocare e i punti in palio sono ancora moltissimi. Alla vigilia tutti vogliono gettare acqua su fuoco: non è uno spareggio, dicono in coro da entrambe le sponde. Anche questo è vero, non è uno spareggio per quel che concerne la classifica, però è uno spareggio psicologico. Parma e Hellas, ad oggi, sono le due rivelazioni del campionato italiano. Il Parma ha frantumato ogni record della propria storia, non perdendo per ben quattordici turni consecutivi (sette vittorie, sette pareggi) e vincendo in trasferta quattro gare consecutive. La criticatissima partenza, a gennaio, di Sansone, Mendes e Rosi non ha in realtà scalfito le alchimie di Roberto Donadoni, anzi, sembra che il gruppo sia coeso e motivato come non mai. Ultima nota lieta in ordine di tempo, l’Italia che (con un ritardo criminale) si accorge che Paletta è un difensore di assoluto valore. E gioca nel Parma.

1966679_630062717067236_1617929739_nDall’altra parte abbiamo il Verona, sponda Hellas, la neopromossa, la provinciale che non ti aspetti a questi livelli. La rosa dei veneti, in assoluto, è inferiore a quella allestita da Ghirardi e Leonardi, ma gode di un entusiasmo psicologico e ambientale che raramente troviamo nelle piazze che non siano le solite Roma, Napoli, etc. Mandorlini, con il suo 4-3-3/4-5-1 ha saputo sfruttare gli uomini a propria disposizione per creare un gioco a tratti entusiasmante, spesso figlio della velocità di alcuni elementi di talento (e futuro) come l’argentino Iturbe. Il solo Toni, dato per finito anche dall’amico Ghirardi, riesce a dare quel peso specifico di esperienza e malizia che tanto necessita un gruppo fatto di giovani validi, ma ancora del tutto inesperti a giocare e lottare a certi livelli in Serie A. A 12 giornate dalla fine gli scaligeri sono già matematicamente salvi (così come il Parma) e sognare non costa assolutamente nulla. Del resto, però, un piccolo rischio di rilassamento mentale c’è. Sarà compito di Mandorlini non far calare la guardia ai suoi. Poi c’è il pubblico, uno tra i più caldi d’Italia, un pubblico che muove migliaia di persone ogni trasferta. Certo, il tifo veronese è spesso controverso, ma al di là dei giudizi personali su quale debba essere il limite della goliardia, è inutile negare che tifosi del genere riescano, a volte, ad essere davvero l’arma in più per i giocatori sul terreno di gioco.

Proprio riguardo questo ultimo aspetto, domani si consumerà una sfida anche sugli spalti. I veronesi stanno arrivando, tanti, tantissimi, rumorosi ed entusiasti. I supporter del Parma non devono commettere l’errore di far giocare i propri calciatori come fossero in trasferta. E’ banale, è scontato, ma questa è realtà dei fatti: se domani i parmigiani non riempiranno lo stadio e si faranno valere, il Parma giocherà paradossalmente in un ambiente ostile e sarebbe davvero spiacevole.

E speriamo che l’arbitro, Luca Toni, sia clemente…

Gabrielo.