L’AntiTrust boccia gli attuali criteri di ripartizione dei diritti Tv. “Le risorse devono essere divise secondo meriti sportivi, non per meriti storici”.

Su ParmaFanzine.it già da qualche settimana stiamo prendendo in considerazione tutte le notizie riguardanti la ripartizione degli introiti relativi ai diritti tv. Con un editoriale, l’ottimo Barone Crociato ha paragonato la situazione italiana con quella tedesca e quella inglese, facendo vedere come vi sia un’enorme differenza tra i vari campionati europei.
Proprio oggi l’Antitrust ha bocciato quelli che sono gli attuali criteri di ripartizione dei diritti tv, affermando che “occorre una ripartizione delle risorse basata sul merito sportivo, decisa da un soggetto terzo, diverso dalla Lega Calcio“.

Lo riporta Repubblica.it, in un articolo nel quale afferma che secondo l’AntiTrust vi è la necessità di eliminare il riferimento ai risultati “storici”, inseriti nella normativa vigente, che iniziano ad essere calcolati dalla stagione 1946/1947. Oltre a questo, anche il bacino d’utenza del club non risulta direttamente riferibile al risultato sportivo, visto che il numero di spettatori di un club non ha nulla a che vedere con una logica meritocratica. Proprio per questo, si legge nella nota dell’AntiTrust, c’è il bisogno di “rivedere l’opportunità di mantenere tale criterio di ripartizione, o quanto meno di limitarne ulteriormente l’incidenza rispetto a quello che premia i risultati“.

Secondo quest’analisi, inoltre, i profitti di una società sportiva dipendono dalla competitività dei concorrenti. Un evento sportivo, infatti, ha una maggiore attrattiva quando tra le squadre che vi partecipano vi è un equilibrio tecnico, che genera un’incertezza sul risultato. Proprio per questo l’inserimento del solo merito sportivo agevolerebbe il conseguimento dell’equilibrio tra i partecipanti, con la conseguenza di una serie di stimoli maggiori per eventuali investimenti anche a parte di nuovi entranti. Con la normativa attuale, invece, la quota è distribuita secondo dei criteri che premiano per la maggior parte la storia e la fama di un club: con questi criteri, afferma l’AntiTrust, gli investimenti per cercare di portare i club minori a competere con gli altri non trovano un’adeguata remunerazione in tempi ragionevoli.

Come dicevamo in precedenza, l’AntiTrust propone di individuare un soggetto terzo, esterno e diverso dalla Lega Calcio, che dovrà procedere a ripartire le risorse economiche derivanti dai diritti Tv, garantendo una maggior equità ed imparzialità. “La Lega Calcio, in quanto composta da organi in cui siedono esponenti delle singole squadre, non rappresenta infatti il soggetto nella posizione migliore per dettare le regole di ripartizione delle risorse, posto che talune società potrebbero trovarsi nella condizione di influenzare a loro vantaggio tali scelte”.

Un’ottima notizia, insomma: ora però bisogna vedere quali saranno le decisioni che verranno prese, nella speranza che questo documento non finisca rinchiuso in uno sgabuzzino.