L’Analisi Tattica: Parma-Udinese

Maestro contro allievo: questo è uno dei tanti modi in cui si potrebbe inquadrare la sfida contro i friulani. Una squadra che per molti aspetti prendiamo a modello, sia per la gestione economica e di mercato, sia per il modo di costruire la rosa, fondato su un attento lavoro di scouting e sul rilancio di giocatori che parevano in parabola discendente. Speriamo che, alla lunga, si riescano a centrare, magari anche solo parzialmente, analoghi risultati tecnici ed economici.



Il coefficiente di difficoltà, inutile nasconderlo, stavolta è molto alto, sia per l’effettivo valore dell’Udinese sia per la presenza di un tecnico come Guidolin, tra i migliori della A, magistrale quando si tratta di limitare i punti di forza dell’avversario. Questo vuol dire che la vittoria è fuori portata? Certamente no: i friulani hanno parecchi punti deboli e, nello specifico, si ritroveranno privi di due elementi cardine come Benatia (fulcro della difesa) e soprattutto Di Natale. Totò è l’uomo chiave dell’intero team, capace di svolgere in modo egregio sia il ruolo di goleador che quello di assistman; ed un Parma che prenda sul serio la gara e sia concentrato e voglioso di vittoria dal ‘1 al ’95, senza accontentarsi del pareggino a metà secondo tempo come a Siena, può portare a casa l’intera posta in palio.

Donadoni riproporrà il falso 4-3-3 che nelle ultime due gare ha fatto discretamente bene, ed è probabilmente la soluzione più adeguata a mettere in difficoltà il 3-4-2-1 che ci contrapporrà Guidolin; essenziale sarà limitare i rifornimenti alla punta, bloccando i due trequartisti e soprattutto le fasce, dove Silva e soprattutto Basta si rivelano spesso attaccanti aggiunti. Quindi Paletta su Muriel (giocatore fortissimo ma molto lunatico, che può vincere da solo la partita quanto rivelarsi una palla al piede a seconda della giornata), cercando di evitare uno contro uno in velocità,ed un grosso occhio di riguardo da parte di Benalouane e Lucarelli a Pereyra e Maicosuel, bravissimi negli inserimenti a sorpresa; massima attenzione, infine, va posta al fuorigioco, vista la tendenza della punta friulana a galleggiare sulla linea. Il centrocampo è il reparto che più mi preoccupa: Donadoni sembra orientato, in assenza di Parolo, a schierare un reparto di soli piedi buoni, con Valdès, Ninis e Marchionni: rischio enorme considerata la scarsissima attitudine alla copertura di tutti e tre: il pericolo è quello di consegnare il centrocampo all’avversario e subire tutta la partita. Il tanto vituperato Parolo, infatti, è stato il solo a garantire un equilibrio decente, facendo un lavoro oscuro ma preziosissimo in fase difensiva, guardando le spalle al cileno e a Marchionni. Personalmente, vista anche la partita di Siena, schiererei Strasser, sostituto abbastanza naturale di Parolo, piuttosto che altri; lo scorso turno ha dimostrato che Marchionni ha qualità (anche se l’età si fa sentire…), che Ninis è tecnicamente ottimo ed ha personalità ma al momento può far la differenza solo con un Pescara ormai rassegnato e che Valdès ha vissuto un momento di grazia assoluta tra il finale dello scorso campionato ed una parte di quello in corso, ma resta un adattato al ruolo con annessi e connessi. Contrapporre un reparto senza un interdittore valido ad un altro ben rodato come quello friulano, ripeto, è un azzardo enorme che potrebbe costar caro. In avanti, vista la difesa friulana, schiererei più Beldofil che Amauri: il francese è più mobile ed imprevedibile rispetto ad Amauri e può decisamente creare maggiori grattacapi a Domizzi, più abituato a contrastare una punta fisica come l’oriundo, che potrebbe rivelarsi una carta vincente inserito a partita in corsa; dall’altro lato, Sansone e soprattutto Biabiany possono creare grossissimi problemi a giocatori validi ma sostanzialmente statitci e lenti come Danilo ed Hertaux, oltre a tener bassi Gabriel Silva e soprattutto Basta.
Un’importante variabile per portare in casa l’intera posta potrebbe essere il tiro da lontano, con Brkic che ha in quest’elemento uno dei suoi punti deboli maggiori; importante, vista la staticità dei difensori bianconeri, sarà cercare la triangolazione e lo scambio in velocità palla a terra, evitando lanci lunghi e cross dalla trequarti che, al contrario, possono facilmente esser neutralizzati; anche in quest’ottica preferirei Belfodil, più portato a questo tipo di gioco, rispetto ad Amauri, con il quale sei quasi obbligato ad un certo tema tattico. Infine, occhio ai corner con l’Udinese che può sfoderare saltatori pericolosissimi come Danilo e soprattutto Domizzi.

Un saluto e buon Parma a tutti.