L’analisi Tattica: Parma – Pescara

La gara con il Pescara fa parte di quella tipologia di partite che, storicamente, troviamo insidiose e che, soprattutto negli anni in cui gli obiettivi erano ben diversi, spesso finivano col costarci punti pesanti.
Tante volte infatti abbiamo affrontato, anche a domicilio, una squadra che pareva spacciata e dilaniata da lotte interne di varia natura, della quale sembrava dovessimo fare un sol boccone e con la quale, quando andava bene, racimolavamo un punto in extremis. Quindi guai a sottovalutare gli abbruzzesi, o peggio, credere che questa sia una gara “facile”. Le motivazioni, del resto, non dovrebbero mancare: una vittoria vorrebbe dire salvezza quasi matematica e soprattutto potrebbe rappresentare quel trampolino verso un buon finale di campionato. Un anno fa ci fu una partita analoga, quella contro il Novara.

Pertanto ritengo che un Parma affamato cinico e soprattutto ben motivato possa far bene e portare a casa l’intera posta; tuttavia quello visto in troppe gare del girone di ritorno, probabilmente, strapperà un pari tra gli sbadigli (o peggio). L’avversario, se mettiamo da parte le dichiarazioni di facciata, sembra allo sbando totale, contestato dalla tifoseria, con un nuovo tecnico, l’esordiente Nobili, e privo dei suoi elementi migliori come Perin (all’andata decisivo a preservare l’1-0) e soprattutto l’insidiosissimo Weiss. Una situazione estremamente favorevole,insomma; speriamo di non complicarci la vita da soli.

Passando al lato tattico, Donadoni dovrà ovviare ad un’assenza importante, cioè quella dello squalificato Valdès, motore del nostro centrocampo. Ma siamo sicuri che sarà così pesante? Il rendimento del cileno ,dalla ripresa dopo la pausa natalizia, è stato scarso, inutile nascondersi dietro un dito. Scarsissima lucidità, retropassaggi suicidi, gioco prevedibile e quasi sempre orizzontale, falli eccessivi.
La sua assenza permetterà forse a Donadoni di impostare un centrocampo differente, consegnando le chiavi del gioco a qualcun altro iniziando a prescindere dal cileno anche in futuro. Il mister sembra orientato a confermare il 3-5-2, con Marchionni che sembra essere il candidato principale per surrogare il Pajarito, in quanto già disimpegnatosi discretamente in quel ruolo. In questo caso il romano sarebbe affiancato da Parolo, che speriamo sia riuscito a recuperare un pò di smalto, e da Gobbi. Quest’ultima scelta mi lascia abbastaza perplesso, considerato che il buon Massimo era tra i più spremuti dell’intero gruppo; potrebbe essere l’occasione buona per provare Strasser in mediana, posizionandolo a guardia della difesa e di D’Agostino, unico elemento di qualità del reparto avversario; sulle fasce, Rosi e Biabiany opposti all’anziano Zauri ed al mediocre Bocchetti, possono fare danni concreti alla difesa pescarese, molto forte sul piano fisico ma estremamente vulnerabile se presa in velocità; gli spazi che Amauri è in grado di aprire possono rivelarsi decisivi per gli inserimenti di elementi sguscianti come Sansone o lo stesso francese (sperando sia più lucido sottorete rispetto alle ultime partite) dotati di ben altro passo rispetto a Kroldrup o Arce. Essenziale potrebbe essere la presenza di uno scudo davanti alla difesa anche nell’ottica di contrastare al meglio i loro attaccanti: se Paletta o Benalouane possono tranquillamente avere la meglio su Abbruscato (ed in tal senso l’argentino ha da farsi perdonare l’orrenda partita dell’andata), gente come Sculli o Celik, più rapidi, possono crear loro qualche grattacapo; inutile dire che la quasi certa assenza del loro miglior elemento, Weiss, è in tal senso un grande vantaggio. A centrocampo non vedo elementi che possano metterci in difficoltà ad eccezione di D’Agostino, discontinuo finchè si vuole, ma capacissimo di far male sia in fase di tiro che di passaggio; in tal senso, vanno evitati anche i calci piazzati troppo vicini all’area. Dal canto nostro, auguriamoci di saper sfruttare la suddetta situazione, soprattutto i corner stante la cronica assenza di un buon tiratore da fermo, e gli inserimenti dalle retrovie dei centrocampisti, situazioni nelle quali gli abbruzzesi hanno dimostrato enormi carenze durante l’anno.