L’Analisi Tattica: Parma-Lazio

La Lazio, ad inizio stagione era senza dubbio una delle squadre più forti e pericolose del campionato, meccanismo che girava come un orologio ed il cui efficace gioco, fatto di pochi tocchi prima della verticalizzazione decisiva, era sublimato da elementi come Hernanes, Mauri, Candreva e soprattutto Klose.

Poi, per certi versi, ai romani è successo un pò quanto visto da noi: una rosa non amplissima, tanti impegni ed altrettanti infortuni ed impressionanti cali di forma (che hanno colpito elementi chiave come il tedesco ed il brasiliano) hanno concorso ad un vero crollo nel girone di ritorno. Sfumata, letteralmente, la possibilità della Champions, con ben otto punti di ritardo dal Milan, ai biancocelesti non rimane che la “consolazione” dell’Europa League; le virgolette sono volute: quanto impegno metteranno domani per centrare un obiettivo che, tutto sommato, non gli cambierebbe granchè, e anzi, conoscendo Lotito, sarebbe più un fastidio che altro?

Questa doverosa premessa era d’obbligo, perchè la motivazione dell’avversario potrebbe fare la differenza anche nel risultato: il Parma, e l’abbiamo visto, dopo la partita con il Napoli è andato letteralmente in vacanza, sfoderando qualche sprazzo di orgoglio e bel gioco in alcune sporadiche occasioni (Torino,Pescara,Siena), ma per il resto allineandosi pienamente alle brillanti dichiarazioni del Presidente, che considera un decimo posto un successo da raccontare ai nipotini (nonostante ci fossero il sesto/settimo a portata di mano, anche con un ritmo appena appena inferiore a quello dell’andata), e scendendo in campo, da due settimane a questa parte, più per onor di firma che per altro. Certo, domani arriverà una delle “squadre di prima fascia” tanto care al Presidente e magari i nostri eroi si sentiranno punti nell’orgoglio e sfodereranno una prestazione super, piccola toppa sullo squarcio di un girone di ritorno vergognoso (10 punti su 42) e, cosa peggiore, quasi giustificato dalla proprietà e dalle sue oscene dichiarazioni. Speriamo almeno che la fortuna ci risarcisca un minimo di quanto ci ha tolto domenica scorsa contro l’Inter, dove tra legni, gol incredibili divorati (cfr. Biabiany) ed altrettanto fortunosi dell’avversario, ne abbiamo viste davvero un bel pò.

Tatticamente Donadoni, in netta fase confusionale, pare orientato alla conferma del 4-3-3 di domenica scorsa, con il rientro in pianta stabile di Biabiany nel trio offensivo e soprattutto il recupero di Paletta, rientrato dalla squalifica. L’argentino è l’elemento migliore da contrapporre a Klose, vero fulcro del gioco offensivo laziale: attorno a lui gravitano Mauri, Candreva ed Hernanes, tutti micidiali negli inserimenti offensivi ed abili in più soluzioni, sia aeree che sui tiri dalla distanza, soprattutto il brasiliano. Perciò, posto Paletta a guardia fissa del tedesco, i rimanenti difensori dovranno formare un muro invalicabile da contrapporre ai suddetti inserimenti, considerato che gli esterni avranno il loro bel lavoro da fare contro i dirimpettai biancocelesti: Konko e Radu non sono sicuramente fenomeni, ma riescono (o almeno riuscivano) egregiamente nel loro scopo, cioè quello di allargare ulteriormente le maglie difensive avversarie allo scopo, appunto, di offrire maggiori opzioni di inserimento agli incursori del centrocampo. Sarebbe quindi il caso sia di tenerli più bassi possibile, contrapponendo loro elementi rapidi e che spingono molto, come Rosi o perchè no Ampuero, sia di infoltire ulteriormente il centrocampo, con gente dinamica e di corsa. Donadoni invece, manco a dirlo, sembra ormai schiavo dei soliti elementi, e questo nonostante abbiano la lingua di fuori (Marchionni) o risultino addirittura nocivi (Valdès). Contrapporre il solo Parolo (neppure lui in condizione brillantissima) a gente come Hernanes o Ledesma è ai limiti dell’autolesionismo, con il concreto rischio di esser preso in mezzo dai palleggiatori laziali è fortissimo, ma il Donadoni attuale, purtroppo, sembra non capirlo neppure per sbaglio, quasi aiutando la sfortuna…
Anche sul piano difensivo la Lazio si presenta ben assortita a contrastarci: Dias è quel difensore potente (ma anche molto falloso, limite da sfruttare) ideale per la marcatura di Amauri, mentre Biava, più brevilineo e rapido, si occuperà di Sansone; con i nostri due attaccanti (tra i pochi ad offrire un rendimento decente), in buona forma ed adeguatamente supportati dal centrocampo, probabilmente potremmo crear loro serissimi grattacapi, ma purtroppo il suddetto reparto è alla frutta da settimane e a quanto pare va bene così… Biabiany può essere l’elemento che scompagina le carte, a patto che sia più lucido rispetto a Milano, mentre Belfodil potrebbe essere la variabile vincente nella ripresa.
Occhio infine a limitare il più possibile la Lazio nei tiri da lontano, sia da fermo che su azione (con gente come Ledesma, Candreva ed Hernanes che sa esser micidiale),sia nei cross su piazzato, in cui anche i due centrali sanno fa valere la loro stazza ed elevazione.

Sperando di assistere quantomeno ad una prova dignitosa, un saluto e buon Parma a tutti.