L’Analisi Tattica: Inter-Parma

Curiosamente, da quando ho scritto la prima analisi tattica, il grado di difficoltà dell’avversario è andato, di volta in volta, crescendo. Fino ad arrivare alla partita di domenica che, almeno in teoria, sarebbe dovuto essere una delle più insidiose, considerato che l’Inter era sulla carta una delle primissime squadre del campionato, per rosa ed investimenti. Il caso, almeno quello, ha voluto darci una mano: gli assenti tra i nerazzurri sono talmente tanti ed in ruoli talmente nevralgici che non approfittarne sarebbe delittuoso.
E qui casca l’asino.

Lo squallidissimo Parma di domenica scorsa probabilmente finirebbe col perdere anche contro una selezione di dopolavoristi, e senz’altro non mancherà di elargire un gentilissimo caudeau alla squadra di prima fascia dell’amico Moratti; del resto, almeno stando al Presidentissimo, siamo al decimo posto, cosa si può mai voler di più? Un buon finale di campionato, che non significhi necessariamente vincere sette partite in stecca? Basterebbe impegno, tanto impegno e meno fancazzismo, oltre magari a contare fino a mille prima di dire corbellerie. Conto sul fatto che affronteremo la squadra di prima fascia nello stadio da 80.000 spettatori (cit.) che tanto vellica l’orgoglio dei nostri prodi eroi, ergo, magari offriranno uno spettacolo degno che eviti di farti inacidire o rischiare di espettorare precocemente il fin troppo abbondante pranzo domenicale.

Fatta questa doverosa premessa, passiamo al lato tattico; teoricamente Donadoni dovrebbe metter nel sacco Stramaccioni, come già fatto nei due precedenti in cui si sono affrontati. L’Inter, come detto, è completamente menomata, oltre ad esser altrettanto allo sbando e fisicamente e mentalmente provata dalla semifinale di Coppa: in avanti schiererà l’oggetto misterioso Alvarez e l’anziano Rocchi, elementi che fanno (o facevano,nel caso di Rocchi), della rapidità nel breve e dell’agilità il loro punto di forza. Ergo, servirà massima concentrazione e molto gioco d’anticipo dei nostri centrali, con l’assenza di Paletta che di sicuro non aiuta, visto e considerato cosa siamo stati capaci di far fare a Muriel, giocatore della stessa tipologia di Rocchi ed Alvarez, non più tardi di una settimana fa; Coda e Benalouane che dovranno tenere più di un occhio aperto, anche in area, visti i reiterati pianti nerazzurri sui rigori non concessi.
Sugli esterni ci saranno contrapposti due elementi analoghi, cioè l’altro UFO nerazzurro Pereira e Zanetti; inutile dire che l’argentino resta un osso durissimo nonostante l’età avanzata, quindi bisognerà cercare di limitarne le sortite tenendolo basso;  stessa cosa per l’urugayano dal lato opposto, bravo ad offendere ma pessimo se costretto in difesa. Rosi e soprattutto Gobbi dovranno essere attivissimi, contando sul recupero almeno parziale di Biabiany, la cui rapidità ed il cui scatto possono davvero rivelarsi un’arma tattica devastante, specie con le squadre allungate.
A centrocampo recupereremo Parolo, la cui assenza domenica è stata un vero buco nero che ha risucchiato anche la lucidità di Donadoni, che verrà affiancato da Marchionni e Valdès; repetita juvant,ma sarebbe il caso che si iniziasse ad inserire qualche altro elemento, magari più giovane, motivato e tatticamente sensato, anche perchè non l’ha ordinato il medico di giocare sempre col regista. Marchionni è volenteroso, tecnicamente validissimo, ma fisicamente cotto, mentre Valdès….beh, è semplicemente una palla al piede: lento,svagato ed anzi estremamente dannoso nel suo apporto alla manovra. Ninis non si sarà certamente dimostrato un nuovo Veròn,ma è senz’altro più affamato dell’ormai sazio cileno, per tacere dell’UFO Strasser, soprattutto considerato che ci saranno opposti elementi fisicamente forti e che puntano molto sulla corsa come Kuzmanovic e Kovacic.
Considerato che in difesa l’Inter ha il nostro stesso problema, ossia giocatori fisicamente potenti, magari anche molto bravi in marcatura, ma che soffrono, e tanto, gli elementi rapidi e guizzanti che prediligono gli scambi rapidi e palla a terra (cosa di cui si è avuta ampia dimostrazione a Cagliari ed in Coppa con la Roma, con Ibarbo e Destro che li hanno letteralmente tagliati a fette), un giocatore come Sansone può essere determinante in questo senso, specie se affiancato da qualcuno mobile che la palla sappia giocarla altrettanto come può essere Belfodil. Amauri, per quanto in forma eccezionale, può tornare anche lui utilissimo nel secondo tempo, con i difensori dell’Inter stanchi; considerando che Ranocchia e soprattutto Silvestre (altro giocatore che soffre tantissimo lo stadio di prima fascia, che non gliene perdona una) sono giocatori che almeno due o tre occasioni te le ragalano, occorre metterli il più possibile nelle condizioni di sbagliare. Bisogna inoltre sottolineare un altro fattore: l’Inter è moralmente a pezzi; quindi, qualora si passasse in vantaggio, bisognerà cercare il raddoppio ed ucciderli in via definitiva, perchè chiudersi a difendere un vantaggio striminzito non farebbe che rianimarli.
Capitolo calci piazzati: qui c’è bisogno ovviamente della massima attenzione, considerati i saltatori nerazzurri (i due difensori centrali su tutti); grande cura va posta anche a limitare l’avversario nei tiri da lontano (ricordiamo la tripletta che il geniale Marino regalò a Stankovic, ignorando del tutto questo particolare), con l’Inter che ha elementi molto bravi in questo fondamentale, su tutti Kuzmanovic.

Un saluto e buon Parma a tutti.