LA PROMOZIONE CROCIATA VISTA DAI TIFOSI PARTITI DALLA CROAZIA: “ECCO LE NOSTRE EMOZIONI…”

Hrvoje, uno dei cinque tifosi crociati partiti dalla Croazia per essere al Tardini domenica scorsa, ci ha inviato questo suo racconto. Abbiamo deciso di pubblicarlo integralmente, perchè da quando l’abbiamo letto non abbiamo ancora smesso di applaudire.

Quando siamo stati l’ultima volta al Tardini, il Parma diceva addio alla Serie A contro il Verona. Si sentiva l’orgoglio ma anche la paura che potesse essere davvero l’ultima volta, anche per noi da fuori che i colori gialloblu li abbiamo sempre sentiti “nostri”, fin dagli anni novanta, quando ci siamo innamorati del Parma e dei vari Zola, Asprilla, Brolin… C’era soprattutto incertezza, perchè c’era una seria possibilità che il Parma potesse non esistere più. Meno di un anno dopo eccoci di nuovo qui, in un’ atmosfera molto più luminosa e con una balkan1prospettiva che questa volta è rivolta verso una direzione opposta rispetto all’anno prima, ascendente. Il club è partito da zero, dalla Serie D, ma con alla guida alcune leggende entrate nella storia del club, che hanno deciso di far parte e sostenere questa resurrezione di un club leggendario, con una città intera a fianco in questo progetto.

Siamo partiti da Pola in una formazione quasi identica a quella di quando andammo a vedere la gara contro il Verona dello scorso anno. Unico cambio era Mišel al posto di Biro, ma la differenza stava anche nel fatto che abbiamo deciso partire il giorno prima. La partenza è stata fissa alle 11h del sabato, con un paio di soste programmate per riposare, ed il punto di arrivo era l’Hotel Daytona, a Collecchio, dove siamo arrivati intorno alle 18h. Fatto un giro e una marea di foto, ci siamo fermati al Gulliver Pub a mangiare e poi abbiamo continuato a fare un po’ di festa anche nella nostra stanza. Domenica mattina ci siamo svegliati presto: era il giorno della partita, e non vedevamo l’ora di vedere il Parma vincere.

In città abbiamo incontrato anche i tifosi dalla Polonia, e quelli di “Phoenix Parma” da Napoli. Parma è una città molta bella e per me è sempre uguale rispetto alla prima volta in cui ci balkan2sono stato: era il 2001, la partita era Parma-Inter (2-2), era il 9 settembre 2001. Lì ero da solo, ora siamo in tantissimi: nella nostra pagina Parma Boys Balkan ci sono migliaia di persone, da tutte le parti, ma soprattutto dai paesi della ex Yugoslavia che purtroppo, com’è ben noto, sono stati in guerra negli anni 90. Ci ha unito l’indescrivibile amore per i colori gialloblù, a prescindere dalla nazione o religione a cui apparteniamo. Nel 2013, attraverso un giornalista croato chiamato Robert Matteoni, che inoltre è un amico in comune, abbiamo ricevuto una lettera di un nostro idolo parmigiano, Mario Stanić.

Per noi che veniamo da Pola, in Istria, l’Italia è sempre stato un paese molto vicino. Da bambini abbiamo sempre seguito le tv italiane, era normale per tutti seguire il calcio italiano. Ricordo che quando frequentavo la scuola elementare tutti tifavano per un club italiano, soprattutto Milan o Juve, ma in tanti simpatizzavano per il Parma ed io ovviamente ero uno di quelli. A fine anni 90′ i miei amici mi chiamavano Cannavaro perchè a quei tempi avevamo una capigliatura simile, e cosi anche quando ho iniziato a suonare e a fare musica, mi hanno affibbiato il soprannome di Cannone, che mi è rimasto tutt’ora…

Ma torniamo alla cronaca: finalmente siamo arrivati allo stadio. Abbiamo trovato i biglietti per la tribuna Est (grazie a Gigi Apolloni) ed abbiamo messo sulla balaustra il nostro nuovo striscione “Boys Balkan”. Con noi si è aggiunto un quinto membro, il macedone Nikica, che è arrivato da solo da Zagabria. Anche lui ha messo il proprio vessillo, una bandiera macedone balkan3e la bandiera di Che Guevara. Due componenti dei Boys sono arrivati cinque minuti prima dell’inizio della partita, spiegandoci che lo striscione di Che Guevara non seguiva le regole dello stadio, dove non c’e posto per i messaggi politici. Abbiamo eseguito la richiesta senza lamentarsi: non eravamo lì di certo per creare dei problemi. In tutta risposta ci hanno portati direttamente in Curva Nord, in mezzo a quell’incredibile euforia e a migliaia di tifosi, dove ci siamo sentiti come in casa ed in mezzo ad una famiglia.

Il primo tempo è stato per quanto riguarda il gioco abbastanza povero, ma al gol di Guazzo il Parma è andato in vantaggio e lo stadio è letteralmente esploso. In quel momento speravo in una vittoria non sofferta, ma non è stato così semplice. All’inizio del secondo tempo il Delta Rovigo, squadra molto solida, ha trovato il pareggio. In quel momento mi è caduto il mondo addosso, ed ho pensato che fossi io a portare sfiga. Fino a quel momento, infatti, non ero mai riuscito a vedere dal vivo una vittoria del Parma: quando sono presente io erano sempre arrivati o un pareggio o una sconfitta. In quel momento ho deciso che non sarei mai balkan4più venuto. Il secondo tempo però è stato migliore, anche se l’infortunio di Musetti e molte assenza importanti (come Baraye che era con noi in Curva) lasciavano l’impressione che sarebbe stato molto difficile segnare il gol vittoria.

Ed è qui che, a cinque minuti della fine, è arrivato il rigore che è stato segnato da Corapi: un respiro di sollievo incredibile… La gioia è stata pazzesca. Ho visto tantissime partite nella mia vita, ma mai pensavo che in Serie D avrei vissuto la partita più emozionante della mia vita. Il Parma ha vinto e finalmente abbiamo ottenuto la promozione in Lega Pro. Dopo la partita era previsto che la festa continuasse in Piazza Garibaldi, e l’idea era quella di aspettare i giocatori per festeggiare, però erano già le 18, e visto che il lunedì tocca lavorare abbiamo dovuto rinunciare ai festeggiamenti. Il nostro autista e organizzatore del viaggio, Dejan, aveva avuto recentemente un intervento chirurgico alla schiena, quindi era gia abbastanza stanco, come del resto tutti noi. Siamo partiti perchè ci aspettavano sei ore di viaggio, ed abbiamo trascorso tutto il tempo leggendo le emozioni di un avventura difficile da ripetere.

Il viaggio è sempre stancante, ma per quanto riguarda i compagni d’avventura, la squadra era davvero perfetta perché è difficile scegliere delle persone migliori di quelle che mi hanno accompagnato: Nikica, Dejan, Neven e Michel. Cosa dire per concludere? L’avventura di due giorni ha davvero superato tutte le nostre aspettative. È stato perfetto, c’è mancata solo una cosa: una foto con Capitan Lucarelli… Lui però continua a giocare, e allora la faremo la prossima stagione.

balkan5L’ultima volta che siamo stati a Parma c’era incertezza, avevamo paura che potesse essere l’ultima volta, con una squadra sull’orlo del baratro. Ora abbiamo visto che il Parma è molto vivo e che le persone sono attaccate alla squadra ed alla società come non mai. La città e i tifosi hanno mostrato un sacco di amore ed affetto per i quei colori, ed è una cosa che ripristina la fede in questo calcio moderno in cui la dimensione dei club sono misurate dai numeri di euro che possiedono nel conto. Un sano calcio pulito in una città culturale e civile, che da sempre è conosciuta per la sua eleganza e per il suo fascino. È questo il motivo per cui abbiamo scelto il Parma.

Arrivederci Parma, torneremo di nuovo, magari per il derby contro la Reggiana. Perché “tanto gia lo so, che l’anno prossimo, Ale Ale oh oh oh…”