LA PRESENTAZIONE DI CASELLATO E CAMPEDELLI – APOLLONI: “SONO UN VALORE AGGIUNTO”

Questo pomeriggio, nella sala stampa del Centro Sportivo di Collecchio, è avvenuta la presentazione dei nuovi componenti dello staff di Apolloni. A sedersi per la prima volta dietro la scrivania di fronte ai giornalisti è stato Nicola Campedelli, ex allenatore di Cesena, Ribelle e Correggese, che sarà il secondo del tecnico crociato. Un ritorno invece quello di Renzo Casellato, che dopo aver passato sei anni nello staff crociato dal 1998 al 2004 ha anche seguito Prandelli ai Mondiali. Per Paolo Giordani, invece, si tratta di una conferma: lo scorso anno era il preparatore degli infortunati, mentre quest’anno svolgerà la carica di preparatore atletico.

Ecco gli interventi salienti dei protagonisti:


LORENZO MINOTTI – “Oggi formalizziamo ciò che abbiamo già annunciato. Questa è una parte dello staff tecnico, poi quello completo lo presenteremo prima dell’inizio della stagione. Era giusto però presentare Nicola Campedelli, il nuovo vice allenatore, e Renzo Casellato che sarà il nuovo responsabile della preparazione atletica. C’è anche Paolo Giordani che nella scorsa stagione collaborava tra settore giovanile e prima squadra. Ci ha aiutato molto e ci sembra giusto presentarlo oggi, a livello di organigramma sarà lui il preparatore atletico, per una questione formale. Quello che ci ha convinto è un qualcosa legato ad un discorso personale. Vogliamo persone con le quali riusciamo a condividere dei valori, un modo di pensare e di lavorare. Chi è ambizioso deve guardare avanti: nella gestione di un’area tecnica non ci sono più aree distinte, ormai dobbiamo arrivare ad un concetto un po’ più completo e globale”.

GIGI APOLLONI – Voglio fare una premessa: voglio ringraziare Redolfi e Freghieri per il lavoro che hanno fatto con me. È stata una scelta dolorosa, ho valutato tanti aspetti, tra cui anche l’aspetto professionale. Andiamo ad affrontare un campionato non semplice, difficile. Ne ho parlato con Minotti, Galassi ed il Presidente della mia scelta, e cercavo delle persone che mi dessero sia a livello personale che professionale un valore aggiunto. Di Campedelli conosco le doti tecniche ed umane, ha una dedizione nel calcio che pochi hanno. A Modena ho avuto modo di confrontarmi con lui si molti aspetti che mi avevano incuriosito. Avendolo visto poi da avversario poi mi ha incuriosito ancora di più, e lo ringrazio per questo passo apolloni-campedelli-casellatoindietro che ha fatto. Casellato è stato il preparatore che mi ha permesso di giocare ancora per quattro anni dopo un infortunio. Il valore umano l’ho conosciuto nel ’98 perché dopo l’infortunio ho vissuto con lui un esperienza triste gomito a gomito, ed è stato importante perché mi ha trasmesso tranquillità, forza, e mi ha aiutato nella crescita per rimettermi a posto a livello fisico. Poi negli anni l’ho incontrato di nuovo, e vedevo in lui la voglia e la disponibilità di migliorarsi. Poi ha avuto esperienze con Prandelli anche in Nazionale, ed ho apprezzato sempre la sua professionalità e la capacità di relazionarsi con i ragazzi. La scelta è caduta dunque su due persone e figure importanti che ci daranno un valore aggiunto. Ringrazio anche Paolo Giordani, è sempre stato disponibile con me e con tutti i ragazzi, si è dedicato moltissimo nel recuperare gli infortunati, e li ha guidati nel recupero. Il prossimo anno? Non è una questione di moduli, un’idea ce l’ho, ne ho discusso con Campedelli ma prima vorrei vedere che tipo di giocatori ho a disposizione. Il ritiro? A grandi linee inizierà dal 10 in avanti. Faremo un periodo dove staremo qui a Collecchio, e poi stiamo cercando un posto dove terminare il ritiro”.

NICOLA CAMPEDELLI, VICE ALLENATORE – Per me è una novità, ho sempre visto con grandissima ammirazione questa piazza. Sono molto felice di far parte dello staff di Apolloni, l’ho conosciuto quando giocavo a Modena, e quando c’è stata questa possibilità di poter parlare e capire se fosse un’opportunità da cogliere ho ritrovato la persona che avevo già avuto modo di apprezzare, come la sua enorme dedizione al lavoro che riusciva a trasmettere ai ragazzi e a tutto l’ambiente. Ho voglia di imparare tanto da lui, nel tempo poi ho conosciuto Casellato, Giordani, ci sono tante risorse dalle quali voglio attingere. Dopo Parma-Correggese non ero così emozionato? Avevo preso cinque pappine all’esordio… Poi mi sono preso una piccola rivincita con Apolloni in Coppa Italia. È stato un impatto per tutti arrivare al Tardini. Scala è un riferimento per qualsiasi allenatore, poi ci sono persone che conosco come Minotti e Galassi che hanno una grandissima ambizione per far bene. Quando si fa parte di un gruppo l’ambizione è quella di fare il massimo. Dovremo fare squadra, lavorare assieme per la prima volta, e poi cercare di ottimizzare le nostre risorse per far rendere al meglio i giocatori. Apolloni l’ho trovato sempre sul pezzo, pronto a valutare qualsiasi particolare, e questo è quello che mi aveva fatto apprezzare questa persona. I punti di contatto tra le nostre idee di calcio? Le nostre visioni sono molto simili, ma la cosa importante è la dedizione al lavoro. Ci saranno sempre confronti, io devo proporre per permettere a lui di fare le sue scelte“.

RENZO CASELLATO, RESPONSABILE DELLA PREPARAZIONE ATLETICAPer me è un ritorno, ho iniziato a Parma nel 98/99, ho avuto la fortuna di rimanere sei anni, è stata un’esperienza che mi ha permesso di conoscere Mister Prandelli. Oggi mi sono ritrovato con i fisioterapiste, e mi sembrava che ci fossimo lasciati solo una settimana fa. Ho incontrato anche Gigi Apolloni che è stato un mio giocatore, e Minotti che ho avuto come Team Manager negli anni con Arrigo Sacchi. Nella mia scelta ha pesato anche il ricordo di quello che era campedelli-casellato-scala-apolloni-minottistato. All’inizio era arrivato per cercare di prendere ed imparare molto, ora ho la speranza e presunzione di portare qualcosa della mia esperienza per aiutare il Parma in questo suo progetto di rinascita e scalata nel calcio che conta. Il preparatore sarà Paolo, è una questione formale ma ci tengo. C’è la necessità di integrare il linguaggio del campo con quello della preparazione atletica. Si lavora molto con la palla, serve però fare anche qualcos’altro. Mi piacerebbe che il mio ruolo sia quello di interpretare i dati che noi raccoglieremo e trasformarle in proposte di lavoro che verranno fatte assieme. Passare da un Mondiale alla Lega Pro? È una domanda che mi faccio anch’io… È stata una scelta di pancia, in un primo momento, perché ricordo il mio periodo bellissimo vissuto qui. Quella volta era una sfida, ero agli inizi. Ora ho la sfida di ricominciare, e la motivazione è quella di rimettermi in gioco. Probabilmente saranno gli ultimi anni che faccio questa professione, ho 54 anni, e reinventarsi è una grande motivazione. Penso sia difficile arrivare qui e pensare di essere migliore di chi mi ha preceduto, perchè non perdere una partita in un campionato intero è un risultato storico. La terza motivazione, e non è l’ultima, è che ho avuto un colloquio con Scala che conoscevo solo indirettamente, perchè il suo Parma è stato una delle cose belle del calcio italiano degli ultimi anni. Per me è una specie di icona, mi è piaciuto il suo approccio e mi ha fatto capire che forse stavo facendo la scelta giusta. L’utilizzo della tecnologia? Negli ultimi anni ho avuto la fortuna di lavorare in società che avevano a disposizione il massimo della tecnologia. L’idea è quella di crescere anche in questa cosa. Le strumentazioni servono, ma si può anche prescindere. L’obbiettivo è quello di capire con la società cosa si può proporre e cosa sarà necessario proporre più avanti. I calciatori dei dati si interessano poco, quelli li analizziamo noi. Il ritiro a Collecchio? Fortunatamente ancora non ci chiamano per le tournee negli Stati Uniti… Collecchio è l’ideale per la preparazione fisica, forse l’idea per fare la seconda fase in un’altra località c’è anche la possibilità di creare uno spirito di gruppo”.

PAOLO GIORDANI, PREPARATORE ATLETICO – Ringrazio la società che mi ha permesso di continuare la mia crescita professionale. Con Casellato il feeling c’è stato da subito, soprattutto dal punto di vista tecnico. Cercheremo di dare il massimo della nostra competenza. Il ritiro a Collecchio ci permette di fare un grande lavoro di equipe, anche con lo staff medico, e la nostra struttura ci permette di essere più comodi e funzionali su tutto. Altre soluzioni non dipendono da me o da Casellato, ma anche dalla disponibilità della società“.