La Pillola del Barone: Diritti Tv e Bruciori di Culo.

L’altro giorno, dopo aver sentito il piagnisteo del mister coi capelli di gatto, che si lamentava del budget del Bayern contro la sua Giuventus, mi sono immerso nelle informazioni inerenti i denari che vengono suddivisi tra le squadre di calcio.

Dopo un’ attenta analisi, ho solo una domanda: Conte, perchè bruci?



In un’Italia gestita politicamente con i piedi, anche la gestione calcistica segue lo stesso copione, ed ogni anno assistiamo ad una serie A che va a velocità totalmente diverse. Le ripartizioni dei diritti tv sono stabilite con criteri vomitevoli e quindi, per noi tifosi del Parma, è inutile pensare ad entrare in Europa se non con colpi di culo pazzeschi e spesso irripetibili. Eliminando le prime 6 squadre che si spartiscono il 50% dell’intera torta, la rimanenza è divisa sulle altre 14 realtà, dove troviamo Fiorentina e Udinese che ne prendono circa 45 a testa, mentre le altre si portano a casa una media di 30/35 milioni ciascuna. Prendendo le 12 squadre che, come noi, hanno circa 30/35 mln di introiti ogni anno, siamo dietro solo al Catania nella classifica “ufficiale”, pur partendo però dalla 16° posizione su 20 in quella economica. Purtroppo non essendoci ulteriori introiti per quasi nessuna delle ultime 15 squadre, tralasciando piccoli sponsor e gli incassi derivati dagli abbonamenti, ogni anno si deve cercare di fare le nozze con i fichi secchi.

Andiamo allora a vedere gli altri campionati principali europei: Inghilterra, Germania e Spagna.

Ad esempio, quel Bayern che tanto ha fatto bruciare il tecnico giuventino quanti introiti incasserà dai diritti tv?
Ecco la prima sorpresa: 37,6 milioni… quasi come il Parma (32,3)!!! Al Bayern potrebbe bruciare molto la cosa, non è vero? Invece no. In ogni caso la cosa più geniale che è stata fatta in Bundesliga è il rapporto 2:1 tra la prima e l’ultima classificata, in modo da far sì che se la possano giocare più squadre, nel caso che riescano ad azzeccare degli acquisti, e di conseguenza la stagione.

E in Premier League?
Addirittura meglio della Bundesliga: il rapporto tra la prima e l’ultima è di 1,5: 1, dove le due di Manchester prendono 75 mln contro i 49 del Wolverhampton (ultima). E Ferguson cosa ne pensa? Corre in tv a fare vedere come gli brucia? Ovviamente no… Sembra che si faccia il bidet con dello scotch invecchiato, che allevia tutti i bruciori.

Dopo aver visto Bundesliga e Premier, torniamo in Italia: la Juve prende circa 104 milioni contro i 25 scarsi del Pescara…. Il rapporto quindi è di 4:1. Se poi consideriamo che la Juve prende altri 100 milioni abbondanti ogni anno da tutto il resto degli introiti, mentre il Pescara al massimo riesce a prenderne un paio da qualche piccolo sponsor, la proporzione diventa di circa 8:1.
Come si dice? “Che vinca il migliore”?

Diritti-TV-confronto-Serie-A-PremierE’ molto interessante la simulazione fatta dal sito Sport Economy.
Le grandi squadre europee prendono una valanga di soldi soprattutto da merchandising, sponsor, stadi, biglietti e gli introiti generati dalla Champions League, però almeno hanno un campionato nazionale che è gestito ancora seguendo un senso logico; ci sono giocatori che possono rimanere anche qualche anno in squadre di media grandezza perché, nel dubbio, hanno la possibilità di scegliere a parità di ingaggio. In Italia, invece, ci troviamo con giocatori come Mexes, che prende 4 mln netti l’anno, o Bonera, che ne prende 2, De Jong, 3 milioni a stagione, Alvaro Pereira, che ne porta a casa 1,7 , Mudingayi, inspiegabilmente 1,5, Jonathan, che per parcheggiare ne porta a casa 1,2… Beh, che dire, tutti dei supercampioni, vero? Ma certo!

Poi però scopri che Di Natale prende 1,3 milioni a stagione… Diciamo che è per certi versi l’ultimo dei Mohicani, e resta un caso isolato, legato all’ età e al business familiare che ha in quella città. Noi del Parma possiamo farci davvero poche illusioni per giocatori come Paletta, Belfodil, Sansone, o i futuri buoni giocatori che scopriremo nel tempo, visto che i soldi dei diritti tv vanno tutte alle 3 strisciate e a Napoli, Lazio e Roma, quelle stesse squadre che poi ci fanno il sermone sul fatto che in Europa dobbiamo tifare per loro… perché sono italiane…
Peggio di noi riescono a fare solo in Spagna
dove ormai il campionato è sempre e solo per 2 squadre mentre Valencia e Atletico si giocano la “finalina di consolazione” per il 3°-4° posto.

Cosa comporta tutto ciò per il calcio italiano? Innanzitutto le realtà medio-piccole saranno costrette a cedere i migliori giocatori alle realtà più ricche, italiane o meno. Vi faccio un esempio, abbastanza recente: Ramirez dal Bologna è stato ceduto al Southampton per circa 13 milioni, andando a prendere un ingaggio netto di circa 2 milioni. Ecco, consideriamo il fatto che le due squadre sarebbero paragonabili tra loro, però l’ingaggio che rientra nelle possibilità delle squadre inglesi è impossibile o quasi da eguagliare per le squadre italiane medio-piccole.

La Lega di Serie A sta cercando di restare ai vertici europei versando soldi solo alle 4 o 5 squadre che parteciperanno alle coppe e il resto si attacca. Quindi a questo punto c’è davvero da sperare che venga creata la famosa “Superlega” europea, e lì si che ci sarebbe da divertirsi: le piccole incazzate, in quel caso, sarebbero le nostre famose strisciate, oltre a Roma, Lazio e Napoli. Così, magari, inizieranno a capire davvero quanto bruci una situazione del genere!

Se invece si vuole tentare di sbrogliare questa situazione (anche se sembra una mera utopia), l’unica speranza sarebbe un’unificazione delle regole, non solo calcistiche ma anche economiche, per livellare i campionati nazionali e dargli ancora un senso, altrimenti…


Che vinca il più ricco, e per il calcio è Game Over.

Il Barone