LA NUOVA PROPRIETA’ E I DUBBI SULLA MAPI – MANENTI “NON POSSO CONFERMARE MA NON SMENTISCO”

Altro giro, nuova corsa: il Parma (come aveva fatto il giorno dell’annuncio di Pietro Doca, e poi di Ermir Kodra) ha pubblicato nella serata di ieri un comunicato che contiene il nome ed il cognome del manager di riferimento, ma nessuna indicazione sui nuovi proprietari o sui nuovi acquirenti.Vogliono rimanere celati dietro l’anonimato fino a quando non arriveranno i soldi“, ha detto qualcuno. Tutti questi “patti di riservatezza”, però, non fanno che aumentare i dubbi dell’ambiente crociato che, con il solo nome di Fiorenzo Alborghetti a disposizione, ha iniziato a setacciare il web alla ricerca di informazioni.

Ebbene, Alborghetti è direttore del reparto Risorse Umane delle cartiere Pigna, nonchè Chief Executive Officer della RileCart srl. Ma la domanda sorge spontanea: chi c’è dietro di lui? Chi sarà il nuovo proprietario? Di sicuro non si tratta delle cartiere Pigna, anche perchè il loro Presidente, Giorgio Jannone, ha già smentito: “Non conosco la vicenda e non sono assolutamente coinvolto“. Durante le varie ricerche, però, c’è un nome che attira l’attenzione e che spunta in continuazione: Mapi group.

La Mapi group è una società con sede in Slovenia, a Nova Gorica (che coincidenza!), legata alla Gazprom. Nel 2013, tramite il proprio Ad Giampietro Manenti, tentò l’acquisizione proprio delle cartiere Pigna, promettendo di rilevare l’83% dell’azienda, in difficoltà economica, con 19 milioni e con 100 milioni iniziali d’investimento. Manenti affermò di aver depositato la cifra iniziale su un conto presso un notaio, a disposizione di Jannone che però definì l’operazione “infondata”. Giampietro Manenti nel frattempo aveva già fatto promesse che poi, per un motivo o per l’altro, non ha mai potuto mantenere: come l’apertura di 1300 punti vendita con un aumento sostanziale di posti di lavoro, per fare un esempio.

manenti-corioniSaltato l’acquisto delle cartiere Pigna, Manenti si è allora fatto sotto con il Brescia. A fare da mediatori tra lui e Corioni sono Felice ed Alain Garzilli, soci con Alborghetti di una società chiamata Platinum Financial srl. Ed è proprio questo collegamento tra Alborghetti e Manenti che spaventa i tifosi crociati, al pensiero che proprio la Mapi possa essere dietro a questa nuova cordata. Non solo: da Brescia rimbalza la voce secondo la quale proprio Alborghetti in persona si sarebbe speso in alcune situazione per garantire sulla bontà dell’operazione di Manenti. La compravendita del Brescia terminò con un nulla di fatto: Corioni dopo aver creduto alle promesse dell’imprenditore milanese affermò che “chi si è affacciato a comprare il Brescia voleva “tirarmi un bidone”, ma alla fine non ci è riuscito. Basta, molto semplice. E’ molto bravo ad inventare storie finte. Dalla sua Skoda malmessa, con la sua tuta d’ordinanza, Manenti era diventato un abituè nei salotti televisivi bresciani, dai quali prometteva ai tifosi soldi, giocatori e grandi cose. Addirittura firmò un “contratto con i bresciani” in diretta televisiva, con il quale garantiva il futuro del club, acquisti importanti ed il ritorno in Serie A. A Brescia c’è chi gli ha dedicato addirittura una canzone, con “Sei un mito” degli 883 che si è trasformata in “Sei un mitomane, e che inseriamo in coda a quest’articolo.

manenti-tvMa ci sarà lui dietro ad Alborghetti? Alcuni indizi lasciano pensare che possa essere davvero così. Manenti, intanto, a Repubblica ha rilasciato la seguente dichiarazione a chi gli chiedeva se fosse a punto di comprare il Parma: “Non posso confermare, ma non smentisco, vedremo fra qualche giorno“. Parole che destano preoccupazione nell’ambiente crociato, che ha paura di vivere l’ennesimo dejà vu.

(La foto di Manenti che stringe la mano a Corioni è del Giornale di Brescia)