La Fifa boccia l’Italia: nell’utilizzo dei giocatori provenienti dalle giovanili è ultima in Europa.

Nei giorni in cui stiamo riversando la nostra attenzione sui nuovi acquisti del Parma (tutti giovani destinati alla Primavera) la Fifa boccia l’Italia e i suoi vivai.
E’ questo l’impietoso risultato di uno studio effettuato su 31 campionati analizzati sull’impiego in squadra dei giocatori provenienti dalle giovanili. La Serie A, infatti, è addirittura ultima, come si può vedere dai grafici pubblicati sul numero di marzo/aprile della rivista Fifa World, ad opera del CIES (Centro Internazionale Studi sullo Sport).

Questo studio mette in mostra quella che a tutti gli effetti è una politica molto poco lungimirante, e che vede l’Italia occupare mestamente l’ultimo posto di questa speciale graduatoria.
Per molti aspetti si possono interpretare questi numero con un occhio verso il nostro Parma. Leonardi e Preiti, infatti, stanno investendo moltissimo a livello giovanile, andando cioè in controtendenza rispetto a quello che lo studio dimostra: è anche vero che non sono molti quei giovani che poi trovano spazio in prima squadra, anche se per vedere i frutti di questo lavoro bisognerà aspettare un paio d’anni.

graficofifaSe da questo punto di vista il Parma sta cercando di invertire questa tendenza in maniera, almeno sulla carta, lungimirante, l’altro dato che salta alla vista ha molto a che vedere con le strategie di mercato dei crociati. Nella seconda tabella, infatti, si vede come l’Italia è quinta su trentuno campionati europei in quanto a giocatori stranieri impiegati. Dopo Cipro, Inghilterra, Portogallo e Belgio, infatti, troviamo la Serie A con il 52,5%. 1 giocatore su due, in sintesi, è straniero.
Se prendiamo la formazione schierata da Donadoni domenica contro l’Inter, inclusi i cambi a partita in corso, il Parma ha schierato 10 italiani (se consideriamo anche Amauri come “oriundo”) e 4 stranieri. Dando però un’occhiata a quelli che sono gli investimenti dal punto di vista giovanile, però, ci troviamo di fronte ad una serie di nomi “esotici”: Saric, Jankovic, Aguilar, Antonis, Sampedro… Tutti giovani talenti acquistati nel mercato estero, che dimostrano come il Parma cerchi prevalentemente giocatori di prospettiva in campionati stranieri.

Nell’insieme bisogna guardare questi dati con grande preoccupazione, anche se sono numeri che dimostrano come il lavoro di Leonardi e Preiti, almeno sulla carta, rientri in un tentativo di rimettersi al pari con una strategia lungimirante che sta dando i suoi frutti in paesi come la Spagna, l’Inghilterra o la Germania, e mai a scapito dei risultati sportivi: il digiuno delle italiane in Europa è lì a dimostrarlo.