L’ analisi Tattica: Siena – Parma

La partita con il Siena rappresenta un banco di prova estremamente impegnativo, paragonabile per certi versi alla partita di Lecce di un anno fa: anche allora affrontammo una squadra con l’acqua alla gola e con un solo risultato a disposizione, riuscendo a portare a casa l’intera posta con una gara matura e di carattere. Paradossalmente, potrebbe rivelarsi meno insidioso affrontare un Siena con l’obbligo di vittoria, specie dopo il pari di Genova, che un Pescara contro il quale la figuraccia era dietro l’angolo; avere i nervi distesi ed un ottimo risultato alle spalle può essere per noi un ulteriore vantaggio. Ovviamente ciò non vuol dire che ci aspetta una gara semplice: per i toscani quella contro di noi è una delle ultime partite abbordabili, almeno in teoria, prima di un finale di campionato durissimo.

Donadoni sembra orientato a confermare il falso 4-3-3 con Biabiany a fare da pendolo tra centrocampo ed attacco, mossa che ritengo saggia e lungimirante, per tamponare adeguatamente gli inserimenti dei trequartisti senesi (Rosina e Sestu) volti a sfruttare gli spazi aperti dall’unica punta (Emegahara); dal canto nostro, schierare due punte e mezzo contro una difesa a tre vuol dire bloccare gli esterni del Siena, o, quantomeno, limitarne le sortite offensive.
Scendendo nel dettaglio e partendo come sempre dalla difesa, ancora una volta rischiamo di pagare, e non poco, la cronica assenza di un centrale veloce: il Siena manca di un ariete centrale, ben controllabile se opposto a giocatori come Paletta o Benalouane, ma punta tutto sugli scambi in velocità tra giocatori brevilinei e rapidi come Rosina, Sestu ed Emegahara, con il nigeriano che rappresenta senza dubbio l’elemento migliore del trio e quindi quello da tenere maggiormente d’cchio; quanto a Sestu e Rosina, restano giocatori umorali in grado di vincere da soli la partita o di essere un peso morto a seconda dell’umore. Per cui occorrerà saper serrare bene le fila anche sugli esterni limitando al massimo la possibilità che possano nascere pericolosissimi uno contro uno. A centrocampo il Siena difetta di elementi di qualità, con Iachini che preferisce solitamente schierare una sorta di Maginot davanti alla difesa guidata da Vergassola, che limiti la fonte del gioco avversaria e, nel contempo, copra adeguatamente le spalle al trio offensivo; per cui, a parte gli inserimenti del capitano senese, ci sono pochi elementi di cui preoccuparsi realmente; sarà dunque fondamentale contrapporgli elementi rapidi e che non diano troppi punti di riferimento, così da tenerli quanto più bassi possibile. In questo senso riproporrei Ninis, molto bravo contro il Pescara, piuttosto che il declinante Valdès, o, se davvero si intende rimettere il cileno al suo posto, verificherei le condizioni di Marchionni e Parolo: se non sono perfettamente in condizione, non esiterei a schierare Ninis o,p erchè no, anche Strasser, il cui dinamismo potrebbe essere un ulteriore grattacapo per i toscani. L’attacco, infine, dovrà essere la variabile fondamentale in grado di garantirci un buon risultato: la difesa toscana è poco migliore di quella del Pescara con l’ex Massimone Paci come unico vero elemento affidabile; in una gara come quella di domenica, con l’avversario che presumibilmente dovrà attaccare, il contropiede gestito da elementi veloci come Sansone e soprattutto Biabiany può essere letale, soprattutto se saranno in grado di sfruttare adeguatamente gli spazi aperti da un Amauri ultimamente in grandissima forma, e questo vale anche per gli inserimenti dei centrocampisti, con la difesa a tre del Siena completamente impegnata a contrastare i nostri attaccanti. Non nascondo inoltre che un altra variabile impazzita che potrebbe creare serissimi grattacapi alla difesa toscana potrebbe essere Belfodil, schierabile magari nel secondo tempo.

Capitolo calci piazzati: il Siena non dispone di specialisti come Totti o D’Agostino, ma ha ottimi colpitori di testa, Paci in primis, indi per cui bisogna tenere d’occhio i loro difensori; la cosa, tuttavia, vale anche all’inverso: molti dei gol subiti dai toscani vengono da disattenzioni enormi sui tiri da fermo, per cui cerchiamo di sfruttare al meglio anche questo particolare.

Per concludere, consentitemi una chiosa cattiva e da malpensante: finora ho parlato di calcio giocato e spero,in queste ultime gare,di vedere solo e soltanto questo, augurandomi di apprezzare lo stesso Parma del finale dello scorso campionato, serio e motivato, e non una sorta di ONLUS o, peggio, di pseudopasticceria, che regala generosamente punti ai bisognosi, scendendo in campo solo per onor di firma……

Un saluto e Buon Parma a tutti.