LA JUVENTUS E’ TORNATA SULLA TERRA? LASCIATECI GODERE

coppauefaparmaLa gara tra Juventus e Benfica meritava una direzione di gara migliore. C’è stata una grandissima tattica ostruzionistica da parte del Benfica, tutelata dall’arbitro. Speriamo che in futuro ci sia maggiore rispetto nei nostri confronti anche da parte di un organismo importante come la Uefa, anche nella designazione degli arbitri“. Le parole di Antonio Conte, al termine di Juventus-Benfica, sono tutte dedicate all’arbitro Clattenburg. Citare Buffon (“Gli arbitri? L’alibi di chi non vince mai” disse tempo addietro) è forse troppo facile ma significativo. In effetti i bianconeri da parecchi anni la vittoria in Europa non sanno dove stia di casa.

Il Benfica ha fatto ostruzionismo, ha fatto due tiri in porta, ha perso tempo… Queste sembrano essere le giustificazioni di squadra e tifosi poco dopo il fischio finale. La Juventus, a parer mio, ha giocato una partita priva di lucidità, figlia di una stagione nella quale Conte ha spremuto una squadra che ha mille attaccanti, ma ne giocano sempre e solo due, per non parlare di una difesa con pochi, pochissimi ricambi. Dire, come ha fatto Conte, che il Benfica ha fatto due tiri in porta e due gol, mentre la Juve ne ha fatti 19 e non è riuscita a segnare, invece di giustificare i bianconeri dà la precisa idea di una squadra poco cinica, poco precisa. Come direbbe l’allenatore dei Pulcini di una qualsiasi squadra di paese italiana, “se hai tirato 19 volte e non hai fatto nessun gol, figlio mio, aggiusta la mira!.

abantijuveahnoNon parliamo poi del meteo o del campo, come se questo non influisca su entrambe le squadre. Ed ecco che per qualche tifoso bianconero la neve di Istanbul o la pioggia di Torino diventano alibi portati avanti con forza. Il problema, però, è un altro. E’ dagli anni ’90 che lo stile Juventus si regge su un teorema, quello del “siamo più forti, quindi dobbiamo vincere“. Come se il calcio fosse una scienza esatta. Ecco quindi che la Juve di Calciopoli “aveva comunque la squadra più forte di tutti, quindi avrebbe vinto lo stesso anche senza Moggi, oppure nei casi singoli degli ultimi anni, “è vero che c’era il rigore contro i bianconeri, ma dopo avremmo segnato un gol comunque“. Non avremmo problemi a riconoscerlo, nel caso accadesse, ma non c’è mai stata l’occasione per farlo.

Sconfitte come quelle di ieri insegnano una cosa che la Juventus dimostra di non voler imparare: nel calcio si può anche perdere contro squadre sulla carta inferiori. Se così non fosse, le partite si giocherebbero a tavolino, non servirebbe nemmeno scendere in campo. In Italia, quando la Juventus è stanca o priva di qualche campione, i problemi si risolvono facilmente: arriva Banti, tanto per fare un esempio, e l’equilibrio di una gara si sposta quel che basta. Purtroppo per Conte e soci il tifoso medio non dimentica, e non fa nemmeno troppa fatica a notare la differenza quando vede la squadra bianconera in versione europea. Ecco quindi che un tifoso del Parma ripensa alla partita di Torino, a Banti, e ad una gara che sarebbe dovuta finire in pareggio. Sono proprio quelle vittorie arrivate a causa di una sudditanza psicologica evidente che non permettono alla Juventus di essere poi cinica in Europa, ed ogni anno i risultati sono lì a dimostrarlo.

bantiC’è anche un ultimo aspetto, ma non meno importante: è la particolarissima legge secondo la quale gli avversari dovrebbero giocare esattamente come la Juventus vorrebbe. Il Benfica ha fatto “ostruzionismo“? Il regolamento non vieta assolutamente di fare una partita difensivista, e se i falli commessi sono più duri del consentito, c’è un arbitro ed esistono dei cartellini: ieri i portoghesi hanno portato a casa cinque cartellini gialli e due rossi. Ma è così da sempre: se i bianconeri perdono è perchè l’avversaria si è difesa con undici uomini, ha piazzato il pullman davanti alla porta, ha fatto troppi falli, ecc. ecc.

La Juventus, ieri sera, è scesa dal quel campo frutto di fantasie e sudditanze in cui nel suo palmares ha 31 scudetti, ed è tornata sulla terra. Se lo facesse più spesso, abbandonando l’arroganza che la contraddistingue, sarebbe più divertente per tutti e, credetemi, vincerebbe molto di più anche in Europa. Nell’attesa che questo accada, ripensando a Banti, lasciateci godere.

L’Editorialista