Voci e silenzi: il punto su Cassano

Schermata 2013-12-21 alle 15.05.11Qui nessuno ha voglia di illudere nessuno: nelle righe che seguono non troverete indiscrezioni particolari, novità dell’ultim’ora o rivelazioni esclusive. Ci sembra però doveroso fare il punto della situazione sulle voci che da settimane si rincorrono, riguardanti il futuro di Cassano. Finchè a circolare erano semplici indiscrezioni, basate più che altro su sensazioni o ipotesi, abbiamo cercato di dare poco risalto alla cosa, anche perchè in qualità di “Detective delle MioCugginate” su certe notizie ci andiamo sempre con i piedi di piombo. Di Cassano, Genova e derivati, però, ne parlano tutti, da Sky Sport alla Gazzetta, dal Corriere dello Sport a TuttoMercatoWeb. Alla fine dal Corriere Mercantile e le testate locali di Parma alla ribalta nazionale le voci continuano a correre, a farsi sempre più insistenti.

Andiamo però con ordine: da circa un mese il Corriere Mercantile, quotidiano locale genovese, ha iniziato a ripetere in più salse che Cassano avrebbe iniziato a spingere per tornare alla Sampdoria. Da lì in poi, però, la voce non si è più fermata: chi giura di averlo visto comprare casa a Quarto, chi interpreta la sua assenza al Teatro Regio come un segnale inequivocabile del fatto che voglia partire, per non parlare dell’ammonizione procuratasi contro il Cagliari. Dalle cronache locali a quelle nazionali, la voce diventa notizia, non tanto per la presenza di dichiarazioni o indizi concreti, bensì per il rimbombo mediatico che quelle stesse voci hanno scaturito.

Cosa c’è di vero in tutto questo? Probabilmente nulla, o tutto, ma è proprio sul nulla o sulle ipotesi che non ha nessun senso ragionare. Andiamo quindi a valutare i fatti concreti, perchè se da un lato ci sono un’ammonizione e un’influenza che, onestamente, possono voler dire tutto e niente allo stesso tempo, c’è un fatto decisamente concreto, palese ed assordante: il silenzio.

cassanodivertimento copiaIl silenzio di Cassano, che ha parlato pochissimo dal suo arrivo e che si è concesso ai microfoni per l’ultima volta, brevemente, dopo la vittoria del San Paolo contro il Napoli. Il silenzio di Leonardi, che ha sempre sminuito le voci sul talento barese nelle sue poche apparizioni pubbliche, come del resto ha fatto Preiti, ma in realtà non ha mai risposto in maniera chiara sulla questione. Grazie alle dichiarazioni dei dirigenti crociati, infatti, sappiamo che Cassano ha pranzato con Leonardi, che si è allenato, e che i media pensano troppo al talento barese, dimenticando che il Parma è composto anche da altri giocatori (e su quest’ultimo siamo d’accordissimo con l’Ad). Grazie a Preiti, invece, sappiamo che si è ingigantita in maniera incredibile una semplice influenza intestinale (e anche su questo siamo d’accordissimo).

Mi lancio quindi volentieri in un’interpretazione della situazione, almeno per come si presenta. Tutta la vicenda Cassano, se fosse una semplice invenzione giornalistica, sarebbe risolvibile in circa 30 secondi, il tempo di mettere in collegamento l’interessato, o in alternativa Leonardi, con gli studi di Sky Sport 24 e fargli dire tre semplici parole: “Resto a Parma. Sempre 30 sono i secondi che si impiegherebbero per fare un comunicato, o un video con le stesse tre parole citate in precedenza direttamente da Cassano stesso. Se finora non si è voluto (o potuto) chiarire la situazione, nè a livello societario nè dall’interessato stesso, vuol dire che qualcosa, sotto sotto, c’è. Non sappiamo però di cosa si tratti: un possibile ritorno a Genova, un adeguamento del contratto, la macchina aziendale, una cover per il suo cellulare, possiamo elucubrare finchè vogliamo, ma se non si hanno notizie certe si rischia solo di creare tormentoni basati sul nulla. Qui, di vero, c’è solo questo silenzio che diventa sempre più assordante man mano che il rimbombo mediatico nazionale cresce e si fa più insistente.

Detto questo, non è scritto da nessuna parte che Cassano vada via o che resti in terra emiliana, e nessuno può dirlo a meno che non abbia notizie da fonti certe. Ovviamente a gennaio sapremo qualcosa di più, visto che l’impressione è che il silenzio continuerà ad oltranza. Per il resto possiamo continuare a commentare le voci sulla casa a Quarto, sulla moglie che ama Genova, sulle influenze o sui cartellini gialli, ma va ricordata una regola importante: è vero, spesso, che due indizi fanno una prova, ma è anche vero che più che indizi, qui ci sono solo voci, e le voci non fanno una prova, bensì solo un gran brusio in sottofondo.

L’Editorialista