IN ATTESA DEL TRIBUNALE, MAPI-BALLE COME SE PIOVESSE…

La giornata assolutamente interlocutoria vissuta oggi a Collecchio (due sedute d’allenamento per i crociati, una al mattino e l’altra al pomeriggio) non ci aveva dato spunti: forse perchè il venticinquesimo giorno di appostamento no-stop inizia a pesare sulle nostre menti, o più probabilmente perchè la concentrazione di tutti è rivolta a domani, quando Giampietro Manenti dovrà finalmente scoprire le carte davanti al Tribunale di Parma. E non basterà una semplice coppia per portarsi a casa il piatto.

manenti-miaNegli ultimi giorni avevamo deciso, proprio in vista di ciò che avverrà domani, di non dare troppo spazio alle ormai farneticanti dichiarazioni del Presidente del Parma, che questo pomeriggio, ai microfoni di Parma Today, ha affermato di essere in riunione a discutere di donne. Diventa dunque superfluo spiegare il motivo della nostra decisione… Lo stesso Manenti, però, ha rilasciato un’intervista a StadioTardini.it, nella quale ha parlato di una notizia che vi abbiamo dato nella giornata di ieri, riferita al fatto che per tutti i dipendenti (incluso l’autista del Presidente) sono stati disattivati i Telepass e i rimborsi del carburante: ci sembrava giusto sottolineare che la società crociata è nelle mani di una persona che non ha ancora “cacciato un euro” (cit.), e che effettua i suoi viaggi “istituzionali” a bordo di un auto, i costi dei quali sono completamente a carico dell’autista. Il quale, come tutti gli altri dipendenti, non percepisce il proprio stipendio ormai da diversi mesi.

Stuzzicato su quanto scritto da ParmaFanzine.it, Manenti ha risposto così a StadioTardini.it: “Ma se sono stato io a far ritirare la Mercedes: secondo lei una società che fatica a pagare gli stipendi deve avere quella macchina lì? Io non so come siano organizzati da anni i dipendenti che anticipano i soldi e poi penseremo anche a quello. Anzi, farò ritirare se possibile anche tutte le altre auto, perché uno a lavorare ci deve andare con la propria macchina, non con l’aziendale. Io, infatti, viaggio sulla mia C3 o su un’Audi o su una Mercedes, ma sono mie”.

manenti-collecchio-ritornoChe sia stato proprio Manenti a far ritirare la Mercedes è una Mapi-Balla grossa come una casa, e per smontarla è sufficiente contattare la Neacar S.r.l., società che forniva al Parma quell’auto: la Mercedes che Manenti avrebbe fatto ritirare è stata invece riconsegnata su richiesta del concessionario dopo che per alcuni mesi non era stato pagato il canone di noleggio. Che poi lui viaggi solo a bordo delle “sue” macchine, è un’altra Mapi-Ballapiù di una volta è stato accompagnato a bordo della “Volvo presidenziale“, compreso quando per poco non “stirò” alcuni giornalisti (compreso il sottoscritto) vicino al cancello d’ingresso del Centro Sportivo.

Sulla lunga intervista ci sono parecchie altre frasi che farebbero prudere le mani a qualsiasi giornalista di fronte ad una tastiera, ma preferiamo soffermarci solo su una semplice riga: “Dopo aver documentato tutto il disastro, non c’è nessuno che dice che abbiamo ripristinato, anzi ricostruito, in una settimana, i servizi di lavanderia, pulizia e mensa…“. Leggetela, tenetela bene a mente: è l’ennesimo tentativo di far credere che a Collecchio tutto vada bene, e che questo accada grazie all’apporto di Manenti. Smontare questa Mapi-Balla è fin troppo semplice, anche se ci costringe a scrivere alcune cose che avevamo deciso di non riferire, per non infierire su una situazione davvero triste e sulla quale c’è poco da scherzare. Manenti crede (o vuole far credere) che grazie a lui sono stati ripristinati tutti i servizi del Centro Sportivo? Venga a farci compagnia di fronte al cancello d’ingresso: vedrà dipendenti montare sulla Jeep di un giocatore, recarsi al supermercato e riempirla di bottiglie d’acqua destinate agli allenamenti della prima squadra. Ovviamente a pagare sono i giocatori stessi, non di certo Manenti. Vedrà anche altri dipendenti acquistare beni di prima necessità, o giocatori delle giovanili che al supermercato comprano della semplice frutta. Anche qui vale la stessa regola: a pagare non è Manenti, che a questo punto ha (volontariamente o meno) oltrepassato il segno, prendendo in giro delle persone che se sono ancora lì lo fanno per dignità professionale, per affetto ed amore verso una società che ora è ostaggio di un Mapi-Ballista ancora convinto di poter portare un piano credibile al Tribunale e scongiurare il fallimento. Bene, faccia pure: ma, qualsiasi sia l’esito che decreterà il Tribunale di Parma, scenda sulla terra ed inizi a rispettare dipendenti, giocatori e tifosi.