IMBORGIA A PL: “DECIDEVANO TUTTO LEONARDI (AL 70%) E GHIRARDI (30%): GLI ALTRI VENIVANO ZITTITI”

Non sarà un nome che susciterà l’eco mediatico come quello di Alessandro Melli, ma lo sfogo che Antonino Imborgia (ex Responsabile dell’Area Mercato del Parma) ha rilasciato ai microfoni di Vito Aulenti (ParmaLive.com) aggiunge di fatto una visione decisamente più ampia della gestione del Parma degli ultimi anni. Una sensazione diffusa, percepita anche chiacchierando informalmente con alcuni dei dipendenti del Parma. Antonino Imborgia, però, ci ha messo la faccia e ha provato a spiegare quello che ha vissuto nella sua parentesi all’interno dell’organigramma della società crociata.

parmalive-imborgiaEcco le sue parole, rilasciate ai microfoni di ParmaLive.com:

Quella del Parma una situazione inaspettata? No, perché il presidente e l’amministratore delegato avevano, di fatto, azzerato i ruoli: tutto quello che si provava a fare, non veniva fatto fare; tutte le idee non erano idee; tutti i suggerimenti non erano suggerimenti. Insomma, tutto ciò che veniva partorito dal cervello di un’altra persona, non era tenuto in considerazione. Le uniche cose che andavano bene erano quelle che decidevano al 70% Leonardi e al 30% Ghirardi. Questa era la situazione. Poi è chiaro che adesso sarebbe troppo facile dire che Imborgia ha fatto tutto bene e Leonardi tutto male: Imborgia, le poche cose che ha fatto, ha provato a farle bene. Io e Melli, che eravamo le uniche due persone con un minimo di storia nel calcio – anzi, Melli ha una grande storia nel Parma, io una discreta nel calcio in generale – abbiamo provato a invertire la tendenza e a dire che le cose non andavano bene. E invece, o facevi in un modo o facevi in un modo, e cioè quello che decidevano loro. Tant’è che io, ad un anno e mezzo dalla fine del contratto, ho smesso e sono andato via, non ci sono altri motivi”.

Tutte le volte che provavi a parlare, magari anche con garbo ed educazione, venivi zittito. Ribadisco: i ruoli, all’interno, erano stati tutti azzerati. Tutti. Non c’era nessuno che potesse fare quello che aveva in mente di fare. Quando sono arrivato non era così. Io non so cosa sia successo nella testa di Ghirardi e Leonardi, ma le cose sono cambiate, e anche in maniera rapida. Io non dico che siamo arrivati dove siamo arrivati perché non hanno dato retta a me o a Melli”.

leonardi2-1Ricordo bene le conferenze stampa di Ghirardi. Venivano spese tante belle parole, però purtroppo poi c’è la realtà. E la realtà è che hai fatto quello che hai fatto. Ghirardi e Leonardi erano concordi su questa linea: gli obiettivi erano l’immagine a qualsiasi costo e vincere. Il problema è che lì tutti erano prigionieri dell’altro: non si dicevano le cose, andava sempre tutto bene. Tanto la gente in tribuna li osannava, i tifosi erano contenti e la squadra viaggiava col charter. Sì, siamo andati ad Udine col charter. Non mi sembra che facevamo le coppe europee e dovevamo giocare a metà settimana, si poteva andare col pullman in Friuli. E invece noi siamo andati ad Udine col charter. Parlo così perché sono amareggiato, dispiaciuto. Io ho girato un pochettino, ho una certa esperienza: ebbene, non esiste un posto migliore di Parma per fare calcio. C’è gente educata, rispettosa, non invadente: da nessun’altra parte sarebbe potuta accadere una cosa di questo tipo”.

Mi è stato poi vietato di andare nello spogliatoio. Ad un certo punto mi è stato detto: ‘Guarda, nello spogliatoio non ci vai più, ci andiamo solo io e Donadoni’. Attenzione, non è stato detto solo a me, ma anche agli altri. Siccome non permetto a nessuno di mortificare né la mia persona né la mia professione, sono andato via. E sono felice di averlo fatto. Agli altri che adesso sono ancora lì, io ho detto che sarebbe andata a finire male. A mettere in guardia tutti eravamo solo in due: io e Ciccio Melli. Lui ha descritto la trasformazione di Ghirardi, io posso parlare di quella di Leonardi: Pietro o è cambiato in seguito o è sempre stato come dopo il cambiamento e si sforzava di non esserlo. Quando io sono andato via dal club era completamente un’altra persona”.

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