IL “VERO PARMA” È ANCORA LONTANO, MA ECCO PERCHÈ ABBIAMO VISTO QUALCHE PASSO IN AVANTI… – IL PUNTO DI PFZ.IT

Partiamo da un presupposto, ovvero da una premessa obbligata: il Parma visto nelle prime dieci giornate è stato, dal punto di vista dell’identità di gioco, praticamente nullo. Non solo, contro il Mantova ha anche dimostrato di essere in palese crisi psicologica, restando in balia di una squadra che occupa i bassifondi della classifica per quasi tutto il secondo tempo. Al Tardini, quella sera, s’è visto di tutto: schemi saltati, distanze casuali, quasi una sorta di panico accompagnato da un caos che fortunatamente la squadra ospite non ha saputo sfruttare, anche per la mancanza di attaccanti di livello. Questo è il punto di partenza dal quale siamo partiti per osservare la prestazione dei crociati contro il Fano, un’altra squadra organizzata, ostica, ma pur sempre capace di raccogliere, dopo ieri sera, solo 7 punti in 11 gare.

È palese che sia impossibile riuscire a svoltare in soli sette giorni. Trovare un’identità di gioco, una compattezza, un’organizzazione e la fiducia necessaria nei propri mezzi è un lavoro che non può dare frutti in una semplice settimana. Per di più in un periodo in cui ci sono state diverse tensioni, dai fischi (giustificati) del Tardini parma-cantieredopo la vittoria sul Mantova fino ad alcuni faccia a faccia (con un discreto nervosismo) negli spogliatoi. La squadra di Apolloni, per quanto visto nell’amichevole mercoledì, sembrava pronta a far esplodere una crisi di nervi che poteva diventare pericolosa nel caso di gara in salita, magari con qualche errore iniziale o con qualche episodio sfavorevole. Ciò che si è visto a Fano invece ha sorpreso chi, come noi, si aspettava che i crociati giocassero una partita nervosa, istintiva, ricca di alti e bassi.

L’asticella di questo Parma, dal punto di vista delle prestazioni, era stata alzata davvero poco fin qui. Per questo ieri abbiamo visto alcuni passi in avanti non secondari, una visione che ha attirato anche qualche critica di alcuni lettori sui social network. Cosa che tra l’altro ci sta, sia chiaro: ognuno giustamente vede la partita a suo modo, ed è evidente che ogni tifoso pretendo il massimo dalla propria squadra. ParmaFanzine, fino a questo momento, non ha mai risparmiato critiche al gioco di questa squadra (del resto basta anche leggere le prime righe di quest’articolo) cercando di giudicare le prestazioni nel modo più oggettivo possibile. Per questo ribadiamo, magari sotto voce, che ieri sera qualche miglioramento c’è stato.

Partiamo comunque da ciò che (ancora) non va: troppo poche (ed è forse un eufemismo) le occasioni da rete create durante la gara; troppo discontinua la manovra, ed è evidente l’incapacità di riuscire a prendere in mano le redini dell’incontro imponendo il proprio gioco, che ancora latita. Ma i passi in avanti si sono visti nell’equilibrio e la compattezza. Per un Corapi in versione mezzala destra che saliva nelle sue scorribande offensive, c’era uno Scavone che magari arretrava qualche passo, e viceversa. Il tutto con Giorgino che ha garantito una copertura importante. Non solo: le distanze tra i reparti sono state rispettate per quasi tutto l’incontro, esultanza-parma-pordenonecon la squadra che è rimasta compatta e abbastanza corta per tutti i 90′. Anche per questo i crociati non hanno quasi mai sofferto. E per chi ora sta pensando: “grazie al piffero, giocavamo contro il Fano, non contro il Real Madrid…“, diciamo solo di pensare al panico totale della difesa crociata di fronte al Mantova, o ai tre gol subiti dal Forlì. Il Parma per la prima volta è riuscito ad essere concreto, a rimanere corto ed a reggere psicologicamente per tutti i 90′ mantenendo in fase difensiva la concentrazione adeguata. Sono cose che servivano dalla prima giornata, ma per un motivo o per l’altro sono arrivate a fasi alterne. Questi sono i passi in avanti visti ieri sera.

È evidente che è ancora poco, e lungi da noi dichiararci contenti e felici del gioco espresso dalla squadra. Però forse per la prima volta si è visto un possibile punto di partenza. Non prendere gol, vincere le partite nel finale, e soprattutto non soffrire durante la gara con il tempo ti regala anche la serenità e la fiducia nei propri mezzi per iniziare a provare a creare e manovrare con la giusta determinazione, soprattutto sfruttando le qualità dei giocatori offensivi che il Parma dispone. Per questo però contro il Gubbio al Tardini ci si aspetta di più, perchè se quello di ieri sera è un possibile punto di partenza, è giusto iniziare a correre il prima possibile sulla la strada intrapresa. Osservando la classifica, pensando che domenica prossima il Bassano ospiterà il Padova e la Sambenedettese farà visita alla Reggiana, continuare con i timidi progressi visti ieri sera aggiungendo continuità e personalità alla manovra ed una maggiore concretezza nel creare azioni offensive potrebbe essere un ottimo modo per proseguire nel cammino. Anche perchè, sempre osservando la classifica, non è ancora troppo tardi per farlo, ma è vietato fare passi indietro.