IL TEMPO SCORRE E SI LAVORA A FARI SPENTI, TRA LE GARANZIE DELLA FIGC E L’OSTRUZIONISMO DELL’AIC

Il silenzio percepito all’esterno, in questi due giorni privi di incontri ufficiali e di riunioni alla luce del sole, nasconde ore frenetiche a bordo di montagne russe che, ultimamente, vanno precipitosamente in discesa verso il basso. Due sono stati finora gli incontri della cordata di Piazza con i curatori, uno invece per il gruppo Corrado, rappresentato dall’avvocato Polvani. Il prolungamento dell’esercizio provvisorio fino al 22 giugno ha rappresentato il fischio d’inizio di una partita che d’ora in poi si giocherà prettamente lontana da occhi indiscreti.

Nelle ultime ore ci sono state due riunioni telefoniche separate tra le due cordate, la Figc e l’Aic. La richiesta dei due gruppi è ovviamente quella di ricevere garanzie sui tanti punti interrogativi sollevati dalla paura di trovarsi davanti a sgradite sorprese. A contribuire alla confusione ci sarebbe però anche l’Aic, che nel suo figc-parma-aictentativo di difendere i giocatori, in realtà starebbe seminando il panico minacciando cause, sollevando questioni legati a crediti e debiti, e spargendo pessimismo a piene mani. Una posizione così netta, quella del sindacato, che avrebbe fatto spazientire anche la Figc, che invece dal canto suo sta confermando la linea mantenuta fin dall’inizio. Paradossalmente sarebbe nato anche uno scontro tra le due istituzioni: da un lato l’Aic, che continua a ripetere che il debito sportivo non è chiaro, che ci saranno altri debiti futuri, e che ci sarà una pioggia di cause da parte dei tesserati non inclusi nel passivo sportivo, e dall’altro la Figc, ovvero l’istituzione che secondo le norme dovrà stabilire l’entità di quel debito, che ripete con fermezza che si atterrà a ciò che deciderà il Giudice Rogato il 19 giugno. Difficile capire, con tutta onestà, a che gioco stia giocando il sindacato dei calciatori: alcuni dubbi sollevati possono anche essere leciti e legittimi (devono pur sempre fare gli interessi dei calciatori, è bene ricordarlo), ma proseguendo con una linea di disturbo rispetto a quella della Federazione Tommasi e company corrono seriamente il rischio di far sì che tutto salti per aria, e se ciò dovesse succedere quegli stessi tesserati che l’Aic dovrebbe tutelare non vedrebbero probabilmente nemmeno un euro di ciò che gli spetta.

Le garanzie confermate per l’ennesima volta dalla Figc però non riescono a far aumentare l’entusiasmo delle due cordate, che vivono con lo spauracchio dei contratti futuri, e con i dubbi insinuati dal sindacato calciatori rispetto ad un debito, quello sportivo, che tra due giorni verrà definito ufficialmente dal Giudice Rogato. Queste paure però tolgono forze e tempo per un lavoro che va fatto subito, senza perdere nemmeno un secondo. Venerdì 19 giugno arriverà il dato ufficiale legato al debito sportivo (con la Figc che, ripetiamo, ha assicurato che non farà altro che ratificare la decisione del Tribunale di Parma), e se tutto andrà come deve curatori-rogatoandare potrebbe esserci un’iniezione di fiducia visto che, almeno in parte, uno dei due grossi problemi sarebbe quasi risolto. In questi due giorni che ci separano dall’annuncio ufficiale sul debito, però, le cordate corrono il rischio di fossilizzarsi nelle loro paure, perdendo così del tempo prezioso perchè lo snodo cruciale è quello dei contratti in essere, che vanno ridiscussi e ridimensionati. Sotto quest’aspetto, non mancano le difficoltà. Una gran parte dei giocatori, infatti, si starebbe facendo “desiderare”, utilizzando la stessa tecnica che abbiamo imparato a conoscere quando da firmare c’erano le rinunce al 75% dei propri crediti pregressi: qualche dribbling, qualche telefono lasciato squillare a vuoto, così intanto parlano con altri giocatori e poi si vedrà. Di certo non hanno aiutato alcune proposte decisamente troppo al ribasso mosse dalle due cordate, che avrebbero indispettito alcuni dei tesserati che hanno già rinunciato a gran parte dei loro arretrati. Un accordo però è da trovare, e in fretta, almeno con i giocatori dall’ingaggio più pesante: riuscire a strappare una firma a quei 15/20 giocatori che da contratto dovrebbero percepire somme fuori mercato per un campionato di Serie B di sicuro potrebbe rendere la situazione più rosea ed allontanare dubbi e punti interrogativi. L’orologio però non rallenta la sua corsa, e si registrano lamentele da parte dei due soggetti in gioco di fronte all’enorme mole di lavoro, a valori che per il momento sono ancora troppo alti e al poco tempo a disposizione. Potrebbe essere un primo assaggio di un’ “exit strategy”, o semplice pretattica, o magari una forte dose di realismo. Di sicuro però il tempo scorre, inesorabile, e quello non lo può fermare nessuno.