IL PUNTO DI PFZ.IT – GARANZIE E DEBITO SPORTIVO: TUTTO DIPENDE DA TAVECCHIO (E DA ROGATO)

Tutto nelle mani di Rogato prima, e di Tavecchio poi. Così si può riassumere la situazione del Parma, e di un ambiente in preda a pessimismi isterici, voci su marce indietro e qualche bagliore di ottimismo. Sotto traccia, però, si continua a lavorare. Nel silenzio si continuano a tessere i contatti con i giocatori dall’ingaggio più pesante, con la consapevolezza del fatto che strappare un accordo con loro rappresenterebbe una buona fetta della soluzione necessaria, almeno per quanto riguarda i contratti futuri che spaventano non poco gli eventuali acquirenti. Su questo fronte, dopo un paio di giorni di “pausa di riflessione” (che ha spinto molti a parlare di un possibile passo indietro), è tornato al lavoro anche il gruppo Corrado, che anche oggi ha preso parte ad alcune riunioni a Milano con soci ed avvocati. La vera preoccupazione però è una sola, ed è relativa al debito sportivo.

UN DEBITO DA FOSSILIZZARE E “SIGILLARE”Domani mattina, alle ore 10, in Tribunale c’è un appuntamento fondamentale: il Giudice Rogato sarà chiamato ad data-room-parmaesprimersi definitivamente sull’ammontare del debito sportivo, alla presenza di curatori fallimentari e creditori. Sarà una lunga giornata, durante la quale non saranno escluse lamentele, confronti e giudizi. Quello che è certo è che da quell’udienza dipenderà una grossa fetta del futuro del Parma. Se infatti Rogato fossilizzerà il debito e apporrà i “sigilli” sulla cifra proposta dai curatori (22,2 milioni), allora arriverà una delle garanzie richieste dalle due cordate. Che questo avvenga non è scontato, ma c’è una certa fiducia anche perchè i curatori hanno sempre lavorato in concerto proprio con lo stesso Rogato. Se alle 10am è in programma il fischio d’inizio, però, non è dato sapere o prevedere a che ora arriverà quello finale, e tutto lascia pensare che l’esito possa arrivare nel pomeriggio o, addirittura, in tarda serata.

TUTTO DIPENDERA’ DA TAVECCHIOSe l’udienza terminerà con l’esito sperato, ovvero con la certificazione di un debito attorno ai 22 milioni, la palla passerà in mano a Figc e Covisoc, e sarà proprio quello il momento in cui si capirà veramente se le tante promesse verranno mantenute, se le parole pronunciate in conferenza conferenza-tavecchio-pizzarottistampa verranno rimangiate, e se le garanzie che sono sempre state date (anche nelle ultime ore) scompariranno magicamente o se effettivamente verranno fornite come già anticipato. Perchè quello relativo a Figc e Covisoc è un passaggio fondamentale tanto quanto quello del Giudice Rogato. Se arriveranno le garanzie scritte che sigilleranno definitivamente il debito, come del resto è stato promesso, allora ci sono ampie possibilità che si spinga verso una chiusura positiva della trattativa da parte di almeno una delle due cordate. Non è certo che ciò accada, anche perchè sappiamo tutti che le parole spesso vengono portate via dal vento, ma è pur sempre un barlume di ottimismo che non guasta. In questo senso la Figc stessa avrebbe non solo “messo al suo posto” l’Aic, come ParmaFanzine.it ha raccontato ieri pomeriggio, ma avrebbe ribadito alle cordate interessate per l’ennesima volta che non si rimangerà la parola data. Se tutto questo si tramuterà in un documento scritto, allora la partita potrebbe davvero chiudersi con un esito positivo.

CAUSE, CONTRATTI FUTURI E SOCIETA’ ESTERE – Se il debito sportivo resta lo scoglio principale che, se superato, potrebbe essere decisivo, persistono comunque altre preoccupazioni in seno ad entrambe le cordate, come quello delle possibili cause future, anche se nelle ultime ore gli avvocati che stanno fornendo consulenze a tribunale-parmaPiazza e Corrado avrebbero rassicurato i due contendenti circa un auspicabile esito positivo delle stesse. Non va dimenticato che i curatori, da oltre un mese, si avvalgono della consulenza di Mattia Grassani, avvocato che ha lavorato a lungo con la Figc, nonchè consulente legale di moltissime società italiane negli ultimi anni: anche lui ha contribuito alla stesura del progetto di stato passivo relativo al debito sportivo. Se il Giudice dovesse stabilire che questo debito è, effettivamente, di 22,2 milioni, sarebbe un’ulteriore iniezione di fiducia per Corrado e Piazza, visto che la decisione arriverebbe da un Giudice di un Tribunale fallimentare. Un’eventuale causa, se messa in atto, andrebbe comunque prima diretta a curatori, Giudice e Tribunale, come abbiamo scritto in passato, e già questo di per sè rappresenterebbe una discreta rassicurazione per i contendenti, che in ogni caso continuano a chiedere garanzie. Restano da chiarire anche i circa 4 milioni di euro da saldare a Napoli ed alcune società di Lega Pro. Per quanto riguarda i contratti futuri, invece, continuano e proseguono i lavori, anche se, come abbiamo scritto, il vero scoglio da superare è quello del debito sportivo. Secondo quanto traspare, infatti, al di là del pessimismo cosmico e dal panico seminato dall’Aic, c’è la coscienza che l’unica scelta da parte dei calciatori è quella tra prendere una percentuale dei propri ingaggi futuri, o rischiare di non prendere nulla. Alcuni calciatori che hanno mercato, tra cui Mirante, potrebbero anche scegliere di svincolarsi gratuitamente in accordo con la cordata che dovesse lanciare l’affondo definitivo, diventando così proprietari del cartellino, ma liberando il possibile acquirente da un costo considerabile. Ci sono già state alcune strette di mano, che se arriveranno le garanzie necessarie si tramuteranno con ogni probabilità in firme sui relativi moduli di rinegoziazione dei contratti. Ma prima tutto dipenderà da Rogato, e soprattutto da Tavecchio.