IL PARMA SEMBRA USCITO DAL TUNNEL, MENTRE VENEZIA, PORDENONE E REGGIANA… – IL PUNTO DI PFZ.IT

All’interno del tunnel in cui si era infilato il Parma le voci che rimbombavano erano inequivocabili.Dobbiamo darci una svegliata“, diceva Guazzo dopo Forlì-Parma. “Così non possiamo andare avanti” annunciava invece Corapi dopo la sconfitta contro la FeralpiSalò. Fino all’inequivocabile 1-4 con il Padova, che spinse i giocatori a non parlare al termine dell’incontro e la società a chiudere il cerchio delle proprie perplessità maturate da inizio anno e dare il “la” al cosiddetto “ribaltone”. Sullo
sfondo risultati altalenanti, un’idea di gioco praticamente inesistente e l’evidente difficoltà psicologica figlia della poca serenità e della poca fiducia nei mezzi di una squadra troppo brutta per essere vera.

Sarebbe forse troppo facile dire che l’arrivo di D’Aversa e Faggiano abbia accompagnato Lucarelli e compagni fuori da questo tunnel. In quattro partite sono però arrivati 10 punti, figli di tre vittorie ed un pareggio. Le sconfitte contro Padova ed Ancona hanno creato una ferita da 8 punti, rimarginata però grazie anche ad un campionato che, dall’inizio, sembra fare di tutto per attendere i crociati che ora sono a solo 3 lunghezze dalla vetta. Lo strappo è stato ricucito grazie ad alcuni accorgimenti, e soprattutto dalla consapevolezza che l’atteggiamento giusto, fino a qualche partita fa, forse non lo si era mai visto. La testa, del resto, fa molto più di moduli, tattiche e schemi. Siamo passati dai lisci in difesa e dai rinvii rasoterra sui piedi degli avversari alla voglia di non concedere metri e seconde palle. Generalizzare non è mai troppo utile, ma si è passati da un Parma che dopo aver ripreso le avversarie (ad esempio contro FeralpiSalò e Forlì) prendeva gol qualche secondo dopo, ad una squadra che non si abbatte dopo la rete subita per una sfortunata deviazione di Canini, e con ordine e decisione torna a spingere in avanti costruendo dopo pochi giri di lancette l’azione che ha portato poi al rigore trasformato da Corapi. Ad impressionare resta comunque la pazienza e la maturità con cui i giocatori crociati ora gestiscono ogni pallone. Ripensando alla quantità industriale di lanci lunghi di inizio stagione la differenza è davvero lampante.

Ora resta un ulteriore passo prima della pausa e dell’inevitabile mercato. La sfida contro il Lumezzane sulla carta sembra nascondere poche insidie, ma per i crociati sarà fondamentale per confermare quanto di buono è stato fatto nelle ultime uscite, dimostrando di essere di nuovo una delle compagini più temibili di questo girone. Un raggruppamento in cui sono diverse le squadre che, nelle ultime settimane, sembrano vivere delle difficoltà analoghe a quelle già provate dai crociati. La Reggiana viene da due sconfitte (di cui quella del derby) ed un pareggio, con le conseguenti dimissioni di Colucci poi ritirate. Il Venezia invece viene dal pareggio contro la Maceratese e dalla sconfitta di Forlì, con Inzaghi che ha perso i nervi chiedendo in conferenza giustizia per presunti torti arbitrali ricevuti dai lagunari. Anche il Pordenone non sta benissimo: dopo il pari casalingo contro la Sambenedettese è arrivata la sconfitta di Gubbio. A margine ci sono le critiche che iniziano ad aumentare di volume da parte delle rispettive tifoserie. Venezia, Reggiana e Pordenone avevano la possibilità di allungare e provare la fuga, invece non ci sono riuscite. Il Parma ringrazia ed è pronto a sfruttare l’onda dell’entusiasmo e la coscienza di aver già superato un periodo decisamente complicato, anche se questo campionato nasconderà sicuramente nuove insidie in futuro. Certo, ora ci sarà il mercato, ma prima viene la sfida di venerdì: una vittoria sul Lumezzane certificherebbe senza dubbi di sorta la presenza dei crociati nella lotta per il primo posto. Una presenza della quale, siamo certi, le avversarie farebbero volentieri fatto a meno.