IL PARMA PRESENTA FAGGIANO: “ORGOGLIOSO DI ESSERE QUI. SERVONO SERENITA’ E COMPATTEZZA” – VIDEO

Questa mattina il Parma ha presentato il nuovo Direttore Sportivo, Daniele Faggiano. Ecco il video integrale e la trascrizione delle parole dei protagonisti durante la conferenza:

MARCO FERRARI: “Daniele con la sua grinta, voglia e simpatia conquisterà voi come ha conquistato noi. Voglio fare il punto della situazione. Con la nomina di Faggiano a Ds si chiude un periodo durato 15 giorni. Alcuni di voi hanno scritto che abbiamo aperto una crisi al buio, è verissimo. La possiamo chiamare inesperienza, è vero anche questo. La nostra è una proprietà inesperta nel mondo del calcio. Ma io preferisco chiamarla trasparenza, rispetto per le persone che c’erano prima e per quello che hanno dato al Parma. Si è proceduto ad una serie di colloqui paralleli, tra Ds ed allenatori. Da subito il bivio è stato tra due coppie, tra l’esperienza dei mostri sacri che avevano accumulato anni o decenni di successi, o la voglia di emergere di persone che avevano esperienze specifiche nei campionati di competenza, ma più giovani e con voglia di arrivare. Abbiamo puntato su quest’ultima. Faggiano e D’Aversa in due non raggiungono gli 80 anni, ma per esperienza in queste categorie, per la fame e la voglia credo che abbiano molto da insegnare anche a colleghi anziani. Il Parma non è mai entrato in polemiche dirette, solo volevo rimarcare come durante in questo percorso il Parma non ha mai contattato persone che non si sono proposte, ed ha sempre chiesto prima disponibilità a liberarsi ed ha contattato sempre le società di appartenenza. Poi le trattative possono chiudersi o meno per i motivi più diversi, ma noi in un anno e mezzo non abbiamo mai nominato tesserati o squadre altrui, e non vorremmo che questo atteggiamento di rispetto che noi abbiamo non sia reciproco, perchè si dovrebbe evitare di tirare a mano il Parma per le proprie questioni interne”.

DANIELE FAGGIANO: A me ha fatto molto piacere la chiamata del Parma, e sono venuto con la voglia e la grinta che forse mi contraddistingue. Quando sono stato chiamato erano già avanti con un’altra situazione, ma mi hanno voluto conoscere perchè mi ero appena liberato dal Palermo. Sono venuto molto volentieri a conoscere il Parma. Essendo molto avanti con l’altra situazione ho dovuto aspettare giustamente la scelta, quando mi hanno chiamato avevo quasi perso le speranze ma è stato un orgoglio e sono venuto subito. Ero a Verona, dovevo prendere un aereo ma mi ha fatto piacere perderlo. Di me posso dire che di fronte avrete sempre una persona che discute su tutto, ma dopo siamo amici come prima. Io non ho mai rancore, non ho mai problemi con nessuno. Posso essere simpatico o antipatico, ma cerco di avere un rapporto vero, prima di tutto con la squadra e poi con tutto l’ambiente. Sono abituato così, e vengo a Parma per cercare di portare questa società dove merita. Ora siamo un po’ indietro rispetto ad un obbiettivo importante e fondamentale, però dobbiamo cercare di stare con i piedi per terra per avvicinarci a quell’obbiettivo che non nomino perchè sono scaramantico. Vi posso assicurare che sono un po’ emozionato e teso, perchè stare in questo centro, in questa città e tutto mi rende orgoglioso, e sono contento di essere arrivato qui con la mia caparbietà e la mia voglia, perchè non vi nascondo che il mio hobby è diventato il mio lavoro, se finisce la passione non sto qui a rubare soldi. Non sono venuto qui per i soldi, ma per il progetto. Sarò battagliero, ma sempre vero. Abbiamo delle partite importanti, tra cui il derby, ed io di mercato non parlo. Io devo creare un ambiente compatto, positivo, sono arrivato ieri e devo vedere la squadra come si comporta dentro e fuori dal campo. È come quando la moglie è gelosa e controlla il marito sempre, ecco: io sono così. Non darò vita facile a nessuno. Il mio obbiettivo è quello di portare risultati. Poi posso sbagliare, ma sulla professionalità non sbaglierò mai, ed il gruppo porta dei punti. Vi diranno che ci sono dei movimenti, ma io non so niente. Voglio che adesso la squadra sia compatta, ordinata, e mi riferisco anche a me stesso. Ieri ho firmato e dunque faccio parte di questa famiglia. Devo cercare di dare compattezza e di dare il massimo, da ieri. Quando ho parlato la settimana scorsa con la proprietà ero già carico a pallettoni. Per me è una sfida non di assillo, perchè porterebbe a sbagliare, ma una sfida importante che ci deve riportare dove meritiamo. Mi devo ancora integrare, ogni tanto mi sento un ospite in questo centro, quando ho iniziato sono venuto dieci anni fa ed era una chicca, ora sono emozionatissimo. E preciso: Faggiano è con due g, l’animale ne ha una. La barba ce l’ho perchè senza sono bruttino. E poi non fumo. Sono più grosso perchè per battagliare ci vuole il fisico…”

LE RISPOSTE DI FAGGIANO ALLE DOMANDE DEI GIORNALISTI

Che Parma vedremo? Non posso dire come giocheranno, io cercherò di tenere un gruppo compatto, molti giocatori li conoscevo, ma voglio cercare di evitare di parlare di mercato. Parma a livello calcistico non è una Lega Pro, però la verità è che siamo in questa categoria, ed abbiamo perso dei punti importanti. Adesso i giocatori che abbiamo in casa dobbiamo sfruttarli al massimo. Se dimostrano che possono stare e possono dare una mano non devono per forza andare via. Ora dobbiamo rigenerare, non trovare alibi, ma io compreso, perchè è troppo facile dire che io non c’ero. Sono venuto, e mi prendo le mie responsabilità sempre. Poi sarà un parlare sempre, confrontarci con lo staff tecnico e dirigenziale. Il mio lavoro è questo. Quando penso a qualcosa voglio rendere partecipe tutti quanti. Non posso essere il deus ex machina di tutto. La responsabilità è mia ma voglio rendere partecipe gli altri“.

Il rapporto con D’Aversa è di stima. Nasce a Siena, poi lui è stato sfortunato ad incontrarmi perchè stato esonerato dopo un Lanciano-Trapani… Però l’ho sempre stimato, confrontandomi con il suo staff, perchè si vedeva che il lavoro che faceva lo si vedeva in campo, quindi la scelta è cascata bene. Mi avevano chiesto se fossi contento dell’allenatore, ero contento perchè se avessi fatto io una scelta del genere l’avrei preso ugualmente. Fino a quando l’addetto stampa non mi dà la formazione non la voglio sapere. Il linguaggio visivo dice molto, e io lo faccio notare. Non voglio condizionare l’allenatore, non l’ho mai fatto. Se sbaglia la sera o il giorno dopo ci confronteremo. Ci dev’essere un confronto, in ogni caso. Il mercato lo condivido, non sono uno che prendo tanto per prendere. Se vado all’estero e vedo un calciatore che può fare a caso del Parma e si può investire lo prendo dicendolo all’allenatore, ma facendo un investimento per la società”.

Cosa serve? Se io lo sapessi sarei al Real Madrid… Non è mai facile. La compattezza, l’unione, e tanti aspetti. Ci dev’essere sempre un mix, scegliere giocatori adatti per un ruolo, e cercare di trovare dei doppioni che siano o gente d’esperienza, o gente giovane che può emergere. Il mercato di gennaio qualsiasi cosa si faccia non si possono prendere giocatori della primavera, perchè abbiamo bisogno di giocatori pronti, adatti, e che sposi il Parma non per i soldi, per il progetto. Parma è una società che paga precisamente, puntuale, non è una cosa semplice da trovare. I giocatori devono sposare un progetto, una tranquillità ed una serenità, che però non dev’essere un piattume, o lo stare tranquilli. Tranquilli non lo si è più“.

Sono andato a Trapani per crescere, avevo rifiutato alcune squadre in cadetteria per amore perchè a Trapani sono stato benissimo. Abbiamo fatto una grossa cavalcata grazie all’unione di intenti di tutti. Trapani è una piccola realtà che è diventata grande con una gente seria, che fa stare bene il calciatore ma allo stesso tempo era sveglia su tutto. Lì sono andato in una situazione in cui non erano ben messi in classifica, ci ho messo del mio ma l’allenatore è stato bravo, come la squadra, come i tifosi, ma soprattutto un grande Presidente. Ci siamo rimboccati le maniche, che è quello che dovremo fare qui. Tutti. Ci vuole gente che magari a Trapani le prime volte facevano fatica a venire, poi dopo volevano rimanere tutti. È stata un’esperienza formativa, dobbiamo cercare di riportarla anche qui. Il passato è andato, dobbiamo lavorare tanto ora. Non avevo questo assillo di lavorare, venivo da quest’esperienza di Palermo, e se non c’era il Parma a quest’ora stavo a casa”.

Il budget? Non abbiamo discusso, per fortuna ero già venuto a vedere il Parma, i miei osservatori erano già venuti durante l’anno. Un’idea ce l’abbiamo ma devo entrare dentro. Da fuori tutti risolvono i problemi degli altri. Ma da dentro… Io so i problemi in famiglia che ho, da fuori può sembrare che sto benissimo ma magari sto per morire… Ora sono entrato in questa famiglia, e devo vedere. Non è un problema di budget, c’è la lista, gli over, non si è discusso ancora di uomini, budget o altro, si è discusso se io credevo in questo progetto. Anche se avevano già scelto un altro… – ride -“

Che idea mi sono fatto di questa squadra? Che possiamo fare meglio, con la tranquillità e non con l’assillo. Perchè se no più passano i minuti e più ti fa offuscare la vista. Dobbiamo fare meglio, e purtroppo quando si cambia lo si fa per questo“.

Se si formerà un gruppo di osservatori? Un database ce l’ho. I miei collaboratori? Devo discutere con il Palermo perchè hanno un contratto in essere, ma non dovrebbe essere un problema. Poi vedremo anche all’estero, c’eravamo andati anche negli anni passati. Se ufficializzeremo la cosa vi spiegherò come organizzeremo la cosa, magari a telecamere spente…”

La Lega Pro? L’idea me la sono già fatta, non parto con la squadra spesso perchè cerco di vedere partite anche il giorno prima. È un campionato tosto, con cinque o sei squadre che vogliono vincere. Mi sono sentito con Perinetti, ci sentivamo spesso, ora meno perchè siamo avversari, ma c’è stima”.

“Cos’è mancato? Io ho visto che è mancata la tranquillità. Un po’ di ansia ho visto, nel risultato a tutti i costi. Tante volte porta l’effetto contrario. Stare in panchina? Fin quando duro ci sto, anche se spesso mi hanno allontanato. Non è però il mio stile parlare degli arbitri, durante la partita sembro indemoniato, ma poi porto rispetto perchè tutti hanno la propria famiglia a casa, e quando contestano me la mia famiglia soffre, quindi porto rispetto agli altri che possono sbagliare, e so che non l’ho fanno apposta. Se parlo dell’arbitro però do un alibi alla mia squadra, e io alibi alla squadra non ne voglio dare“.