IL “PALMARES” DI GHIRARDI E LEONARDI: PRESTITI PERSONALI, PLUSVALENZE FITTIZIE E INGANNI ALLA COVISOC?

Un prestito personale di 1,2 milioni di euro a favore di Pietro Leonardi, incentivi all’esodo fasulli per eludere la normativa federale, differimento dei debiti per evitarne la contabilizzazione, operazioni di compravendita con valori gonfiati e plusvalenze fittizie, occultamento delle reali perdite di esercizio“. Così Gazzetta.it riassume i “capi d’imputazione” mossi dalla Procura Federale a Tommaso Ghirardi e Pietro Leonardi per giustificare la nuova sospensione di 30 giorni inflitta alla vecchia dirigenza crociata. Vengono dunque a galla ulteriori particolari di ciò che avrebbe causato il dissesto dell’ormai “defunto” Parma Fc, mentre proseguono le indagini.

Leonardi e Ghirardi “avevano concordato, nell’esclusivo loro interesse, la concessione da parte della società Parma, senza alcun vantaggio per quest’ultima già in crisi finanziaria, un prestito personale fino ad 1,2 milioni in favore del Leonardi, privo di alcuna garanzia di rimborso, incrementando la retribuzione del predetto affinché provvedesse alla restituzione dell’importo (avvenuta solo parzialmente) non con somme proprie, bensì con somme della società, aumentandone i costi, già in presenze ghirardi-dimissioni3di una disastrosa gestione operativa gravemente deficitaria” ed “avevano concluso con i tesserati della società un numero abnorme di accordi denominati incentivo all’esodo, che alla data del fallimento erano risultati essere 89 per un complessivo debito di 23,7 milioni, allo scopo di eludere la normativa federale e trarre in inganno la Co.Vi.So.C. nell’ambito delle verifiche dalla stessa effettuate, nonché di differire nel tempo i debiti cumulati dalla società verso i tesserati per le retribuzioni contrattualmente pattuite, evitandone la contabilizzazione per competenza e trasformando i debiti per retribuzioni maturati nei confronti dei tesserati in somme a loro dovute a titolo di incentivo all’esodo“. Dulcis in fundo “avevano concretizzato numerose operazioni di compravendita di diritti alle prestazioni pluriennali di calciatori, indicando valori superiori a quelli reali di mercato, così contabilizzando plusvalenze fittizie nei bilanci dei due anni antecedenti la dichiarazione di fallimento al fine di occultare la reale situazione patrimoniale ed economica della Società ed ottenere l’iscrizione al Campionato“. Il Tribunale ha anche rinnovato la sospensione per Giampietro Manenti.