I CONTRATTI FUTURI E QUELLO STRANO “TERRORISMO MEDIATICO”

Prima per molti media erano 70 milioni. Poi sono diventati 71. Ora secondo la Gazzetta dello Sport di oggi sono diventati 82 milioni. Queste sarebbero le dimensioni, in continua (ed inspiegabile) evoluzione (al rialzo) dei contratti futuri del Parma. “La nuova società – scrive la rosea – una volta acquistata e ammesso che ottenga l’iscrizione alla B, avrebbe in pancia un debito di 82 milioni da estinguere in tre anni: si tratta dei contratti in essere che il club ha con una infinità di giocatori. Soltanto un inguaribile ottimista può pensare che, in pochi giorni, un imprenditore o un gruppo di imprenditori mettano insieme un simile pacco di denaro per rilevare una società che si trova in B“.

Il messaggio che passa, sia che a leggere l’articolo sia un disinteressato lettore, o un inguaribile pessimista, o perfino un incorreggibile ottimista, è che chi vuole centro-collecchioacquistare la società dovrà elargire 22,6+4,5+82 milioni di euro (per un totale di 109,1 milioni) per acquistare la società. Già, perchè sembra che quei contratti non si potranno ridiscutere, non si potranno rinegoziare, e non solo bisognerà pagare tutto, ma bisognerà metterlo in preventivo subito, senza però mettere in preventivo paracaduti vari e proventi dai diritti tv. Un ragionamento simile è stato fatto ieri da una persona che lavora negli uffici della Figc: “Ok, il debito sportivo è di 22 milioni circa, ma poi il problema è quello dei contratti futuri, anche se tutti firmassero una riduzione del 50% bisognerà pagare almeno 20 milioni di euro già la prima stagione. E se permetti 42,6 milioni di euro per un campionato di B non ha senso“.

Mi scusi – è stata la mia replica – ma quei 20 milioni di cui lei parla vanno pagati subito? Sull’unghia? Oppure gli stipendi vengono pagati ogni tre mesi? E se nei primi due mesi, cosa assolutamente non impossibile, un eventuale compratore si libererà della metà di quei contratti non diventa tutto più sostenibile visto che poi il monte ingaggi seguendo il suo ragionamento scenderebbe a 10 milioni di euro?“. “No, beh, ovviamente non sono da pagare subito – ha risposto – ed effettivamente se si riuscisse a liberarsi di molti cartellini nei primi mesi diventa tutto molto più sostenibile“. E allora, mi domando io, che senso può avere ragionare in questo modo? Come si fa a dare per scontato che chi eventualmente comprerà la società pagherà 82 milioni per i contratti futuri?

Sappiamo e l’abbiamo sottolineato più volte che quella della vendita del Parma è una missione difficile, ed onde evitare malintesi lo ribadiamo anche ora. Ci sembra però alquanto assurdo sottolineare una voce di spesa come quella degli ingaggi futuri prendendo non solo il totale degli ingaggi moltiplicati per gli anni di durata dei galloppa-1contratti, ma soprattutto dando per scontato che ciò alla fine dovrà essere pagato senza pensare alle possibilità di rinegoziazione, di cessione di alcuni giocatori, o di svincolo immediato di alcuni tesserati. Galloppa con ogni probabilità firmerà con il Toronto, Mirante ha già dato disponibilità alle due cordate di svincolarsi, 14 giocatori su 15 di quelli in comproprietà verranno lasciati alle società di appartenenza, molti dei giocatori dall’ingaggio più pesante hanno dato la loro disponibilità a ridursi del 50% il proprio ingaggio, molti invece hanno già una squadra, e non solo: una società di Lega Pro si è resa disponibile a prendere ben 10 tesserati, acquistarli gratuitamente e farsi carico di ingaggio e di tutto il resto. Per questo non capiamo che senso abbia scrivere, senza nessun tipo di spiegazione, che chi comprerà dovrà farsi carico di 70 (che poi sono diventati 71 ed ora sono addirittura 82) milioni di euro di contratti futuri. Poi ovviamente non si tratta di “terrorismo mediatico“, che è un espressione sicuramente forzata, ma di sicuro ci sembra una spiegazione inesatta ed imprecisa.

Come, del resto, quella relativa alla decisione di curatori e Giudice Rogato sul debito sportivo che si può leggere su diversi quotidiani: certo, ci sono tagli netti, decisi e senza precedenti, e sono in molti che minacciano cause e fanno sentire a gran voce le proprie ragioni. I curatori sono però pur sempre persone che lavorano per un Tribunale, ed il Giudice Rogato non ci sembra assolutamente uno sprovveduto. Chi ha fatto l’elenco di tutte le cause possibili ed immaginabili dando per scontato che curatori-rogatoverranno tutte vinte da tesserati e club esteri (cosa magari anche possibile, sia chiaro!) si è mai fermato per un secondo a pensare che forse se la decisione è stata anche ratificata da un Giudice del Tribunale di Parma, qualche briciolo di fondamento in quelle sforbiciate poteva anche esserci? È proprio la mancanza del dubbio che fa un certo effetto. Dal lato opposto, è ovvio che non ha senso fidarsi ciecamente di Tribunale e curatori, perchè tutto può succedere, e siamo curiosi di capire come si evolverà la situazione. Dare però per scontato il contrario, sia per il debito sportivo che per quel monte ingaggi che non solo sembra sigillato, ma cresce ogni giorno di più senza freni e viene dato in pasto all’opinione pubblica senza pensarci due volte, ha davvero poco senso.

È inevitabile pensare di trovarsi di fronte ad un discreto e curioso controsenso: il debito sportivo, stabilito da un Giudice di un Tribunale, si dà per scontato che crescerà esponenzialmente, mentre il monte ingaggi, che con ogni probabilità verrà ridiscusso e ridimensionato, è stato cristallizzato senza pietà. Senza se e senza ma.