HELLAS VERONA-PARMA 3-2 – Un Parma, purtroppo, ancora bello a metà

VERONA – Una montagna russa, quella vista al Bentegodi: prima il vantaggio del Verona, e poi il doppio capovolgimento del risultato. Alla fine la spunta il Verona, che dopo aver subito il Parma nel primo tempo, nel secondo tempo non ha forse brillato ma è comunque riuscito a portare a casa i 3 punti.

IMG_0121 copiaDonadoni decide di schierare Acquah e Rosi al posto dell’acciaccato Biabiany e di Gargano, rientrato solo da pochi giorni dopo l’impegno con la nazionale uruguayana. Con Marchionni confermato in cabina di regia dopo la squalifica, ed il ritorno di Amauri in attacco al fianco di Cassano, sono state confermate le attese della vigilia. Prima dell’inizio della partita è stato osservato un minuto di silenzio in ricordo di Giovanni Martinelli, ex presidente del Verona scomparso in settimana, per il quale sono stati esposti molti striscioni d’affetto nella curva dei tifosi veronesi.

Il Parma è sceso in campo con l’intenzione di prendere in mano il gioco fin dall’inizio, ma dopo solo 8 minuti è il Verona a passare in vantaggio: sugli sviluppi di un calcio d’angolo, il pallone finisce tra i piedi di Cacciatore che centra la porta di un incolpevole Bajza. La partita, quindi, si è messa subito in salita per i ragazzi di Donadoni, che però invece di demoralizzarsi si sono prodigati in uno sforzo offensivo che gli ha permesso di giocare forse il miglior primo tempo della stagione. Prima Acquah da buona posizione spara sull’esterno della rete, poi Parolo dopo una magia di Cassano colpisce il palo. Ed è proprio Marco Parolo, dopo pochi secondi, a rifarsi dopo il legno colpito: Cassano riesce a difendere bene il pallone, spalle alla porta,subendo anche un fallo; l’arbitro concede il vantaggio, grazie al quale il numero 16 crociato riesce ad aggiustarsi il pallone e segnare con un gran tiro. Non contento, però, al 24′ si scambia il ruolo proprio con FantAntonio: passaggio splendido di Parolo per il numero 99 crociato, che da pochi passi non sbaglia. Dopo il gol, Cassano è corso sotto la curva dei sostenitori crociati, scatenando le ire dei tifosi di casa, che evidente non sanno che in situazioni come queste Cassano invece di innervosirsi si carica ancora di più. Ed infatti è proprio il barese a caricarsi la squadra sulle spalle, correndo come un matto, pressando i giocatori veneti ad ogni occasione. Al 28′ il Parma potrebbe addirittura dilagare, e solo la traversa prima e Rafael poi evitano il 3-1, sui colpi di testa di Lucarelli ed Amauri. Un ottimo Parma, quello visto nel primo tempo, che dopo essere stato sotto è riuscito a ribaltare il match e non contento ha continuato a tenere in mano il pallino del gioco fino al riposo.

IMG_0127 copiaNel secondo tempo, però, anche grazie alla spinta dei suoi tifosi, è un altro Verona quello che è sceso in campo. Il Parma ha atteso gli avversari, cercando di chiudere tutti gli spazi, e ci è riuscito fino al 15′, quando Cassani ha atterrato Toni in area di rigore: per l’arbitro è rigore ed ammonizione per il difensore crociato. Sul dischetto, Jorginho non sbaglia, ma Bajza (autore di una prova convincente) quasi riesce a fare il miracolo. Il pareggio ovviamente galvanizza i veneti, che riprendono in mano il match anche dal punto di vista del gioco, con un Parma che cerca di pungere in ripartenza. Donadoni, proprio per cercare di ripartire in contropiede, sostituisce Amauri (molto positivo il suo rientro) con Palladino, e inserisce Biabiany al posto di Rosi, per cercare di sfruttare la velocità del francese. Il secondo tempo, però, non è sicuramente ai livelli del primo, complice la pioggia ma soprattutto il nervosismo che si vede in campo. L’arbitro Mariani non riesce a tener in pugno la gara, a volte sventola dei cartellini troppo frettolosi, e soprattutto si lascia condizionare troppo dall’ambiente e dalle proteste dei padroni di casa: 7 ammoniti per il Parma, e nessun cartellino per i giocatori di Mandorlini sono più che un indizio sull’inesperienza dell’arbitro di oggi. I cambi di Donadoni, non sortiscono l’effetto sperato, ed il Parma non riesce a pungere in attacco con la stessa brillantezza del primo tempo. Ad onor del vero il Verona non ha impensierito troppo i crociati, ma la sensazione che qualcosa stesse per accadere era nell’aria, ed infatti al 42′ Marchionni stende in area Jorginho e l’arbitro non ha dubbi nel concedere il secondo rigore al Verona. Jorginho dal dischetto questa volta spiazza Bajza, ed il Verona capovolge di fatto il risultato del primo tempo. Donadoni manda subito in campo Sansone al posto di Gobbi per tentare il tutto per tutto, ma purtroppo per i crociati è ormai troppo tardi. La partita infatti finisce con tutto lo stadio Bentegodi che inneggia a Martinelli, l’ ex-presidente scomparso in settimana.

Dopo un ottimo primo tempo, il Parma si conferma squadra “bella a metà”. I crociati possono recriminare per un arbitraggio decisamente casalingo, con addirittura 7 ammonizioni ai danni dei giocatori di Donadoni. C’è però da registrare anche le difficoltà incontrate nel secondo tempo, quando il Verona si è buttato in attacco per recuperare il risultato ed il Parma non è riuscito a prendere in mano il pallino del gioco. Ci sarà da lavorare, quindi, in vista della partita contro il Milan, che speriamo sarà diretta da un arbitro che abbia un po’ di esperienza in più.