GUBBIO-PARMA: CRONACA DI UNA GARA CHE NESSUNO HA VISTO

Sabato sera, dopo essere tornati a Parma, il tema di discussione era uno solo: Gubbio-Parma. Del resto è normale, quando si è tra i 30-40 “fortunati” ad aver assistito ad una gara a porte chiuse e senza copertura televisiva, che si avvicinino in molti che vogliono saperne di più, soprattutto se in quella gara è arrivata anche la prima sconfitta stagionale. gubbio-squadra-incampoAbbiamo cercato, incuriositi, fin da subito di capire con che meccanismi un tifoso o un semplice appassionato possa farsi un’idea dell’andamento di una gara che non ha visto. Ovviamente le radiocronache in diretta hanno permesso a molti di capire scenari e sfaccettature della partita in questione, ma è comunque un’impresa ardua, al di là della bravura di chi tramite un microfono cerca di descrivere al meglio ogni sfumatura. Molto hanno fatto le immagini pubblicate dal Parma Calcio 1913 attraverso il proprio canale youtube: una ventina di video in cui erano racchiuse un po’ tutte le azioni significative. Uno di questi video, ad esempio, è stato subito diffuso a macchia d’olio sui social network, e si tratta della clip che racchiude l’errore di Guazzo a pochi passi dalla linea di porta. Ad aiutare i tifosi assenti (ovvero praticamente tutti) ci hanno pensato anche le pagelle delle varie testate, nelle quali però abbiamo trovato alcune differenze che in alcuni casi sfioravano anche i due decimi. Segno inequivocabile che, giustamente, ogni giornalista presente ha visto la sua gara e si è fatto la propria opinione.

Il meccanismo che però spinge un tifoso a cercare i motivi di una sconfitta, soprattutto se è la prima in stagione, sono però molto semplici, quasi banali. Si cerca un colpevole, ovviamente, perchè spesso è il cammino più facile per sfogare la propria delusione. Il primo a venire additato, grazie anche a quel video diffuso sui social network, è stato subito Matteo Guazzo. Anche altri giocatori, a ruota, sono stati oggetto di critiche basate, ovviamente, sui giudizi dei presenti. È quasi inevitabile che ciò avvenga, ma proprio per questo gubbio-guazzo-apolloniabbiamo cercato di usare la massima sensibilità, consci di essere una delle poche fonti dalla quale tutti i tifosi si sarebbero abbeverati per poi farsi una propria idea.

I ragionamenti facili ed immediati, però, non sempre sono quelli corretti. Ci ha ad esempio fatto specie assistere con i nostri occhi a due azioni identiche con un esito però molto differente: Baraye, nel primo tempo, ha ricevuto da Melandri ma il suo tiro è finito debolmente tra le braccia di Volpe; alla fine della prima frazione invece Ferri Marini ha ricevuto da un’analoga posizione e a fil di palo ha infilato Zommers. Allora è colpa di Baraye se il Parma ha ottenuto la prima sconfitta? Assolutamente no. Ci sono però diversi fattori che hanno influito in quella che è stata una gara giocata non benissimo dai crociati.

Abbiamo visto un Parma partire bene con un Simonetti in grande spolvero fin da subito, ed il suo gol nel secondo tempo è un giusto premio per tutta la stagione disputata fin qui. Un Rodriguez (che forse si sarebbe dovuto invertire di posizione con Miglietta) sbagliare un paio di passaggi ma tutto sommato giocare una prova in linea con gli altri compagni di reparto. Un Volpe, il portiere del Gubbio, negare un gol già fatto a Simonetti e poi nel secondo tempo parare due tiri quasi a colpo sicuro di Guazzo ed uno di Mazzocchi. Un Parma addormentarsi un po’ nella seconda parte del primo tempo, e nel secondo gol del Gubbio. Una squadra che anche se non al meglio ha provato comunque a strappare il pareggio gubbio-mazzocchisoprattutto in un forcing finale durato circa una ventina di minuti. Un Mazzocchi che a nostro umile giudizio non dovrebbe partire dalla panchina, soprattutto nell’attuale stato di forma in cui si trova. Un Baraye che come sempre, purtroppo, quando è in giornata no scompare dal match, un Melandri che ha faticato non poco (anche per “l’assenza” del compagno di reparto) a trovare la propria posizione e a farsi vedere. Un errore di Guazzo che, nonostante lo strano rimbalzo del pallone, è di quelli che generalmente negli anni ’90 finivano nelle clip di Mai Dire Gol. Una corsia di destra del Gubbio davvero interessante, possente e veloce: Kalombo e Ferretti hanno davvero ben impressionato sia in difesa che in attacco. Una difesa, quella crociata, che forse ci ha abituato troppo bene durante la stagione ed in questo caso ha pagato un paio di distrazioni di troppo. Una traversa di Simonetti, che forse è ancora lì che vibra. Le solite corsie esterne che in fase di sovrapposizione creano superiorità ma che difficilmente arrivano sul fondo a crossare. Un Gubbio che con quattro tiri in porta ha segnato due gol, ed un Parma che con almeno otto tiri verso Volpe è riuscito a realizzare solo una volta.

“In sintesi, ci volete dire di chi è la colpa?” ci starete chiedendo. Un colpevole non ce l’abbiamo, perchè non c’è. I crociati hanno giocato un ottimo calcio nei primi venti minuti e poi sono andati all’arrembaggio nell’ultima mezz’ora. Per certi versi la gara è sembrata simile a quella casalinga, in campionato, contro la Sammaurese: un Parma che nella fase centrale ha melandri-esulta-sammauresefaticato a trovare ordine e geometrie, facendo poco movimento in attacco e pasticciando un po’ in fase di manovra. Quel giorno, nell’ultima gara prima di Natale, a salvare i crociati dalla prima sconfitta ci pensò Melandri con un gol da campione vero. Sabato tutti i campioni crociati avevano le polveri bagnate, quasi fradicie. Non solo Guazzo, il cui errore è comunque gigantesco, ma anche Baraye, che come ha sottolineato Apolloni “nell’occasione che ha avuto avrebbe dovuto fare la differenza, ma non l’ha fatta. Poi una traversa ed un ottimo portiere (Volpe) hanno fatto il resto. Il calcio è anche questo, e questo primo assaggio di Lega Pro, com’è stato chiamato, ce l’ha ricordato. Nonostante una prestazione che non farà parte della top ten stagionale, i crociati non meritavano di perdere, ma è andata male. Questa, almeno, è la nostra opinione.

Il calcio è (e resta) una brutta bestia, la cosa più importante tra le cose meno importanti, ed è chiaro che cercare un solo colpevole è sempre il lavoro più semplice. A noi, però, ci hanno sempre insegnato che la strada più breve non è quasi mai quella corretta…