“GUARDA CHE TIFOSI CHE HAI PRESIDENTE”: MERITANO RISPETTO

tifosighirardinonmollareDa quando abbiamo lanciato la campagna #ghiroaquestocalcioselfieancora, sono sincero, ogni giorno mi trovo ad osservare per diversi minuti le foto inviate da voi lettori. La cosa che più mi sorprende non è tanto il numero (88 scatti in pochissimi giorni, ecco il link per guardarli tutti), ma l’incredibile varietà: tifosi da Parma, da Napoli, dall’Indonesia, dalla Serbia, dal Montenegro, dalla Croazia; messaggi da un concerto, dal bar sotto casa, dal giardino condominiale. La mobilitazione, dopo l’annuncio di Ghirardi di abbandonare il Parma ed il mondo del calcio, è stata a dir poco commovente. Molti lettori ci hanno scritto veri e propri appelli, sperando di trovare in ParmaFanzine.it un punto di riferimento per eventuali iniziative. Chi ci ha chiesto di organizzare un viaggio a Carpenedolo, chi invece di riunire il pensiero di tutti in una lettera da trasmettere poi all’interessato, fino a chiederci di organizzare un invasione pacifica di Collecchio in segno di appoggio. Abbiamo scelto di fare la cosa che ci sembrava più adatta a quella che è la nostra realtà, ovvero quella di un sito che in pochi mesi è diventato un raccoglitore fresco ed innovativo di notizie legate al mondo del Parma Fc frequentato da migliaia di lettori. Per invasioni pacifiche, cortei o manifestazioni ci sono, ed è giusto che sia così, i gruppi organizzati. Dalle pagine di ParmaFanzine.it abbiamo quindi voluto dare la possibilità a chi lo volesse di “metterci la faccia, trasmettendo direttamente il proprio appoggio. Tenete bene a mente l’espressione “metterci la faccia“, ne riparleremo tra qualche paragrafo.

ghirardi-dimissioniSono passati ormai tre giorni dalla conferenza stampa che di fatto ha avvolto il Parma e i suoi tifosi in una situazione oscura, dove i punti di domanda pesano come macigni. La rabbia di Tommaso Ghirardi non accenna a diminuire, e per certi versi è normale che sia così. Dopo aver spiegato per filo e per segno l’accaduto un po’ dappertutto, non riesce a darsi pace. Del resto mai è stato nascosto l’errore commesso, al massimo è stato sottovalutato, ma la miccia che ha scatenato lo sgomento è stata la serie di consigli, stando alla versione dello stesso Ghirardi, che chi di dovere gli ha dato. E se la Figc ti rassicura dicendo che comportandoti in un modo tutto andrà bene, e quella stessa Figc poi ti nega per ben due volte la licenza, sfido chiunque a non arrabbiarsi e ad aver voglia di mandare tutti a quel paese. La rabbia, quindi, è comprensibile. La scelta di lasciare è stata capita e rispettata da tutti, anche se c’è chi ha la speranza (sempre più ridotta, a dire il vero) che ci possa essere un ripensamento, nonostante di fatto abbia fatto sprofondare il Parma in una situazione complicata.

ghirononmollare1Stringiamoci quindi attorno a Tommaso Ghirardi, senza chiedergli nulla perché va rispettato il volere di una persona ferita” scrissi nel mio editoriale il giorno dell’annuncio del suo addio. I tifosi questo l’hanno fatto. Certo, hanno chiesto al Presidente di rimanere, di tornare sui suoi passi, ma non l’hanno preteso. E’ stata una semplice e commovente dimostrazione di affetto, che Ghirardi di sicuro avrà apprezzato. Ora però il Presidente deve capire che non è la sola vittima di quello che è accaduto. Certo, è stato di sicuro il più esposto mediaticamente, ed è colui che ci ha messo la faccia (come hanno fatto i tifosi che hanno voluto inviare il loro foto-appello, tornando al discorso di prima). Ma proprio coloro che fanno del Parma la loro fede, che macinano km, che spendono anche loro dei soldi per seguire con passione una squadra hanno dovuto subire, con la stessa rabbia e lo stesso sgomento, ciò che è accaduto. Lo sgomento è lo stesso per tutti coloro che seguono il Parma con passione, sia per il Presidente che per i tifosi di questa squadra.

ghirononmollare2Per questo, onestamente, mi sento di criticare le parole pronunciate da Ghirardi a Radio Anch’io Sport, ieri mattina. Oltre al virgolettato che abbiamo riportato nel nostro articolo (non avendo ascoltato la diretta abbiamo estrapolato le dichiarazioni da un’altro media), ci sono infatti altre dichiarazioni che fanno e faranno discutere. Dopo aver ringraziato tutti coloro che lo hanno contattato per fargli sentire il loro appoggio (“Io sono molto felice di tutti coloro che mi hanno chiamato, mi hanno chiamato persone che neanche mai avevo conosciuto, con dei ruoli istituzionali altissimi, fuori dal calcio. Mi ha chiamato veramente tantissima gente comune e gente importantissima. Questo mi fa piacere perchè vuol dire che in sette anni ho dato un’immagine pulita della mia persona e della mia famiglia“), Ghirardi ha infatti dato sfogo ancora alla propria ira: “Adesso basta, e ora di finirla. Chi sbaglia deve pagare. Siccome non paga chi sbaglia, pago io per tutti, però che qualcuno se la ricordi questa cosa. Chi sbaglia deve pagare, qui c’è gente che ha sbagliato e deve pagare“. Sull’onda di questa rabbia, ed è qui che a mio modo di vedere sbaglia, il Presidente esprime un oscuro presagio:Sicuramente sarà una strada molto in salita, io come ho detto ho la fortuna di avere un amministratore delegato, un amico che è Pietro Leonardi, che con tutte le difficoltà che ci saranno adesso chiuderà la stagione nel modo migliore, perchè chiaramente noi onoreremo tutti gli impegni che abbiamo preso. Cercheremo qualche investitore, qualcuno che vorrà mettersi sulle spalle questa società, e se poi non ci sarà nessuno saranno problemi del Sindaco e della categoria imprenditoriale di Parma. Io il mio l’ho fatto, non ho mai chiesto nulla a nessuno. Non ho più moralmente la forza“.

ghirardicurvaParole figlie della collera, e su questo siamo d’accordo tutti. In una situazione come questa, però, dove una città e una tifoseria intera si trovano a brancolare in un buio in cui molti soffrono e pochi sguazzano, ogni parola va pesata con la dovuta attenzione. Tutti hanno rispettato, con la civiltà che ha sempre contraddistinto Parma, la scelta del Presidente. E’ normale che in molti sperino in un ripensamento, ormai quasi impossibile, ma è stupendamente anormale che nessuno si sia contrapposto alla volontà di Ghirardi, se non con affetto e stima. Le vittime (i tifosi) hanno teso la mano all’altra vittima (Ghirardi) con stima e comprensione. Ora però il Presidente non permetta che la rabbia lo accechi a tal punto da sentirsi solo contro il mondo. Almeno fino a quando lascerà a tutti gli effetti il Parma, i tifosi sono sulla sua stessa barca. Rispettano lui e la sua scelta, ma allo stesso tempo non hanno colpe. E soprattutto meritano quel rispetto che siamo sicuri che Ghirardi, sbollita almeno in parte la rabbia, saprà dare a chi lo sta appoggiando fin dal primo momento.

L’Editorialista