GIUSEPPE CORRADO A PFZ.IT: “CI CANDIDIAMO PER LA D. SE I TIFOSI SONO D’ACCORDO NOI SIAMO PRONTI”

Siamo riusciti ad intercettare telefonicamente Giuseppe Corrado mentre si trovava a Barcellona per impegni di lavoro. Il motivo principale era verificare le voci circa un suo interessamento alla possibilità di acquistare il Parma anche in Serie D. Ed è stato proprio il manager di The Space Cinema a confermare la notizia ai microfoni di ParmaFanzine.it, candidandosi ufficialmente alla corsa. Ma ad una condizione: che i tifosi approvino questa soluzione. Con Corrado abbiamo anche parlato delle ultime settimane di trattative, fino alla giornata di ieri che ha visto purtroppo il Parma Fc scomparire.

Sono state settimane estenuanti, ma la conclusione è stata purtroppo amarissima…

“Noi abbiamo lavorato a lungo per questo progetto, ci credevamo davvero. Abbiamo preferito il basso profilo, ho pregato tutti di non rilasciare interviste perchè dovevamo parlare con i fatti. Poi mi sono fatto contagiare anche dall’entusiasmo di mio figlio, ed abbiamo messo in campo fior fiori di specialisti, legali, giuristi, mentre per quanto riguarda un discorso più legato all’organizzazione e la gestione abbiamo lavorato in prima persona, anche perchè il calcio è sempre stata la nostra passione”.

E la sera prima dell’ultima deadline, poi, è arrivato il vostro comunicato con il quale avete annunciato il vostro ritiro dalla corsa. Quando avete deciso che forse era il momento di gettare la spugna?

“La storia purtroppo è finita con amarezza, perchè noi fino a quattro giorni prima ci credevamo ancora e ritenevamo sostenibile il progetto, seppur con qualche corrado-levatidifficoltà. Quello che ha fatto crollare il nostro castello sono stati i debiti con le squadre estere, che per certi versi rappresentavano un problema fino a poco tempo prima “sconosciuto” e che abbiamo snocciolato con i nostri legali, ma il tempo era davvero poco perchè altrimenti avremmo cercato con le stesse squadre la strada per provare a trovare una soluzione, ad esempio andando in Inghilterra a parlare con il City, in Germania a parlare con il Wolsfburg, e via discorrendo. Poi c’era anche l’impossibilità di far ragionare alcuni giocatori sui contratti futuri, perchè continuavano ad avere delle pretese troppo alte. Non mi sento però di dare nessuna colpa ai curatori, magari si sarebbe potuto gestire la situazione in modo diverso, magari con qualche asta in meno ma con più tempo a disposizione, anche se comunque hanno fatto un lavoro gigantesco. La colpa è di chi ha creato tutto questo casino”.

Un casino che ha portato il Parma a scomparire dal calcio professionistico…

“È una cosa che mi provoca grandissimo dispiacere, perché non riesco a pensare che la squadra della città in cui vivo da 30 anni che mi ha adottato fin da subito possa essere rimasta senza una squadra nel calcio professionistico. Ho letto alcune dichiarazioni anche nelle ultime ore di persone che se alla domenica non hanno la partita della loro squadra non hanno grossi problemi, perché prendono la macchina e se ne vanno a sciare. Chi però soffre è chi non può andare al Tardini a seguire la propria squadra: i tifosi sono stati umiliati e non è una cosa ammissibile. Chi ha causato tutto questo ha tolto questo piacere ai tifosi, ed è una cosa vergognosa, schifosa, vigliacca, perché vanno ad intaccare ed umiliare la passione di persone che anche sotto il diluvio andavano allo stadio sempre e sventolavano le proprie bandiere. Sono i tifosi che hanno portato la squadra fino a lì in alto.”

Prima ci raccontava di essere stato adottato da questa città. Ha sempre seguito il Parma?

“Io sono sempre stato un appassionato di questo sport. Sono arrivato da Torino e mi sono affezionato al Parma quasi subito. Ho visto il Parma in Serie C, allenato da Danova, l’anno in cui sono arrivato. Poi ho visto Sacchi, Zeman che è stato esonerato dopo sette sconfitte, è arrivato Vitali e poi Scala. Ho anche mandato un sms a corrado-jr-campoFulvio Ceresini, che mi ha ringraziato comunque per quanto ho fatto, ma gli ho detto che non mi deve ringraziare per nulla. Io allo stadio vedevo suo padre, ero arrivato da poco e andavo a vedere il Parma al Tardini. Ma andavo a vedere anche il Lentigione, il Monticelli… Mio figlio ha anche giocato in Eccellenza e quindi ho visto tutti questi campi, e pensare che il Parma debba disputare un campionato come questo mi fa arrabbiare, ma è una rabbia che si trasforma in un grandissimo stimolo”

Uno stimolo per provare a far rinascere la società dalle ceneri?

“Mi sembra il minimo. In me è subentrato l’orgoglio che mi porta a spingermi a voler far qualcosa. In questi giorni mi sono arrivate valanghe di inviti dai tifosi  per strada, via mail e sms a non abbandonare nemmeno adesso. La frase più bella e che mi ha convinto e’ stata quella di un gruppo di tifosi che mi ha detto: “Vogliamo rinascere dalla D con Magico Parma perché non possiamo che fidarci di chi, in ogni modo, ha provato a salvarci in serie B”. Ci siamo riuniti, e ho convinto i nostri partner a dare la disponibilità anche per un progetto in partenza meno ambizioso ma molto più stimolante: riportare il Parma dove gli compete. Siamo tutti d’accordo, fino a ieri non avrei potuto dirlo ma ora so che siamo tutti convinti, quindi posso annunciarti che noi ci candidiamo. Attenzione però: non vogliamo stare in paradiso a dispetto dei santi. La cosa fondamentale per noi è che devono essere contenti i tifosi. Sono loro che devono essere d’accordo . Sono la parte più bella e importante del calcio e, specialmente in un caso come questo, devono essere tranquilli. Se loro saranno contenti del nostro contributo allora noi siamo già pronti. Altrimenti se si sentiranno più garantiti da altri candidati noi ci tireremo indietro. Noi non abbiamo nessuna particolare ambizione di essere i referenti per la rinascita del Parma, la nostra ambizione e’stata soddisfatta dal fatto che tutti i tifosi abbiano inteso che noi ci abbiamo davvero provato a salvare questa società. Se si sentiranno più sereni e più garantiti da  un altro progetto senza alcun rancore non ci sono problemi. Non ci sono e non ci saranno mai rivalità tra cordate per far rinascere il Parma, ci mancherebbe altro. Dobbiamo essere a disposizione dei tifosi, è a loro che dobbiamo quello che verrà fatto. Poi tutto il resto sarà una conseguenza. Tra l’altro Magico Parma non è un circolo chiuso, anzi, è aperto a tutti: se qualcuno vorrà offrire il proprio contributo e ben accetto: più siamo e più vinciamo”

In ogni caso da ciò che ci dice ha già ricevuto l’affetto di molti tifosi?

“Ho ricevuto delle dimostrazioni da parte dei tifosi che davvero non mi sarei mai immaginato. Io non ho bloccato la mia pagina Facebook, e mi arrivano decine e corrado-thespacedecine di messaggi, un affetto che davvero non mi sarei mai aspettato. In tutti questi giorni non ci siamo mai prestati a interviste, abbiamo lavorato a fondo e ci abbiamo creduto. Poi con nostro rammarico abbiamo capito che non c’era più questa possibilità ed abbiamo rinunciato. Ma io vivo a Parma, mio figlio pure, ci crediamo e vogliamo portare a termine questo progetto con orgoglio. Vogliamo dimostrare a tutti che siamo risaliti da questo disastro, e lo vogliamo dimostrare anche ai gufi di Reggio Emilia e Brescia. Tutta gente che ha sperato fino alla fine che il Parma non si salvasse. Il Cesena poi ha fatto bingo: si è preso tutto Defrel e anche qualche milione in più del Paracadute che avrebbe preso il Parma”.

Per un campionato come quello della Serie D bisogna essere preparati e conoscere bene a cosa si sta andando incontro. Ha già provato a contattare qualcuno?

“Ho parlato proprio nei giorni scorsi con il Presidente del Siena, che ha vissuto le stesse esperienze quest’anno. Ha tenuto Vergassola e Portanova, ha fatto 5 mila abbonamenti e ha vinto il campionato subito arrivando in Lega Pro. Io gli ho detto che sono convinto che il Parma di abbonamenti ne farà 10mila perchè sono convinto che la città si stringerà attorno alla sua squadra. Se il Siena ne ha fatti 5mila, il Parma ne farà 10mila. L’idea di progetto preparata per la B andrà certamente ridimensionata ma potrà funzionare in ogni caso. E, come mi ha insegnato una persona a cui devo molto, con le idee si trovano i soldi ma con i soldi non sempre si comprano le idee”.