GIULI (ENERGY T.I.) A C&C: “SE DEVE ESSERE UN’AGONIA MEGLIO PORTARE I LIBRI IN TRIBUNALE”

Questa sera l’amministratore delegato, Roberto Giuli, ha partecipato alla trasmissione di Teleducato Calcio&Calcio. Giuli ha spiegato qual è la posizione del suo gruppo, davvero molto critica, rispetto ai nuovi proprietari del Parma FC e di Rezart Taçi. Le parole dell’AD di Energy T.I. sono state molto dure e molto dirette, intrise di moltissimi dubbi e preoccupazioni sul futuro aziendale del Parma FC, di cui, lo ricordiamo, la stessa Energy T.I. detiene quote per un valore pari al 10%. Il gruppo energetico ha peraltro da poco rescisso il proprio contratto di sponsorizzazione che era stato stipulato con la precedente gestione Ghirardi. Ecco i passaggi più importanti degli interventi di Giuli a Calcio&Calcio.

maxresdefault“Quando siamo entrati nel Parma abbiamo visto i conti e sembravano a posto. Ma nei bilanci ci sono delle partite finanziarie che devono corrispondere poi alle partite economiche. Stiamo tutt’ora verificando se ad alcune operazioni finanziarie corrispondono quelle economiche. Quando il Parma è stato ceduto a questo fantomatico acquirente russo-cipriota, il nostro gruppo voleva giustamente capire quali fossero i progetti della nuova gestione“.

taci-tribunaVolevamo capire se ci sarebbe stata continuità aziendale e una volta ho anche incontrato il Dottor Taçi a Milano. Mi ha parlato di grandi progetti e tanti soldi, ma fino ad oggi non ho visto fare alcun fatto. Non rientra nella nostra deontologia essere associati a questo tipo di comportamenti, dove non è dato sapere chi sono queste persone e cosa vogliono fare. Noi abbiamo semplicemente chiesto chiarezza e, di fatto, la risposta è stato quella di escludermi dal consiglio di amministrazione. Evidentemente non sono una persona gradita. In quei giorni, poi, sono iniziate e girare sulla stampa le voci, poi rivelatesi concrete, del non pagamento degli emolumenti ai calciatori e agli altri dipendenti. Da socio ho degli strumenti legali che stiamo utilizzando per tutelare il nostro 10% e, a breve, faremo degli atti e ci sarà qualcuno che dovrà venire a spiegare le cose nelle sedi più opportune. Per noi è una questione di tutela del nostro gruppo, un gruppo che ha una morale. Continueremo il nostro progetto industriale slegato dal Parma calcio“.

kodra-ermirCi siamo avvalsi della facoltà di risolvere il nostro contratto di sponsorizzazione alcuni giorni dopo la conferenza stampa dell’Avvocato Giordano. Giordano aveva detto che presto avremmo potuto cercare su Internet i nomi dei nuovi soci del Parma. Io sono ancora qui che cerco. Per adesso ho visto solo un certo Pietro Doca, titolare di un compro-oro e questo Kodra, che non conosco. Se dovessi andare allo stadio mi comprerei il biglietto, perché non saprei nemmeno se esiste il box della società e dove si siedono nell’area riservata. Queste persone devono dire se hanno un progetto o meno, altrimenti rimettano la società in vendita, oppure e mi dispiace dirlo, portino i libri in tribunale e la si finisca con questa agonia“.

Non vorrei mai che si pensasse che noi puntiamo a rilevare il Parma nelle serie minori dopo un eventuale fallimento. Credo che oggi non dobbiamo fare promesse che non potremmo poi mantenere. Non ci piace giocare sulla pelle delle persone che vivono con gli stipendi della società. La dignità dei dipendenti deve essere tutelata come prima cosa. In vista di maggio mi preoccupa il fatto che se non si interviene adesso, a maggio non ci arriviamo nemmeno. Vedendo quello che stanno facendo con il calciomercato probabilmente mi chiamaranno per andare in campo. Se il 16 febbraio i giocatori metteranno in mora la società avranno poi 21 giorni per avere i propri i soldi o potranno andarsene da svincolati. Mi chiedo a chi faranno giocare le partite“.

giordano-leonardiLa nuova società non ha immesso i capitali freschi necessari per pagare gli emolumenti dei dipendenti. Io sono piuttosto certo che Dastraso fosse stata messa al corrente dai vecchi proprietari che c’era una situazione debitoria molto forte ma, ad oggi, non è stato immesso un solo euro nelle casse del Parma FC. Devo ancora capire il motivo per cui un imprenditore straniero si accolla l’acquisto di una società della massima serie del calcio italiano conoscendo la situazione finanziaria come quella del Parma FC. E’ come se mi venisse regalato un rudere a zero e io non avessi alcuna intenzione di spendere soldi per ristrutturarlo“.

Se dovesse intervenire il fallimento e questo fallimento dovesse andare verso una bancarotta fraudolenta, questa interesserebbe i vecchi proprietari. Mi viene da pensare che i personaggi che sono subentrati non si sono rivelati essere chi hanno raccontato di essere. Io non sono stato coinvolto nella cessione del club, altrimenti forse avrei venduto le mie quote. E non capisco nemmeno il motivo per cui Taçi mi ha detto che stanno continuando a fare due diligence, una cosa che si fa prima e non prima e dopo. Sarebbe un peccato vedere la fine di un club centenario, messo in mano a persone che non si capisce cosa vogliono fare“.