Ghirardi: “Uno stadio nuovo con queste regole? Mai. Se ristrutturerò, sarà con altri imprenditori”

Al termine dell’incontro tra Tommaso Ghirardi e Maurizio Setti al Mastersport della facoltà di economia dell’Università degli studi di Parma, il moderatore Matteo Marani ha lasciato spazio alle domande degli studenti. Una, in particolare, ha permesso al presidente del Parma FC di parlare della situazione stadi in Italia e del suo pensiero a riguardo. Lo studente ha chiesto al Presidente se, anche a Parma, si potesse adottare il modello Udinese per quel che riguarda lo stadio nuovo.

ghirardi-setti-2Ecco la risposta di Ghirardi: “Il fascicolo dello stadio dell’Udinese è sulla mia scrivania. L’ho studiato e lo conosco molto bene. Ho analizzato molto approfonditamente l’accordo tra l’Udinese e il comune di Udine per lo stadio Friuli. Leonardi poi ha lavorato cinque anni a Udine, quindi puoi capire (rivolto allo studente che ha posto la domanda, ndr) che conosciamo a fondo la realtà Udine, per non parlare della mia amicizia personale col presidente Pozzo. Vorrò vedere quando sarà finito questo stadio. Non voglio demoralizzarti ma tutto l’entusiamo che Pozzo aveva per questo progetto sta diminuendo di giorno in giorno. Ogni giorno devono affrontare nuovi problemi e il business planning che avevano fatto con il comune non verrà affatto rispettato. Pozzo mi ha amaramente confessato che se potesse tornare indietro non lo farebbe più. Nelle dovute proporzioni ti voglio anche ricordare chi ha provato a fare uno stadio in Italia. Si chiama Massimo Cellino ed è stato in prigione due mesi. Adesso avrà sicuramente combinato qualcosa, Massimo è un amico e una persona molto particolare. Ma con tutto il rispetto, non vanno in carcere i delinquenti ed è stato in carcere Cellino per aver preso dei soldi destinati ai fenicotteri rosa“.

La ristrutturazione dello Stadio Ennio Tardini. In queste condizioni, con queste regole, io non mi metto a fare lo stadio. Se usciranno normative, se usciranno delle regole e se ci sarà una piena sintonia con il comune con precise garanzie, posso dire di essere disposto a far parte di un gruppo di imprenditori che costruiscono lo stadio. Il Parma calcio da solo non può rifare il Tardini, non è nelle sue possibilità, come per la maggior parte delle squadre italiane, tranne la Juventus e il Milan, ma in quel caso parliamo della famiglia Agnelli e del Dottor Berlusconi. Io sono convinto che gli stadi nuovi, moderni, siano il futuro e si debbano fare, però se devo dire la mia opinione a riguardo, sono molto pessimista“.