Ghirardi si racconta a Tv Parma, aiutato da Piovani, Melli e Milano – La trascrizione

Dopo l’intervento telefonico di Pietro Leonardi, ieri sera a Bar Sport, il Parma è tornato ad essere protagonista su Tv Parma, questa volta con la presenza di Tommaso Ghirardi negli studi di Agorà. Assieme a lui, tra gli altri, c’erano anche alcuni ospiti d’eccezione: Sandro Melli, Sandro Piovani, Giuseppe Milano, che hanno aperto un dibattito a 360°, condotto da Luca Sommi, su tutto quello che riguarda il Parma al di fuori del rettangolo da gioco.

ghirardiagora1GHIRARDI E IL CALCIO: La trasmissione, inizialmente, si è focalizzata su cosa voglia dire essere Presidente di una squadra di calcio per un “ragazzo” giovane come Ghirardi. Imbeccato dal conduttore, il Pres ha dunque parlato della sua esperienza da Patron: “Cosa significa diventare un Presidente di una squadra di calcio? Sono situazioni che capitano nella vita, già da quando avevo 21 anni ero Presidente di una piccola squadra, il Carpenedolo. Ho conosciuto il Dottor Bondi, e per scherzo si è iniziato a parlare di acquistare il Parma. Sono sincero, tutti mi dicevano di lasciar perdere, perchè c’era un glorioso passato alle spalle, con le 8 coppe vinte e la lotta per lo scudetto, con un secondo posto che forse grida ancora vendetta, e poi c’erano anche le macerie di 5 anni di Amministrazione Straordinaria. Bondi aveva fatto un grosso lavoro dal punto di vista finanziario, ma bisognava partire da zero dal punto di vista sportivo e mentale. Il crack ha portato una situazione difficoltosa, e bisognava creare di nuovo una cultura sportiva, basata sul sacrificio, puntare alla salvezza, in una città particolare come Parma, e quando dico particolare non intendo assolutamente negativo. Proprio al termine del racconto del Presidente, è stato messo in onda un contributo homemaderaccolto da Sandro Piovani con il proprio cellulare, ovvero un videosaluto di Claudio Ranieri, indimenticato allenatore con il quale il Parma ha costruito la salvezza nei primi 6 mesi di presidenza ghirardiana. L’ex tecnico crociato ha voluto salutare così il suo ex presidente: “Buonasera Presidente, complimenti, state facendo un campionato stupendo. Complimenti veramente. Che ricordi ho di Parma? Ho ricordi bellissimi, della città, del Presidente, ma lui lo sa perchè ci sentiamo spesso. Sono stati 6 mesi intensi, bellissimi, che mi sono rimasti nel cuore. Tanto calcio, una città che ama questo sport e ama il bel calcio, e sono davvero contento che Donadoni stia facendo quest’ottimo lavoro“.

studioagoraGHIRARDI E PARMA: Quasi di conseguenza, rispetto alle parole del Presidente, la discussione è passata rapidamente al suo rapporto con la città di Parma e con i tifosi. Sommi ha quindi imbeccato Ghirardi: “Qualche volta lei ha bacchettato la città dicendo che non stava troppo vicina alla squadra, e recentemente qualche spia di allarme si è accesa… Che rapporto ha con Parma?“. Io non mi permetto di riprendere nessuno risponde Ghirardi – voglio però che si capisca, e chi è vicino al Parma lo sa, quali sono le difficoltà e i sacrifici che si fanno nel gestire una squadra di calcio, soprattutto in periodi difficili per l’economia come questi ultimi 4-5 anni. Quando si sente un vociare negativo, dovuto magari all’invidia e alla presunzione, mi sento un pochino demoralizzato, perchè sono un ragazzo di 39 anni che ci mette passione, e a volte mi emoziono in modo negativo, del resto sono anch’io un essere umano. Non tutti ricordano che alle spalle del Parma c’è una realtà di 300 persone che lavorano da tanti anni con noi, sono la colonna portante del Parma calcio, e sono legatissime a questo sport e a questa società. Ci sono i calciatori che forse formano quello che è il miglior gruppo di sempre, abbiamo un gruppo vincente e molto unito. Questa città è attaccatissima a questa squadra. Non dimentichiamo che abbiamo 12, 13mila persone sempre allo stadio, 9mila abbonati, e se andiamo a vdedere le proporzioni rispetto al numero di cittadini abbiamo dei numeri che nessuno ha. Parma e provincia raggiunge poco più di 300mila persone e 12mila sono sempre allo stadio, do un voto altissimo ai nostri tifosi perchè sono legatissimi a questa squadra e a questa città. Quello che ho fatto notare è che diventa difficile in questa città trascinare a partecipare quelle persone che non lo hanno mai fatto prima. E’ questo il mio rammarico.

piovaniagoraPIOVANI E LO SCENARIO INEDITO SULL’ACQUISTO DEL PARMA: La parola passa dunque a Piovani, che svela un particolare inedito: Nel 2006 Tommaso stava già prendendo il Parma, e solo Calciopoli bloccò un Dhl con tutti i documenti che servivano per l’acquisto. 6 mesi non sono tanti, e ne sono passati proprio 6, però si sarebbe iniziata la stagione con un Presidente nuovo. Nessuno lo ha mai sottolineato. La squadra a gennaio 2007 era in difficoltà, ma non si poteva imputare a nessuno questa difficoltà, e l’innesto di una nuova proprietà ha fatto il miracolo“.

MELLI E MILANO RACCONTANO PARMA: A parlare del rapporto tra Parma e la sua squadra di pallone sono anche Giuseppe Milano, conduttore di Bar Sport, e Sandro Melli. “C’è uno zoccolo duro – racconta Milanoè indubbio che questa città abbia vissuto dei momenti di scoramento, è una città molto particolare, che vive il fenomeno calcio come vivono il teatro o altri aspetti della città. E’ comunque una città che resta legata al suo gioiellino che è il Parma. Ultimamente si sta unendo a questo zoccolo duro qualcosa di più, ed è qualcosa che va sfruttato ora che stanno arrivando anche i risultati“. Ciccio Melli la città la conosce bene: “Parma è una città particolare, io posso parlarne solo bene perchè è la mia città, però mi rendo conto che per chi viene da fuori non è semplice capirla. Ghirardi però è molto amato, lui ha sempre detto che lui fa calcio per passione, per amore, e questo alla gente è sempre piaciuto. Poi in un percorso di anni ci sono anche momenti difficili, in cui arriva qualche critica in più, e Parma un po’ critica lo è. Ma il Presidente va ringraziato per quello che ha dato, e lui credo che sia soddisfatto dell’affetto che riceve. Non ho mai sentito nessuno criticarlo direttamente, ovunque siamo andati, quindi sa benissimo di essere amato“.

ghirardiagora3LO STADIO TARDINI, CHE AL GIORNO D’OGGI NON E’ ABILITATO PER LE COPPE EUROPEE: Dai tifosi alla loro casa, il Tardini, il passo è breve. Lo Stadio Tardini? Bisognerebbe aprire una trasmissione a parte – sorride Ghirardi – e qui mi voglio riallacciare ad un discorso economico. Noi quando abbiamo comprato la società ci siamo accollati un contratto di affitto, non molto oneroso, però dove la società deve accollarsi tutte le spese ordinarie e straordinarie. Finora abbiamo speso, se non mi sbaglio, 3 milioni di euro per garantire tutte lei migliorìe necessarie. Ora lo Stadio ha dei problemi perchè è un impianto del 1924, ed il Comune non ha le possibilità economiche di intervenire, e capisco le priorità. Questo però è un costo che grava molto sulla società, io volevo coprire la curva però non può la società accollarsi tutto il costo. E qui dove un po’ mi lamento, non critico nessuno perchè sono orgoglioso di essere Presidente del Parma. Però la società si espone a dei costi che sono al di fuori delle spese che ha una squadra di calcio. Oggi il Tardini non può essere abilitato per le coppe europee. Bisogna cambiare i seggiolini, bisogna fare gli spogliatoio, la sala medica, e c’è la tribuna in tubolare che è in contestazione. Nel caso giocheremmo a Reggio Emilia? Non esageriamo – ride Ghirardiio sto lavorando per far sì che si giochi a Parma, però dovremmo mettere come Stadio quello di Modena, perchè c’è tempo fino al 31 marzo“.

IL PROBLEMA DEGLI STADI IN ITALIA: Anche Sandro Piovani si riallaccia al discorso stadio: “Bisogna far sì che venga utilizzato ogni giorno e non una volta ogni 15 giorni. E’ questo quello che manca all’Italia. Io ricordo che alla domenica andavo a vedere Melli, entravamo con le bottiglie, mangiavamo, e questo romanticismo non c’è più. Ci saranno però i pub, i negozi, e altri luoghi del genere“. I problemi, però, sono molti, primo tra tutti quello burocratico: “E’ anche un problema legislativo – incalza Giuseppe Milanoogni volta che si parla di una legge viene bloccata…“. Ghirardi, in ogni caso, ricorda il fatto che i rapporti con le autorità sono buoni, anche se l’iter da seguire è molto lungo: “Noi abbiamo la fortuna di avere un rapporto privilegiato con il Coni, soprattutto con Malagò, che ieri è venuto a Collecchio e ci ha fatto dei grossissimi complimenti, perchè dei centri come il nostro non li ha mai visti

ghirardiagora2IL PARMA AUTOSUFFICIENTE: L’aveva detto già in altre occasioni, ma l’ha ribadito anche questa sera durante il programma: il sogno di Ghirardi è quello di un Parma che si sappia reggere con le proprie gambe: “Il mio sogno è quello di far diventare il Parma Calcio un azienda: questo vuol dire rendere la società autonoma dagli azionisti e dalla proprietà. Se prendiamo il Bayern Monaco come esempio – continua Ghirardi – è la più grande società di calcio che c’è oggi al mondo, ed è una società che non ha proprietari, perchè è una public company, e fattura 400 milioni, fa 80 milioni di utili e distribuisce dividendi agli azionisti. Oggi fare calcio è da folli, bisogna essere realisti. Quando acquistai il Parma vivevamo in un boom economico, dove avevo la possibilità di diversificare gli utili delle mie proprietà in qualcosa di sociale e sportivo. In questi cinque anni è cambiato il mondo, non a caso nessuno ha comprato una società di calcio. Noi siamo ancora una delle migliori società italiane, e questo da fastidio, perchè siamo invidiati, ma non a Parma, fuori dalla città. Perchè nel Cda non c’è nessun parmigiano? Quando comprai il Parma misi in società una banca, avevo dei professionisti che di certo non ho mandato via io. Forse non c’è più nessun parmigiano che vuole far parte del cda del Parma. Anche se c’è Magri, parmigiano doc, che mi ha aiutato spesso a capire la città. Se non c’è nessun altro non è di certo a causa mia“.

GHIRARDI IL MANGIALLENATORI: C’è anche spazio per qualche simpatica frecciatina tra Sandro Piovani ed il Presidente del Parma. Il giornalista della Gazzetta di Parma, infatti, ricorda il carattere fumantino di Ghirardi: “Non voglio rinverdire vecchie litigate, ma Tommaso da giovane si lasciava andare, via un allenatore, dentro un altro… via un giocatore, dentro un altro… ma questo vuol dire anche svenarsi. Ha affrontato la B con un budget da mezza classifica di Serie A. Racconto un piccolo aneddoto: la settimana prima che giocassimo con l’Inter gli dissi “non devi dire che tieni tutti e che vengono tutti con te all’inferno”. In sala stampa, poi, disse esattamente quella frase. Io mi sono alzato e me ne sono andato…”Ghirardi però coglie la palla al balzo: “Sono venuti all’inferno ma poi sono tornati in paradiso, quindi avevo ragione…

milanoagoraIL CALCIO DI OGGI E’ DIVERSO DA QUELLO DI IERI?: Il dibattito si è quindi spostato su un’analisi approfondita sulle differenza tra il calcio di oggi e quello di ieri. Il primo ad esprimersi è Sandro Melli: “I soldi nel calcio hanno reso il tutto un po’ più formale, poi la gente vive un periodo difficile, ma il calcio è cambiato totalmente dal punto di vista esterno. Prima si giocava in maniera più rilassata, mentre ora sono tutti quanti molto più inquadrati, ma questo credo che sia così in tutti i settori, e si ha paura di dire qualcosa di sbagliato che poi venga strumentalizzato dai media. Lo spogliatoio? Quello è rimasto identico. L’aspetto che non vedete voi, goliardico, di affetto, di amicizia, è rimasto uguale. Logicamente ci sono spogliatoi che sono diversi l’uno dall’altro. E’ l’esterno che è molto diverso“. Anche Giuseppe Milano è d’accordo sul fatto che il calcio sia profondamente cambiato, ma aggiunge: “Noto differenze sostanziali nel rapporto che ha una squadra di calcio con lo sport in sè. Il calcio era vissuto come una passione, ma ci sono tanti interessi che poi incidono nella realizzazione di un evento sportivo. L’ingresso dei media, delle televisioni, sono tutti aspetti che incidono, perchè tutto viene monetizzato“. C’è spazio anche per una critica diretta alla Tessera del Tifoso. A farla è Angelo Manfredini, Presidente del CCPC, che interviene telefonicamente: “Quanto è cambiato il calcio? Secondo me è cambiato in peggio, perchè sono i tifosi che ora hanno mille difficoltà per andare allo stadio, e mi riferisco alla Tdt. Non capisco che frutti ha portato questa tessera, ed è uno di quei ingredienti che stanno svuotando gli stadi”.

IL MISTERO DEL NUOVO ACQUISTO: Durante la telefonata di Manfredini, però, c‘è un piccolo mistero che probabilmente verrà svelato nelle prossime ore... Sandro Piovani, a mezza bocca, ha infatti consigliato a Manfredini di chiedere al Presidente una cosa specifica: Chiedigli chi ha preso, che ha acquistato un giocatore interessante…. La cosa però è rimasta nell’aria. Chi avrà comprato Ghirardi? Qual è il nome di questo nuovo acquisto?

10coseghirardiIL FIORETTO PER UNA EVENTUALE QUALIFICAZIONE IN EUROPA: Il conduttore, quindi, ha ripreso l’intervista fatta da Tuttosport (che vi abbiamo riportato), nella quale Ghirardi ha sostanzialmente detto che per un’eventuale qualificazione avrebbe anche potuto fare gesti inconsueti. Il Pres perà glissa: “Io sono fuori dagli schemi, perchè dico sempre quello che penso, vado sempre a braccio. Credo che bisogna essere capaci ad ironizzare un po’, a sorridere. Vedo alcuni colleghi che sembra che debbano fare una guerra tutti i giorni. Se faccio pazzie per l’Europa League? Il giornalista di TuttoSport me l’ha chiesto 6 volte. Il mio sacrificio più grosso è legato a Piovani, ovvero non mangiare – ride Ghirardi – Se la squadra raggiungerà quei risultati vedremo. E’ bello anche sognare, io ci credo tutte le domeniche. Se ci andremo sarò felicissimo, se non ci andremo amen. Fare fioretti mi sembra una cosa da bambini. Anzi, se andiamo in Coppa faccio una bella cena, alla faccia della dieta…“.

IL RAMMARICO ED IL SOGNO NEGATO: “Il mio rammarico?racconta GhirardiMi è dispiaciuto non prendere G. Rossi, all’epoca avevo la possibilità di prenderlo, offrì 7 milioni invece di 9, cercai invano l’aiuto di qualche grande club, che mi risposero che non sarebbe diventato nessuno. L’altro è Di Natale, ci eravamo molto vicini 5 anni fa, ma non è un rammarico perchè l’operazione era già chiusa e Pozzo poi mi disse che non si poteva più fare.

ARRIVA UNA TELEFONATA: “RIPORTI A PARMA PELLE’ PRESIDENTE!”: Dopo qualche tentativo andato a vuoto, c’è anche l’intervento di uno spettatore in collegamento telefonico. “Il mio sogno si è avverato, mio Presidente, non chiedo voli pindarici, però ho un sogno che noi abbiamo buttato via: avremmo l’attacco più forte d’Europa se avessimo confermato un ragazzo che avrebbe fatto faville. Si immagina come si compenserebbero Cassano e Pellè? Un attacco stellare“. Le risate in studio sono difficili da trattenere, ma Ghirardi è diplomatico: “Credo che fossi l’unico a cui piacesse Pellè, a Parma e ai tifosi non piaceva, poi è andato in Olanda ed è capocannoniere“. Milano allora sorride: “Il bello del calcio è questo, è possibile che il tifoso che ha chiamato al momento della partenza di Pellè abbia festeggiato con gli amici“.

melliagora2CASSANO, IL PARMA E LA NAZIONALE: Una domanda su Antonio Cassano, soprattutto con tutte le voci che lo vogliono in Nazionale, era davvero d’obbligo. “Cassano? Prima – afferma il Presstavamo parlando che bisogna sdrammatizzare. Antonio è il prototipo di questo calcio, è chiaro che in carriera ha fatto delle cose sbagliate, che sono però sono sempre state amplificate dai media. Da quando è a Parma mi ha sorpreso in maniera positivo. L’ho detto a tutti: quando lo presi tutti mi chiamarono per dirmi che ero un matto. Lui è un campione, è un talento, e sono orgoglioso del fatto che lui abbia scelto di venire a Parma, perchè se lo ha fatto vuol dire che c’è un progetto vincente ed una società solida“. Su FantAntonio si esprime anche Sandro Melli: “Dico due cose su Antonio, intanto è un giocatore di livello mondiale. Madre Natura gli ha dato delle qualità talmente importanti che se si fosse gestito meglio sarebbe stato da pallone d’oro. Ho conosciuto Antonio quest’anno, è un ragazzo schietto e sincero. Va dato merito al Parma, alla società e allo staff, perchè siamo riusciti a portarlo a fargli capire cos’è Parma, il Parma e l’abbiamo portato a giocare come vuole lui, ovvero a divertirsi. Gestire un personaggio genuino e schietto non è facile, un po’ di fatica l’abbiamo fatta, ed è un grosso merito“. Giuseppe Milano, invece, sottolinea le caratteristiche da protagonista del barese: “Cassano è protagonista assoluto, al di là dei gol e degli assist, è il giocatore che da solo ti fa la partita, e da solo ti fa il tifoso. Mancava forse nel Parma questo protagonista, e Cassano rispecchia il calcio di un tempo. Tutto noi siamo imbrigliati in uno schema, e lui lo rompe“. Sandro Piovani, invece, aggiunge un aneddoto riguardante proprio quei giocatori che per le loro capacità sono dei fuoriclasse: “Sacchi ieri ha detto: i grandi solisti giocano nelle squadre medie dove c’è bisogno. Nei grandi club i grandi solisti non esistono. Io non sono molto d’accordo, perchè i grandi club hanno sempre quei due tre giocatori che sono dei fuoriclasse“. Ed è sempre il giornalista della Gazzetta di Parma ad esprimersi su un possibile Cassano azzurro: “Secondo me farà il mondiale, vedremo in aprile. Ma lui lo sa…

leonardiparmachannel1GHIRARDI E L’IMPORTANZA DEI SUOI COLLABORATORI, PRIMO TRA TUTTI LEONARDI: Alla fine della trasmissione si è passato dunque a parlare della gestione del Parma. Piovani sottolinea un particolare di grossa importanza: “Secondo me l’organizzazione aziendale che Tommaso ha cercato di dare è stata importantissima. L’arrivo di Leonardi è stato un punto importante, anche se non vanno disconosciuti meriti e demeriti di chi l’ha preceduto. Una cosa che non dev’essere stata facile per lui è stata quella di demandare certe decisioni. Nell’azienda riesce a farlo bene, ma nel calcio gli piaceva decidere. Lo ha dimostrato al Carpenedolo, poi al Parma, con anche delle cose un po’ stravaganti. Quando poi ha capito che serviva l’aiuto di qualche professionista più attento e distaccato, lo ha fatto. Questo è il vero merito di Tommaso. Qualche sciocchezza l’ha fatta…“. “Da che pulpito! – sorride GhirardiDevo ringraziare la mia famiglia, perchè mi ha dato modo di essere un ragazzo giovane con la facoltà di decidere, e mi è stata data a vent’anni. Questo mi ha permesso di fare errori, e nella vita si impara così. Ho guadagnato una determinazione che ti porta a scegliere le persone e a gestire così le attività. Ho capito che bisognava affidarsi a dei professionisti, e questo ho fatto. Leonardi è un professionista, e mi permette di avere la mente serena per fare il mio lavoro, ovvero quello dell’imprenditore“.

L’Editorialista