Ghirardi: “Nel calcio servono professionisti e cultura”

ghirardi-setti-4Questo pomeriggio si è tenuto, in un’aula della facoltà di economia dell’Università degli studi di Parma, una interessante lezione nell’ambito del Mastersport con due ospiti d’eccezione: il presidente del Parma FC Tommaso Ghirardi e il presidente del Verona Hellas Maurizio Setti. Il dibattito è stato moderato dal direttore di Guerin Sportivo Matteo Marani. Molti sono stati gli argomenti toccati, dalla passione che serve per fare calcio ad alti livelli, alle difficoltà strutturali del sistema fino alle prospettive future delle due società. Vi proponiamo, di seguito, gli interventi più interessanti.

L’IMPORTANZA DELLA FORMAZIONE: Ghirardi: “Oltre alla passione che non deve mai mancare, c’è un duro lavoro settimale dietro a ogni risultato raggiunto. Io credo molto nella struttura della società. Voglio chiamare il Parma con il giusto nome: un’azienda. Noi diamo da lavorare a circa 400 persone e fatturiamo 88 milioni di euro all’anno. Proprio perché le squadre di calcio sono vere e proprie aziende, il mio grande rammarico è che nel caclio ci sono poche persone con una preparazione scolastica e universitaria. In Italia oggi ci sono persone che si sono fatte da zero, che hanno iniziato vivendo tutti i giorni i campetti da calcio. Oggi fanno i dirigenti, i direttori sportivi e gli amministratori delegati. Alcuni hanno anche qualità, ma non avranno mai la preparazione di un ragazzo che studiato all’università e ha fatto dei master. Oggi il calcio ha bisogno di persone preparate, di professionisti. Questo in Italia ancora non lo abbiamo capito, anche perché i media parlano solo degli aspetti negativi del calcio. Mi spiace dirlo, ma l’Italia è il paese più ignorante d’Europa. Anche le famiglie dovrebbero capire che se i loro figli vogliono lavorare nel mondo dello sport, servono cultura e preparazione“.

ghirardi-setti-2IL “SISTEMA E LE DIFFICOLTA’ DEL CALCIO ITALIANO: Ghirardi: “Le differenze dei numeri del calcio italiano rispetto a quello spagnolo o inglese innanzitutto non dipendono dalla Lega o dai presidenti italiani. E’ un problema di tipo nazionale. Se guardiamo quello che sono stati gli investimenti dei comuni nei propri stadi, zero. L’investimento del governo italiano nello sport? zero. Certo, dall’altro lato, tendiamo sempre a magnificare campionati, come quello inglese, dove ormai non esistono più proprietà inglesi e i presidenti sono tutti arabi, russi, indonesiani i cui capitali non si bene in quali paradisi fiscali risiedano. Ultimamente è di moda parlare del calcio francese. Ci sono due squadre in mano a magnati e tutte le altre che in Europa escono ai primi turni e che in Italia farebbero fatica a salvarsi. Del calcio spagnolo meglio di parlarne: Real e Barcellona hanno debiti enormi e 22 società sono sotto amministrazione controllata. Il sistema italiano ha tanti difetti, ma almeno è condotto da famiglie che hanno sempre lavorato e conoscono il territorio dove fanno calcio. Non vorrei mettere il dito nella piaga, ma il vero problema è politico. Tutti i governi che si sono susseguiti si sono rimbalzati i problemi del calcio. Prendiamo Parma: un comune con enormi difficoltà. Quando parlo con il sindaco lui mi dice che quando arrivano un po’ di soldi da Roma la priorità sono le scuole, le strade, la sicurezza e poi, in caso, lo stadio. Come faccio a dargli torto?“.

Setti: “La questione è strutturale. Se non riescono a fare questa legge sugli stadi non possiamo cambiare il modo di vivere la partita. Alcuni politici hanno anche espresso buone intenzioni, ma una volta nella stanza dei bottoni finiscono nel tritacarne politico e non si conclude mai nulla. A me piace guardare al modello tedesco. Ci sono stadi dove prima della partita vengono consumati centinaia di litri di birra, si mangia nei ristoranti, si visitano gli store e poi si va sugli spalti a tifare i propri colori. Questo è il modello di calcio che mi piace guardare, ma qui in Italia al momento non è assolutamente fattibile“.

Ghirardi: “Su questo concordo pienamente con Maurizio. Poi voglio dire, in Italia siamo arrivati al paradosso che è vietato mangiare un panino e bersi una bella birra prima della partita. Sono regole assurde“.

ghirardi-setti-3LE PROSPETTIVE PER IL FUTURO: Setti: “L’anno scorso l’obiettivo del mio Verona era la promozione e ci siamo riusciti. Quest’anno era la salvezza e ci siamo riusciti. Nei prossimi cinque anni, a livello sportivo, l’obiettivo è quello di rimanere nella massima serie del calcio italiano e far esordire almeno cinque giovani provienienti dal nostro vivaio“.

Ghirardi: “Noi vogliamo continuare a crescere. Da quando sono arrivato a Parma, la cosa più importante è che siamo riusciti a consolidare un progetto, perfezionando di anno in anno le nostre prestazioni. C’è stata anche una retrocessione, certo, ma la colpa è stata mia. Ho peccato di inesperienza a sono retrocesso. L’anno dopo, però, ho guadagnato la promozione. Uso la prima persona, perché mi piace prendermi le mie responsabilità, nel bene e nel male. Concordo con Maurizio sull’importanza del settore giovanile: in tanti dicono che è molto importante, in pochi lo curano con serietà. Noi, l’anno scorso, abbiamo vinto uno scudetto allievi e quest’anno tutte le nostre squadre stanno andando benissimo“.