GHIRARDI MOSTRA LE CARTE AL CORRIERE DELLA SERA. “I TIFOSI DEL PARMA? DOVREBBERO RINGRAZIARMI”

Nelle segrete stanze di Collecchio i sette revisori di Taci sono completamente immersi nei conti della sua gestione. Tommaso Ghirardi, dopo aver venduto il Parma a questa nuova cordata, si era trincerato in un silenzio impermeabile, solcato solo dalla paradossale polemica con Pietro Doca, quando smentì di essere il nuovo Presidente del Parma (anche se nel match report delle ultime due partite, nell’organigramma ufficiale, viene riportato ancora il contrario). Ora l’imprenditore bresciano è tornato a parlare, e lo ha fatto dalle colonne del Corriere della Sera. Come racconta la giornalista Arianna Ravelli, conosciuta il giorno del nostro “appostamento fallito” davanti alla sede del Notaio Posio, l’ex Presidente del Parma ha preparato una serie di documenti per spiegare meglio la situazione e provare a smentire molte delle cose che sono state dette. Dichiarazioni firmate dai dipendenti che smentiscono un Parma ormai vicino al fallimento, ad esempio.

ghirardi-corrierePer me il calcio è finito, io a questo sport non credo più. La Eventi Sportivi, la società che controlla il Parma, ha 13 milioni di capitale sociale e 15 milioni di finanziamento soci. I conti del Parma? Normali. Migliori di molte società di A, anche per quanto riguarda i debiti. È solo la quindicesima per esposizione con le banche. Se avessi venduto Biabiany avrei chiuso in attivo”.

Ghirardi ha poi mostrato le ricevute del pagamento dell’Iva, datato 3 dicembre, firmate proprio da lui. Oltre al documento menzionato qualche riga più su, firmato da 22 dipendenti, datato 9 dicembre.

E se dei problemi in seno all’Energy T.I. Group l’imprenditore bresciano dice di non sapere nulla, quando torna sul problema della Licenza Uefa si surriscalda: “E’ stato il più grande torto che potessero fare. L’ultimo bilancio era in regola. Nè la Deloitte, nè la Covisoc hanno sollevato alcuna osservazione. Risultano non pagati 100mila euro su 26 milioni. E’ come pretendere l’ergastolo per un eccesso di velocità“.

ghirardi21Solo 2 o 3 squadre possono considerarsi solide, afferma l’ex patron crociato. “Qualcuno ha voluto farmi fuori“, sentenzia. Per poi tornare al suo ritorno dopo le dimissioni di fine maggio scorso: “E’ stato il mio unico errore, fatto con il cuore e senso di responsabilità. La mancata cessione di Biabiany ha bloccato gli acquisti. I calciatori che non prendono gli stipendi? Il 30 settembre io pago 18 milioni di stipendi e non devo niente a nessuno. Ma nel frattempo da mesi avevo avviato una trattativa con un gruppo molto importante. Lo dico con orgoglio: io non ho bisogno di soldi. Questo gruppo è stato analizzato a lungo dai miei avvocati: ha un giro d’affari di oltre un miliardo di euro. Avevo sempre sottolineato agli acquirenti la mia volontà di non finanziare più la squadra. Ai primi di novembre firmiamo un preliminare in cui loro si impegnano a “onorare un finanziamento di 19 milioni entro il 13 novembre” e a “chiudere la trattativa entro il 15 novembre”. Termini che avrebbero garantito il rispetto delle scadenze. Non sono stati onorati“. E dopo aver affermato che da quel che sa è il padre di Giordano ad essere il Presidente del Parma, lancia un messaggio ai tifosi del Parma: “Mi hanno fatto sentire importante, ma poi mi hanno abbandonato. Devono ringraziarmi, al Parma ho fatto solo del bene.

L’intervista completa (della quale abbiamo pubblicato solo uno stralcio) è all’interno del Corriere della Sera oggi in edicola, a pag. 55.