GHIRARDI, IL FUTURO E LE BUSTE…

ghirardiSe qualcuno vorrà investire, ripeto, investire, perchè il club non è in svendita, può farsi avanti. Troverà una società sana ed in buona salute. La società è comunque in buone mani, ovvero gestita dai miei familiari“. Parola di Tommaso Ghirardi che, dopo l’addio annunciato attraverso la conferenza stampa che ha fatto da spartiacque tra il Parma che era ed il Parma che sarà, dal suo esilio volontario interviene di rado in quel circo mediatico che ancora si interroga su quello che sarà il futuro del Parma.

Da Leonardi arrivano rassicurazioni: non sarà un Parma da vertici della classifica, ma nemmeno un Parma costretto a schierare i Primavera; qualche giocatore sarà venduto, ma nella stessa linea seguita negli ultimi anni. Tuttavia dalla risoluzione delle comproprietà si saprà di sicuro qualcosa di più, visto che il Parma per evitare di essere preso “per la gola dalle società che condividono a metà calciatori come Belfodil, Sansone, Biabiany, Saponara, Mendes e Chibsah, deve cercare di mettere in campo la consueta sicurezza nelle trattative (e su questo Leonardi è un maestro), rispaldata però da una certa disponibilità anche economica.

parmabusteTroveremo gli accordi o andremo alle buste. La mia famiglia è solida“, dichiara sempre Ghirardi. Proprio la possibilità delle buste è il vero nodo di tutta la situazione. Una volta inserita una quantità, bisogna farlo con la possibilità di aver messo sul piatto una cifra vincente. Questo però implica anche la disponibilità liquida di quella cifra. Ed è qui che la famiglia Ghirardi, come detto dal Presidente dimissionario, deve dimostrarsi solida e soprattutto presente. Se ad esempio Ferrero, il nuovo patron doriano, decide di voler provare ad acquistare Biabiany, basterebbe anche la minima sensazione di difficoltà da parte del Parma, dal punto di vista economico e liquido, per far si che sia proprio la Sampdoria a spingere per le buste, conscia del fatto che Leonardi si ritroverebbe con le spalle al muro, incapace di offrire una cifra che possa mettere in difficoltà la Samp e le sue disponibilità finanziarie.

Questo è un semplice esempio basato su delle supposizioni, sia chiaro, ma è proprio in situazioni come queste che serve la presenza forte della società. Negli ultimi anni, al momento della risoluzione delle comproprietà, le buste erano sempre (o quasi) state scongiurate. Il fatto che ora (ma sono solo voci di Radio Mercato) si parli di questa possibilità per Belfodil e per Biabiany, ad esempio, ci fa capire che il Parma da società forte e con voce in capitolo, capace di convincere anche l’interlocutore più diffidente, possa essere diventata ora meno persuasiva. Ghirardi (che va ricordato: fino al 30 giugno sarà ancora Presidente del Parma) e la sua famiglia entro venerdì 20 dovranno fare quell’ultimo passo forse dispendioso ma necessario per far vedere a tutti che il Parma c’è ancora, anche in sede di mercato, ed è capace di battere i pugni sul tavolo se serve per far valere la propria volontà.

Insomma, se buste dovranno essere, speriamo che nella penna di Leonardi ci sia l’inchiostro sufficiente per permettere al Parma di iniziare con il piede giusto una sessione di mercato fondamentale per il futuro di questa società.