Ghirardi: “Andrebbero cambiate le norme, per giocare ad armi pari”

Ospite durante la trasmissione CheckPoint di TgCom24, il Presidente del Parma Tommaso Ghirardi ha parlato a lungo, e a tutto campo, sulla sua esperienza a Parma, sulla stagione in corso e sul calcio italiano.

ghirarditgcom2Ecco ciò che ha detto riguardo la sua esperienza a Parma e sulla ripartizione dei diritti tv:

“Il calcio è una grande passione che parte dal mio piccolo paese, Carpenedolo, e poi la grande avventura con il Parma. Diciamo che la scelta è stata difficile, perchè quando vai a prendere una realtà importante, con un passato importantissimo con quello che ha vinto il Parma tutti puntano a fare dei confronti, ed è ovvio e normale che si facciano delle comparazioni. Io ho voluto affrontare questa avventura, con molta serietà e serenità, e nonostante i primi tempi difficili, in cui abbiamo dovuto ricostruire una realtà sportiva che non c’era più, con tanti anni e sacrifici siamo riusciti a ricostruire. L’Europa? Ci speriamo perchè abbiamo fatto un grande campionato. Abbiamo battuto il record di Nevio Scala, con 17 risultati utili consecutivi, e anche il record di vittorie consecutive in trasferta. E’ chiaro però che certi record vengono ricordati se il finale è positivo“.

Perchè ho deciso di entrare nel calcio? Per quel che riguarda la mia persona è stata la passione per questo sport, con il tentativo di realizzare un qualcosa di importante. Sono partito con il Carpenedolo e sono arrivato in Serie C, togliendomi delle soddisfazioni. Poi c’era la voglia di confrontarsi con i più grandi, e non mi sono lasciato sfuggire l’opportunità di Parma. Il mio sogno ora è quello di realizzare una società sostenibile, che possa andare avanti con le sue gambe, e gli investimenti fatti per il Centro Sportivo sia l’inizio di un progetto autofinanziato. Il bilancio del Parma non è paragonabile con squadre come Milan, Lazio che ci stanno dietro, o con l’Inter che ha gli stessi nostri punti. Non c’è un campionato livellato da quello che sono le entrate, e questa è una delusione perchè non ci si può mai affrontare ad armi pari. La ripartizione dei diritti tv non funziona, secondo me, e le norme dovrebbero essere basate di più sulla meritocrazia”.