A Gervasoni quel che è di Gervasoni

A Gerva quel che è di Gerva“, è cosa giusta e doverosa. Lo ammetto, non ho nascosto i miei timori dopo la pubblicazione del sorteggio arbitrale, con il quale è stato designato per Parma-Fiorentina quel Gervasoni di Mantova che, purtroppo, avevamo in passato imparato a conoscere. “La storia del Parma insegna che Gervasoni, quando vede la maglia crociata, non è molto fortunato, per usare un eufemismo”, scrissi quel giorno, ma credo che la partita abbia dimostrato un qualcosa di diverso. La premessa è doverosa: non c’è nessuna intenzione di incensare un arbitro solo per aver fatto il suo mestiere, quello di dirigere un incontro senza sbavature e senza particolari episodi interpretati con dubbia insicurezza, ed è vero che a pensar male spesso ci si azzecca, però è anche corretto sottolineare che le paure tanto paventate anche su queste pagine non si sono poi materializzate.

rigorebiabiaTRE ESPULSI E UN RIGORE: I tre cartellini rossi, a mio modo di vedere, sono figli di valutazioni corrette del direttore di gara. Giusti i due cartellini gialli a Diakitè, com’è giusta l’intenzione di espellere Munari, reo di iniziare una rissa in modo un po’ inspiegabile, e successivamente Borja Valero che nel parapiglia non le ha certo mandate a dire. I viola recriminano, ma se qualcuno ha la registrazione della partita e ha due minuti liberi vada a rivedersi cos’è successo dopo il rigore: Pizarro protesta animatamente, si becca un giallo, e non contento manda a quel paese in modo plateale l’arbitro per almeno due volte. Se Gervasoni avesse usato lo stesso metro di giudizio utilizzato al Tardini contro l’Atalanta, quando mandò Amauri anzitempo negli spogliatoi, Pizarro non avrebbe dovuto concludere la gara. Il rigore, abbiamo detto: sembra impossibile, ma sul web c’è ancora chi sostiene che Biabiany abbia accentuato, o che Tomovic non abbia toccato il francese. La madre di tutte le “stupidaggini“, consentitemelo, è la teoria secondo la quale siccome il pallone era già lontano al momento del contatto l’arbitro non avrebbe dovuto decretare il calcio di rigore. Tomovic, in area di rigore, alza la gamba tesa in gioco pericoloso e tocca Biabiany (che poi proprio a ParmaFanzine ha fatto vedere le ferite riportate da quel contatto), che cade a terra. Questo, secondo il regolamento, è rigore. Chi invece ritiene che ci fossero gli estremi anche per un cartellino rosso, a mio modo di vedere, esagera perchè comunque Tomovic cerca il pallone, anche se il suo intervento è decisamente scomposto.
Analizzando il match quindi non c’è nessun errore che si possa ascrivere all’arbitro di Mantova, che guadagna per così dire la fiducia dei tifosi crociati. Certo, difficile dimenticare quell’ Inter-Parma del 20 gennaio del 2008 (Repubblica titolò per l’occasione: “Ibra e l’arbitro ribaltano il finale, Inter batte un’ottimo Parma“), però, come abbiamo già detto, è giusto dare “a Gerva quel che è di Gerva.

gervasoniparmaI CORI: Gervasoni figlio di…” sta diventando ormai un must allo Stadio Tardini. Durante Parma-Atalanta si innalzò forte e deciso, cantato all’unisono da tutta la curva, spingendo così il direttore di gara ad una goffa compensazione sul finire della gara. Anche ieri quello stesso coro è risuonato a più riprese: a cantarlo, questa volta, i tifosi della Fiorentina. Possiamo affermare con una certa sicurezza che ogni volta che Gervasoni arbitra a Parma a qualche suo parente stretto fischino le orecchie…

IL GIUDICE “POCO” SPORTIVO: In controtendenza con quanto visto in campo, dove davvero non sono mai state gettate le basi che potessero giustificare tante recriminazioni da parte dei viola, dal giudice sportivo è arrivata una notizia abbastanza clamorosa: Borja Valero, infatti, è stato squalificato per 4 turni. Il calciatore spagnolo è stato punito “per avere, al 49° del secondo tempo, a giuoco fermo, spinto reiteratamente con veemenza un calciatore avversario, ponendogli le mani sul petto; per avere inoltre, all’atto del consequenziale provvedimento di espulsione, posto una mano su una spalla dell’arbitro, spingendolo“. Queste, almeno, le motivazioni di Tosel, che però calca la mano in maniera esagerata. Non che interessi al Parma, per carità, però per dovere di cronaca e per onestà intellettuale ci sembra doveroso sottolineare il fatto che sia una cosa assurda. Alla fine, grazie a Tosel, i viola hanno trovato qualcosa di legittimo su cui recriminare. Per quanto riguarda rigore ed espulsioni, però, meglio non rischiare magre figure…

L’Editorialista