GENOA-PARMA 1-0 – La spunta il cinismo del “Violinista”

IMG_0157 copiaIl Parma perde a Marassi contro un Genoa brutto ma efficace. I crociati hanno sciupato almeno quattro occasioni davvero importanti, e nel secondo tempo hanno subito la beffa senza riuscire a reagire.

La formazione che Donadoni ha presentato a Marassi è in linea con quella disegnata da ParmaFanzine.it in mattinata. Difesa a tre con Felipe, recuperato, completata da Benabanana e Cassani. A centrocampo spazio per Mesbah sulla sinistra, con un turno di riposo per Gobbi, e linea mediana diretta da Valdes, con Parolo e Gargano al centro e Rosi sulla destra. In attacco Cassano, con la fascia da capitano addosso, e Palladino.

L’inizio del match però è un vero incubo per i crociati, che dopo pochi secondi, complice un’ingenuità di Benabanana che commette fallo su Fetfaztidis, si vedono fischiare un rigore contro. Sul dischetto va Gilardino, stregato però da un super Mirante che respinge il pallone. Nei primi 15 minuti il Parma fatica davvero molto per trovare il proprio assetto, e non riesce a sistemare i meccanismi offensivi. Al 17’, però, i crociati provano a mettere la testa avanti, con una splendida azione di Parolo e Palladino che scambiano sullo stretto, con quest’ultimo che da buona posizione sbaglia di poco. Al 28’ Cassano si inventa un numero dei suoi, dopo un pallone recuperato vicino all’area genoana: gioco di gambe a stordire l’avversario e assist al bacio per Parolo, che però sbaglia clamorosamente. E’ un Parma sicuramente più propositivo, quello che si è visto nell’ultima metà della prima frazione, con un Genoa che ha cercato di non prenderle e di ripartire, anche se in maniera sempre molto disordinata. Al 40’ Cassano si vede annullare giustamente un gol; pochi minuti dopo, invece, pecca di “altruismo”: da buona posizione invece di provare il tiro temporeggia in attesa di un compagno e alla fine non riesce a sfruttare l’occasione. Le squadra dunque vanno al riposo sul punteggio di 0-0, con il Genoa che può recriminare per il rigore non sfruttato, ma con i crociati che hanno buttato al vento più di un’occasione da gol.

IMG_0160 copiaNel secondo tempo il Genoa prova fin da subito a fare ciò che non è riuscito a fare nel primo tempo, ovvero prendere in mano il pallino del gioco. Ci riesce però solo per pochi minuti, perchè il Parma dopo qualche pasticcio iniziale dimostra di non voler lasciare spazi all’attacco genoano. Al 7′, dopo una sgroppata sulla fascia sinistra, Mesbah si è trovato solo davanti a Perin; l’esterno crociato però ha esitato troppo prima di concludere, e si è fatto ribattere la conclusione da un difensore rossoblù sopraggiunto in recupero. Il Genoa, però, ha un asso nella manica: quando in attacco puoi contare con giocatori come Alberto Gilardino, sai benissimo che il gol può sempre essere dietro l’angolo, ed è proprio con un azione estemporanea, infatti, che il Genoa passa in vantaggio. Gilardino raccoglie un cross dalla destra, e in avvitamento gira a rete, con Mirante che non può fare altro che raccogliere il pallone finito alle sue spalle. Il Parma ha cercato di reagire subito, e sarebbe anche riuscito a centrare il pareggio con un tiro di Mesbah dopo un lancio di Gargano: il guardalinee però ha visto un fuorigioco che può starci ma che non convince del tutto. Fino al 23′ la partita si trascina senza emozioni, con un Parma incapace di reagire. Donadoni quindi decide di cambiare: dentro Biabiany e Sansone al posto di Rosi e Palladino. Il Genoa ovviamente non ha fretta e soprattutto non ha nessun bisogno di scoprirsi, e aspetta il Parma rintanato nella propria metà campo; i crociati invece dimostrano di fare fatica a scardinare la difesa rossoblù, e non riescono a creare occasioni da gol. La sterilità di idee offensive spinge Donadoni a provare il tutto per tutto, inserendo Amauri al 32′ al posto di Valdes, schierando di fatto Cassano, Biabiany, Sansone e Amauri nello stesso momento. La disposizione tattica dei crociati si trasforma, con Cassano che gioca un po’ più dietro, con Biabiany sulla destra a spingere e Amauri e Sansone davanti. Il Parma però non riesce a pungere: l’ammonizione subita da Mesbah al 39′ è lo specchio del nervosismo degli uomini di Donadoni, causato dalla fatica incredibile nel creare occasioni da gol per raggiungere il pareggio. L’algerino, infatti, litiga con l’avversario dopo un fallo commesso, beccandosi un cartellino giallo decisamente evitabile. Il Parma ci prova, in maniera disordinata, certo, e a fatica, ma ci prova. E’ inevitabile, però che qualche spazio venga concesso al contropiede avversario, e proprio Gilardino, dopo una corsa solitaria di 40 metri, grazia i crociati allungandosi troppo il pallone, solo davanti a Mirante, permettendo l’uscita del n° 83. Ed è ancora Mirante, al 44′, ad uscire in scivolata salvando il Parma ancora una volta. Il match termina con i tifosi di casa in festa per una vittoria preziosissima raccolta, e con un Parma che non può non pensare a quelle occasioni gettate al vento nel primo tempo.

secondotempiteGli uomini di Donadoni questa sera hanno dimostrato di avere ancora dei problemi nel finalizzare le proprie azioni da gol. La poca precisione crociata sotto porta è stata punita con il cinismo del “violinista” Gilardino, che ancora una volta ha dimostrato di essere un grandissimo attaccante al quale non si può concedere nessun spiraglio. Parma che dunque torna a casa senza punti, e che ora affronterà la Juventus, nella speranza che venga messa in campo la voglia di rivalsa e quella cattiveria sotto porta che è mancata a Genova.