GALLOPPA SULLE CASE DI CARPENEDOLO: “CI E’ STATO CHIESTO UN FAVORE, MA NIENTE A CHE VEDERE CON IL RINNOVO”

Ospite di Bar Sport, programma di Tv Parma, Daniele Galloppa ha provato a chiarire il discorso legato alla notizia secondo la quale giocatori e dirigenti del Parma avrebbero acquistato alcuni appartamenti di proprietà di un’immobiliare che fa capo al padre di Ghirardi, probabilmente “costretti” (secondo quanto riporta la Gazzetta di Parma) per ottenere un rinnovo con il club.

galloppa-1Ecco le parole di Daniele Galloppa:

Per quanto mi riguarda il mio prolungamento non c’entrava nulla con gli appartamenti. Non avrei firmato nemmeno sotto tortura. Io sono a Parma da 6 anni, ho instaurato un bel rapporto con Ghirardi che se n’è approfittato. Abbiamo allungato dei contratti, loro avevano degli appartamenti che non sapevano a chi dare. Ci hanno chiesto a noi di fargli un favore, e ce li hanno offerto. Ho detto sempre di no, poi alla fine Ghirardi ha insistito ed alla fine ho accettato, ma con il rinnovo questo non c’entrava nulla. Poi ho avuto la fortuna di comprare casa a Parma, che era quella di Ghirardi, e mi sono liberato dei due appartamenti. Se Ghirardi mi avesse chiesto di rinnovare il contratto solo se avessi comprato le case non avrei mai accettato, sia chiaro, perchè sarebbe stato assolutamente offensivo“.

Il centrocampista crociato ha parlato anche della situazione legata al calcio giocato e al campionato del Parma alla luce di quello che è successo:

Secondo me il campionato è già falsato, non siamo nelle condizioni ideali per giocare. Diamo il massimo, ma il massimo in queste condizioni non basta. I campi cadono a pezzi perchè non vengono più pagati i giardinieri, manca l’acqua e ce la compriamo, ogni giorno c’è una riunione diversa, non parliamo mai di calcio. La classifica poi è colpa nostra, potevamo giocarcela ed è un nostro rammarico. Però ora è indubbio che è falsato il campionato. Appena prendi un colpo duro a livello nervoso molli. Finchè stai in partita riesci, ma appena prendi un colpo basso lo accusi moltissimo. Quanti errori stupidi abbiamo commesso? Sul giocare o meno io sceglierei la linea dura, ma noi parliamo per 300 famiglie. Non ci facciamo comprare, sappiamo benissimo quello che vogliono loro. Non possiamo smettere di giocare, ci siamo informati anche su quello. Il gruppo è abbastanza compatto, anche se poi ognuno la pensa a modo suo. Io credo che le strade siano due, anche quando siamo arrivati allo scontro con la Lega e con il Figc: o arrivi fino in fondo ribaltando tutto ma danneggiando tutte le famiglie che lavorano per il Parma, oppure  provi a giocarti le possibilità che ci sono per salvare le famiglie legate al Parma, la società stessa, e provando a cambiare il sistema”.