GALIMBERTI: “SITUAZIONE NON DRAMMATICA. TARDINI CHIUSO? GIOCHEREMO A REGGIO”

cartaigienica2A Parma, di questi tempi, sembra che esistano due realtà parallele. Da una parte c’è una squadra che non ha giocato le ultime due partite, un Centro Sportivo che ogni giorno perde pezzi, i dipendenti che non ricevono lo stipendio, il tutto accompagnato dalle indagini della Procura. Dall’altra c’è invece un mondo che sembra quasi magico, in cui i soldi sono perennemente in arrivo, non esistono problemi, e in cui tutto da domani funzionerà per il meglio. “E c’era anche la marmotta che confezionavano la cioccolata“, direbbe forse qualcuno con facile ironia, ma è comunque giusto specificare che le due realtà sono state caratterizzate da protagonisti diversi, e le responsabilità non possono di certo essere tutte addossate a chi ora gestisce (non si capisce come) la società crociata. Giampietro Manenti sembra però davvero la persona sbagliata nel posto sbagliato: incapace di evitare errori di comunicazione pacchiani e tragicomici, e soprattutto di evitare di promettere cose che puntualmente non riesce a mantenere. Almeno per il momento, ovviamente, perchè se quelle due realtà parallele dovessero incontrarsi non sarà un problema “dare a Mapi quel che è di Mapi“, ma per poterlo fare servono prove concrete.

manenti-collecchio-ritornoIn ogni caso Manenti continua ad andare avanti per la sua strada, e continua a garantire che i soldi ci siano, e stiano arrivando. Nel frattempo prosegue il lavoro di Andrea Galimberti, commercialista e collaboratore di Manenti, che si è occupato di mettere mano ai conti del Parma per capire quale sia la reale situazione debitoria. Lo stesso Galimberti, ai microfoni di Parma Today, ha fatto il punto della situazione: “Da quello che so la situazione non è così drammatica, pare più esasperata dai giornalisti e dai tifosi che, giustamente non ci stanno e soffrono. Stiamo lavorando, non ho ancora in mano i numeri, mi manca qualcosa ma a breve ci sarà un chiarimento: faremo una conferenza stampa nella quale spiegheremo tuttoCi sono molte problematiche che viste da una certa ottica possono essere risolte. Si sta studiando il modo, per questo stiamo ritardando. A fare un disastro ci si mette poco, poi ad aggiustarlo invece ci si mettono anni. Io non dico che ci vorranno anni, ma fateci lavorare. Prima del 12 marzo sistemeremo tutto. I debiti? I numeri sono importanti e noi stiamo lavorando. Manenti mi ha detto di accelerare i tempi, lo stiamo facendo, chiediamo solo tranquillità per lavorare. Tutti chiedono garanzie? I giocatori e tutti avranno,a breve tutte le cose che chiedono. Il sindaco è arrivato a dire che chiuderà lo stadio. A noi un campo ci serve, se il sindaco chiude il Tardini giocheremo a Reggio, un campo ci serve per forza”. A proposito di errori di comunicazione… Sempre che non ci sia l’idea, passateci la battuta, di giocare al Mapi Stadium.