Filippo Savi entra a far parte dello Staff delle Giovanili del Parma

Schermata 2013-11-07 alle 07.17.55“Sono un ragazzo fortunato, perchè mi hanno regalato un sogno” cantava Jovanotti. Filippo Savi, invece, un ragazzo fortunato non lo è mai stato, calcisticamente parlando. Una giovane promessa, un centrocampista dai piedi educati, educatissimi, che avvolto nella proprio timidezza ha lottato tante battaglie contro quegli infortuni che hanno martoriato la sua promettentissima carriera proprio quando era sul punto di sbocciare. Sotto i ferri, per ricostruire l’integrità del suo ginocchio, ci è finito addirittura quattro volte in meno di sei anni. Non parlategli però di sfortuna: “Chi mi ferma mi dice ‘poverino, sei così sfortunato’ – ha raccontato nel 2010 alla Gazzetta di Parma –, e invece io così sfortunato non mi sento. Voglio dire, le sfortune sono altre. Ho una famiglia che sta bene, gli amici, e poi mi sono preso delle belle soddisfazioni”.

Lui che la maglia crociata ce l’ha tatuata sul petto, che con il Parma ha vinto uno Scudetto Allievi, che ha addirittura indossato la fascia da capitano in una partita di Coppa Uefa, e poi, quando sarebbe stato il momento di dimostrare di avere le capacità (sulle quali nessuno ha mai nutrito il minimo dubbio) per giocare in Serie A, è entrato in un vortice senza fine di infortuni, operazioni e periodi di riabilitazione.

Non parlate di sfortuna con Filippo Savi. E soprattutto non usate il condizionale. Non importa quello che sarebbe stato, l’importante è che Filippo si è sempre rialzato e ha sempre lottato per tornare quello di prima. Per anni ha nutrito il sogno di vestire nuovamente la maglia del Parma, e alla fine ce l’ha fatta. Per lui non è pronta nessuna maglia da titolare, certo, ma da oggi l’ex promessa crociata è entrato a far parte dello staff giovanile del Parma Fc. Porta con sè un bagaglio di esperienza incredibile, in cui si mescolano qualità umane apprezzate da tutti, fortificate da tutte le volte in cui ha saputo rialzarsi, lottare, soffrire. Il fatto che abbia saputo superare i diversi momenti difficili della sua vita calcistica a testa alta, nonostante la sua timidezza, non è passato di certo inosservato a nessuno.

Parlate di sfortuna con Filippo Savi, se volete: da oggi, con maggior forza, vi risponderà sorridendo che la sfortuna non esiste. Del resto è tornato a far parte di una famiglia dalla quale non si era mai veramente separato

Bentornato a casa!

L’Editorialista