La Figc ha deciso: stop alle comproprietà nel calcio

La notizia è stata lanciata prima dall’Ansa e poi ripresa da tutti i quotidiani sportivi online: la Figc ha abolito le comproprietà. Una notizia che, certamente, dovrà far riflettere la dirigenza del Parma nell’ambito di un forzato cambio di strategia. Ricordiamo, infatti, come le compartecipazioni del cartellino dei calciatori, siano state una delle armi più utilizzate da Pietro Leonardi e dai suoi collaboratori. Vedasi, a questo proposito, i nomi di Giovinco, Belfodil, Saponara, Biabiany, Sansone, giusto per citarne alcuni. Ecco, di seguito, il comunicato del sito ufficiale della Figc:

Roma 27/05/2014

Abrogato l’istituto delle compartecipazioni tra società: la decisione presa dal Consiglio federale, che si è svolto oggi a Roma, è stata annunciata dal presidente della Figc nella conferenza stampa di chiusura dei lavori. Dalla prossima finestra di mercato, quindi, non sarà più possibile acquistare giocatori in comproprietà: “Resta –ha specificato Abete – la possibilità di rinnovare di un anno quelle ancora in essere,  ma l’istituto viene meno e rimane in piedi fino ad esaurimento”.
“Molte volte – ha chiarito ancora il presidente federale – sono state sollevate questioni a livello di opinione pubblica e problematiche fiscali e si era evidenziata l’atipicità di questo istituto sul versante normativo europeo e anche su quello fiscale. Sappiamo che non tutte le società erano favorevoli, anche se la maggioranza era d’accordo. Abbiamo pensato di abrogare questo istituto direttamente, anche se il presidente Lotito ha evidenziato che la posizione della Lega di A non era univoca. Non è stata una proposta della Lega, ma è una proposta diretta da parte della Figc. Nei prossimi mesi appronteremo anche un censimento della situazione in essere”.

Esiste, dunque, la possibilità di rinnovare per un anno le compartecipazioni in essere (per esempio quella di Biabiany) e poi l’istituto verrà definitivamente abolito. Dopodiché sarà lecito comprare o vendere un cartellino, oppure ricorrere al prestito.