FERRARI: “IL RIBALTONE? IN CINQUE MESI NON ABBIAMO VISTO LA POSSIBILITA’ DI MIGLIORARE” – VIDEO

Si è tenuta questa mattina, a Collecchio, la conferenza stampa con la quale Marco Ferrari, vice-presidente del Parma e socio di Nuovo Inizio, a nome della proprietà ha spiegato i motivi della scelta con la quale la società ha deciso di sollevare dall’incarico Minotti, Galassi ed Apolloni, con le conseguenti dimissioni di Scala.

Ecco il video e la trascrizione della conferenza:

Partirei dall’analisi di quello che è successo ieri. È stata la giornata più complicata e dolorosa di questo nuovo Parma. Quando questo progetto è partito la proprietà, composta dai sette soci di Nuovo Inizio e PPC ha sempre agito attraverso il principio di delega, ritenendo che non fosse il proprio mestiere immischiarsi nel dettaglio delle questioni tecniche. Questo ha sempre fatto e cercherà di rimettersi nelle condizioni di poterlo fare. Poi però vanno valutati i modi in cui questa delega viene corteo14-ferrariesercitata. La proprietà ha il diritto ed il dovere nei confronti dei soci e dei tifosi, perchè il calcio non esiste senza i tifosi, ed era necessaria una valutazione del progetto tecnico. La valutazione è stata assolutamente positiva lo scorso anno, e chi ha preso in mano dal punto di vista tecnico la società ha fatto una cosa importante partendo da zero con un campionato senza sconfitte. Si è lavorato in modo eccellente e si sono meritati una conferma. Dopo cinque mesi della nuova stagione la valutazione da parte della proprietà di questo percorso non è stata positiva. Non tanto per una partita o per un risultato. Questa proprietà non ha mai imposto a nessuno di andare in Serie B. Non sentiamo l’obbligo e non lo imponiamo oggi o domani a nessuno. Sentiamo l’obbligo però di fare il meglio. In questi cinque mesi non abbiamo visto, ed è stato per noi preoccupante, la possibilità di migliorare i propri limiti. È naturale averli, qualunque squadra ha limiti di assemblaggio, di allenatore, non si può non averne. Noi come proprietà ne abbiamo tantissimi. L’importante è accettarli, capirli, lavoraci sopra e fare un percorso di miglioramento dove tu hai la sensazione di fare un passo in avanti ogni volta verso un obbiettivo che non è tanto vincere, ma dimostrare di avere la possibilità di farlo. Questo non l’abbiamo visto, ed è stata una valutazione unanime, ci siamo ritrovati tutti i soci di Nuovo Inizio ed il consiglio di PPC ed abbiamo deciso che auspicabilmente cambiare a livello di dirigenza tecnica ci può consentire di migliorare. In questi mesi c’è stato spiegato che il lavoro impostato a livello tecnico non era il lavoro di una persona, ma di tutto lo staff, ed è per questo che la decisione ha coinvolto tutto lo staff, per coerenza. Ci è sembrato molto coerente che la decisione non coinvolgesse solo l’allenatore, ma tutto lo staff. È una decisione dolorosa, perchè riguarda persone con cui hai una stima personale ma anche rapporti di amicizia, è stata presa ieri ed è stata comunicata prima di tutto al Presidente Nevio Scala, che non ha condiviso questa decisione com’è probabilmente presumibile, e con un’enorme coerenza ha dato le dimissioni dalla carica di Presidente. Questi sono i fatti”.

“Vorrei partire nell’analisi da un ringraziamento di cuore a Scala, a Minotti, a Galassi ed a Apolloni. Al di là delle amarezze sono persone che si sono messe a disposizione del Parma, in alcuni casi non avevano nessun bisogno di farlo, e sono stati fondamentali con la loro passione, con la loro onestà e con il loro impegno nel primo passo del Parma verso la ripartenza. Hanno fatto un qualcosa di straordinario che gli va riconosciuto, e sono persone che nessun tifoso del Parma potrà mai smettere di ringraziare abbastanza. Questo è importante da dire. In alcuni casi la vita ti porta a dover assumere delle decisioni, ma il rispetto delle persone trascende. pres-apolloni-minotti-galassi2Penso a Gigi: il Parma non ha mai avuto un allenatore con un senso di appartenenza crociata più forte di quello di Apolloni. La seconda considerazione è che da un certo punto di vista forse per la proprietà sarebbe stato più comodo rimanere in disparte. Avevamo delegato, e probabilmente quello che qualcuno si aspettava è che si attendesse la fine della stagione. Forse sarebbe stato più elegante, più compassato. Però nel momento in cui, giusto o sbagliato che sia, tutti i proprietari ai loro diversi livelli si erano convinti che la stagione avesse preso un’inerzia negativa, credo che rimanere in disparte non sarebbe stato corretto verso noi stessi e verso i tifosi che hanno sottoscritto più di 9mila abbonamenti, che seguono la squadra tutte le domeniche e che fanno dei sacrifici per questa squadra. Il calcio è uno sport, dove vincere non è mai scontato. Non lo pretendiamo da nessuno, nemmeno in futuro. Ma provare a vincere è un dovere per chi ha deciso di imbarcarsi in questa avventura. Quindi abbiamo deciso di intervenire per quanto possa essere più complicato, e sicuramente doloroso, perchè ti porta a prendere delle decisioni dove non hai una condivisione. Però abbiamo ritenuto che fosse la cosa più giusta da fare oggi, per un interesse che trascende tutti noi, che è l’interesse del Parma che dev’essere sempre e comunque davanti a tutto. La squadra è stata affidata oggi a Stefano Morrone, in una giornata molto triste ha rappresentato l’unico sprazzo di luce vedere con che entusiasmo e grinta ha raccolto quest’incarico, e la determinazione per svolgerlo al meglio. Si è messo a studiare l’Ancona, perchè il nostro futuro è sabato. Ci aspettiamo tanto dai giocatori, che sono quelli che vanno in campo, e ci aspettiamo di più di quello che abbiamo visto in questi mesi. Con calma prenderemo delle decisioni sull’area tecnica, prenderemo delle decisioni a livello dirigenziale. Ci sarà un’assemblea per eleggere un nuovo Presidente, questa cosa la facciamo in diretta nel senso che quando è maturata questa decisione si è deciso di comunicarla subito, senza avere già accordi perchè crediamo che sia l’unico modo corretto per farla. Questo è tutto, anche se è tanto, e credo di avervi dati gli elementi di quanto è successo”.

Biologico è una semplificazione giornalistica. Si intende come calcio pulito, come un calcio che dal punto di vista economico è gestito in un certo modo, con una trasparenza di bilanci, di comportamenti corretti in campo e fuori. Se si intende l’etica questo progetto è ancora in piedi, perchè l’etica non è monopolio di nessuno. campedelli-casellato-scala-apolloni-minottiPer quanto riguarda un calcio slegato dai risultati è ovvio che la volontà di questa proprietà, in passato ed anche in futuro, è di cercare di valutare le cose al di là di una partita andata bene o male. Il calcio è complicato e basta un palo o un errore a cambiare una partita. Ma non può prescindere dai risultati nel senso di percorsi tecnici. La valutazione è stata fatta su cinque mesi di lavoro, e non su una partita vinta o meno. Abbiamo sempre detto che il calcio in Serie B o in Serie C non è sostenibile se è da intendere che i costi siano uguali ai ricavi. Il calcio in B o in C comporta investimenti, e la C è il peggior campionato italiano possibile. Ovviamente per quanto noi riteniamo un nostro dovere provare a fare quanto possibile per i massimi obbiettivi, abbiamo anche messo in conto di non farcela e di fare un altro anno di Lega Pro. Marino e Delio Rossi? Di nomi ne sono usciti, ne usciranno, non credo che prenderemo una decisione a brevissimo, perchè cercheremo di non sbagliare. I tempi del calcio non sono dei tempi normali, ma ci prenderemo tutto il tempo necessario. Morrone fino a fine stagione? Mai dire mai, ma crediamo di avere bisogno in questo momento di una persona di esperienza. La scelta verrà fatta in base alle persone che daranno le maggiori garanzie di interpretare i ruoli necessari. I sentimenti ed il senso di appartenenza non è che se ne vanno perchè c’è stato un giudizio da un punto di vista tecnico, sono cose che meritano rispetto a prescindere, ma non sono l’unico metro di valutazione. Minotti e Sky? Non ha costituito un impedimento al fatto che svolgesse un lavoro al massimo. L’abbiamo detto dall’inizio, e non vorrei che la nostra decisione possa sembrare determinata da attacchi che queste persone hanno subito, anche esagerati, ma non è stato un nostro parametro di valutazione. In questo momento abbiamo Luca Carra, l’Ad, che con il suo ufficio si è spostato dal Tardini a Collecchio come tutti gli altri. Nella scelta dell’allenatore è coinvolta la proprietà, che farà una serie di colloqui, ed è chiaro che piano piano si riempiranno le figure necessarie. Le colpe dei giocatori? A questo punto i calciatori non hanno più alibi è una delle frasi fatte di questo sport. Non mi piace parlare di alibi. Penso che sia una sconfitta per tutti, e nessuno di loro possa essere contento di come sono andate le cose. Sappiamo che ci sono dei momenti in cui sul campo va dimostrato quanto si tiene a questa maglia. Che questa squadra presenti dei limiti oggi è abbastanza evidente, anche se è sempre molto facile dire che è evidente dopo. Allo stesso tempo non ci sono delle squadre perfette, credo che tutte le squadre abbiano dei limiti nell’organico, ce le hanno anche le grandi squadre. Qualcosa si dovrà fare, a partire dalle necessità che manifesterà un allenatore. Noi vorremmo fare delle scelte che ci consentano di tornare a fare quello che è il ruolo più appropriato per una proprietà, ovvero gli azionisti che danno le linee guida, e delegare l’esecuzione a chi farà le scelte di volta in volta. Voglio essere sincero: non essendo una cosa programmata sarebbe non vero dopo qualche ora dire che siamo un percorso assolutamente preciso e chiaro nei suoi vari passaggi. Nel calcio la risposta più sincera a volte è “dipende”. Non è scontato nulla. Cercheremo di fare ricorso ad una cosa molto banale, che è il buon senso. Cercheremo di far sì che questa squadra possa fare meglio, faccia tornare entusiasmo e possa raggiungere dei risultati. Le scelte che faremo non avranno dei diktat di vittoria. Noi cercheremo di partire dal buonsenso e dalla voglia di provare di giocare a calcio. Il motivo alla base della scelta è che per molti motivi si erano create delle situazioni di tensione. È evidente che la proprietà c’è. Anche perchè si è presa l’onere di rilanciare questa squadra, di finanziarla, la proprietà c’è in tutti i suoi soci di Nuovo Inizio, ed erano tutti presenti sabato allo stadio. La proprietà ha il diritto di rispettare i propri caratteri, è delta-scala-ferrari-apollonicomposta da persone che non sono propriamente a loro agio nel fare conferenze stampa o dover necessariamente dire al mondo cosa pensano in ogni minuto. Il dovere di una proprietà e degli azionisti è fondamentale. La proprietà decide una strategia, decide gli obbiettivi, mette a disposizione le risorse per raggiungerli e sceglie le persone. La proprietà deve lasciare sempre piena delega, cosa nel calcio non succede spesso, e poi valuta le responsabilità di un’eventuale situazione. Il Parma è sostenuto da una proprietà che mette a disposizione tutte le risorse necessarie per questo campionato e per il futuro. Si è ritenuto necessario fare uno sforzo per dare il meglio in questa stagione. La lettera aperta di Scala, Minotti, Galassi ed Apolloni? Credo che dobbiamo solo ringraziare tutti, a partire da Nevio che abbiamo tolto dalla sua campagna un anno e mezzo fa. Hanno dato tutti il massimo, questo non significa non fare degli errori, ma hanno fatto il possibile. In alcuni casi sono anche amico personale, ma non deve influenzare le decisioni. È normale che ci sia amarezza, ma tutti noi dobbiamo essere riconoscenti a queste persone per quello che hanno fatto. Non so se questo progetto sarebbe partito senza queste persone. La conferenza del “We are Apolloni”? Da un certo punto di vista credo che faccia molto onore fare gruppo, ma i ruoli credo che siano diversi. Sono d’accordo però sul fatto che se si imposta un lavoro a livello di gruppo ci dev’essere coerenza in questo, e quindi trovo coerente che se in un qualche modo la responsabilità di un progetto tecnico sia stata collettiva, rimanga tale nel bene o nel male. Ora cerchiamo esperienza che ci possa rassicurare, dall’altra cerchiamo persone che siano in sintonia con la strategia del Parma, che al di là delle scelte di campionato in campionato vuole essere una strategia di valorizzazione e sviluppo dei giovani. Non abbiamo ancora parlato con i giocatori. Lo faremo più tardi. Questo perchè ognuno deve fare il proprio lavoro. La proprietà ha il diritto di prendere delle decisioni, ma ha anche la necessità di cercare di fare il loro lavoro. I calciatori dovranno fare l’unica cosa che gli è richiesta, che è dare il massimo in campo tutti i giorni, avere la testa solo in campo, e seguire quelle che sono le indicazioni dell’allenatore. Lo staff di Apolloni? Oggi è presto, dipende dalla volontà delle persone perchè può essere che per coerenza decidano di farsi da parte o di continuare. In questo caso entrambe le scelte saranno rispettate. Ovviamente dipenderà da cosa deciderà il nuovo allenatore. È una società che è nata un anno e mezzo fa, e deve ancora strutturarsi, quindi non è un modello. Siamo convinti sulla separazione dei ruoli, ed il principio di delega. Questa è una cosa che vogliamo mantenere. Al tempo stesso credo che sia una forli-galassi-apolloniprova di maturità difficile per una società come la nostra, perchè è evidente che fino a quando le cose vanno bene è tutto facile, mentre poi è tutto complesso. In questa curva importante la proprietà è stata unita in tutte le sue componenti, e non è scontato. Non so se il fatto di essere tutti d’accordo vuol dire aver preso la decisione giusta. Sarebbe presuntuoso prendere una decisione ed essere sicuro che sia quella giusta. Quando decidi hai sempre dei dubbi tremendi, ed hai paura di fare peggio. Ma se è scattata una consapevolezza a tutta la proprietà andava seguita. Il budget a disposizione? Il Parma investe ed investirà sempre quanto è necessario per raggiungere gli obbiettivi. L’azionariato diffuso? Oggi il Parma è di proprietà di due entità: Nuovo Inizio e PPC. Nel momento in cui si devono prendere le decisioni importanti, viene coinvolto anche PPC. I tempi del calcio non permettono il “referendum” tra i soci. È importante che all’interno di PPC siano sostanzialmente garantite dei meccanismi di nomina dei membri del Cda, per consentire una rappresentatività. Così hai una garanzia di coinvolgimento attraverso il principio di delega. Non significa che se uno diventa socio di PPC ha il diritto di scegliere l’allenatore, ma se come socio riesco a coinvolgere molte persone, mi faccio eleggere nel Consiglio di Amministrazione del Parma ho una possibilità di essere coinvolto. Il Parma lavora su un orizzonte triennale, i soci sono consapevoli. Le scelte che vengono fatte sul mercato dovranno partire dall’allenatore, ma non credo che il mercato delle figurine ti dia garanzia di raggiungere dei risultati. La cosa importante sarà quella di avere garanzie di avere una squadra competitiva. Non mi immagino una squadra come il Parma che compra giocatori di B e di A in Lega Pro. Credo che debba essere fatto con buonsenso. Il budget è stato discusso un anno e mezzo fa. Ai costi non previsti faremo fronte, quando viene presa una decisione i costi non previsti diventano previsti. Cerchiamo due figure, un allenatore ed un responsabile dell’area tecnica. Per quanto riguarda la presidenza è una scelta meno rilevante.  Può essere una scelta interna o una figura più istituzionale”.