Eupalle – Ecco perchè la fortuna non c’entra con i risultati del Parma

pallonePrendete un pallone da calcio e sistematelo sul dischetto del rigore. Stabilite un punto dal quale far partire la vostra rincorsa e scegliete uno dei due incroci della porta che avete di fronte a voi. Fatto questo calciate dieci rigori, partendo sempre dallo stesso punto, e cercando di mandare il pallone esattamente nel posto che avete scelto in precedenza. Immaginiamo che otto di quei tiri finiscano alti sopra la traversa, mentre gli altri due si insacchino proprio nel punto prestabilito. Qualcuno probabilmente vi dirà che avete avuto sfortuna, in quegli otto tentativi fallimentari, o che magari siete stati fortunati a centrare il sette nei due rigori andati a buon fine. Chiunque abbia giocato a calcio, però, vi parlerà di concentrazione, di testa, di allenamento e di distribuzione del peso al momento del tiro.

Non capisco perchè alcuni debbano tirare in ballo destino e fortuna per un gol, per un colpo di genio o per una giocata andata a buon fine. Se otto volte su dieci la palla termina altissima sopra la traversa, più che imprecare contro la sfortuna bisognerebbe cercare di capire che per otto volte su dieci si è mantenuto il peso troppo indietro, facendo sì che il pallone si alzasse. Nel calcio, come negli altri sport, esistono due fattori importanti nell’esecuzione: la tranquillità mentale e l’equilibrio. Nel basket le medie al tiro di alcuni campioni sono dovute alla capacità di non pensare a nulla anche con una mano in faccia di un difensore, o nella tranquillità dimostrata nonostante si stia per provare un tiro decisivo sulla sirena. Nel tiro al volo quello che conta è la concentrazione e la capacità di isolarsi dalle tensioni ed i nervosismi che certe competizioni ti possono dare. Nel calcio la regola è la stessa.

taccoamaurijuveAmauri è stato anche fortunato ad insaccare quel suo colpo di tacco, mentre invece non lo era stato contro la Juventus all’andata“. Questa, in sintesi, sembra essere la tesi di quelli che sono convinti che, senza negare comunque i meriti dei crociati, il Parma sia stato baciato anche dalla fortuna. Probabilmente non hanno mai giocato a calcio, o non hanno mai fatto parte di un gruppo, di una squadra o di uno spogliatoio. La differenza tra il tacco di Amauri contro la Juve, uscito a lato, e quello che invece ha avuto successo contro il Milan, non ha nulla infatti a che vedere con la fortuna. Ricordate la ricerca spasmodica del gol da parte di Amauri a novembre, che lo portò addirittura a calciare (forse per la prima volta in vita sua) una punizione terminata altissima (sfortuna o peso corporeo equilibrato male?) proprio contro i bianconeri? Quella mancata serenità era il vero limite di Amauri, altro che sfortuna. Quella ricerca del colpo ad effetto che potesse scacciare via le critiche e i fischi, che ha portato il brasiliano a provare prima un tacco (invece di uno stop che avrebbe messo fuori causa Buffon che era già in tuffo) e poi un calcio di punizione che ancora non capisco perchè non sia stato battuto da altri, è il motivo per cui qualsiasi tentativo avrebbe fallito. Andiamo a riguardare l’azione del terzo gol del Parma contro il Milan: Amauri porta palla in mezzo a due uomini, serve Schelotto sulla destra e non solo non ferma la sua corsa, ma vede lo spazio per l’inserimento ed addirittura accelera per farsi trovare pronto. Fortuna? No, ottima lettura della situazione di gioco.

taccoamaurimilanPossiamo poi sindacare sul fatto che se Amauri avesse colpito la palla una frazione di secondo dopo la stessa sarebbe finita sul fondo, ma parliamoci chiaro: ha senso farlo? Non credo. La verità è che questo Parma ha acquistato una serenità e un’autostima che gli permettono di essere lucido e cattivo mantenendo in ogni caso quella concentrazione necessaria per far sì che quei colpi che riescono in allenamento vadano a buon fine anche dopo 70 minuti di gioco. Poi è chiaro, se in quel momento fosse svenuto un piccione e fosse planato proprio sulla testa di Amauri, abbattendolo un secondo prima del suo colpo di tacco, si potrebbe anche parlare di sfortuna. Forse però bisognerebbe iniziare a capire che nel calcio, come in ogni sport, sono solo tre i fattori che determinano un risultato: l’allenamento, la testa ed il cuore. Del resto, poi, ne possiamo pure parlare, anche se serve a poco. E passatemi il gioco di parole che vuole essere scherzoso e non offensivo verso nessuno, ma ci saremmo francamente rotti le… Eupalle.

L’Editorialista

(La foto del tacco di Amauri contro la Juventus è del sito Melty.it, mentre quella del tacco contro il Milan è de IlMattino.it)