ESCLUSIVA PARMAFANZINE.IT: Intervista a Giuseppe Cardone

Abbiamo l’onore di poter fare due chiacchiere con Giuseppe Cardone, ex-colonna della difesa del Parma e soprattutto uno degli uomini spogliatoio che più di altri è riuscito a dimostrare delle doti umane che una città e una tifoseria come quella di Parma non poteva lasciar passare inosservate.

cardonespareggioGiuseppe, a questa domanda avrai già risposto molte volte, ma che sensazione si prova ad essere entrato in questo modo nel cuore di una tifoseria e di una città come Parma?

“Sicuramente sono orgoglioso di questo, le dimostrazioni di affetto e stima che ho ricevuto per le strade di Parma e che tutt’oggi ricevo sui social network sono la dimostrazione che il “tifoso” sa apprezzare non solo il dribbling e il gol, ma anche l’uomo”.

Certamente non sono stati anni facili, quelli che ti hanno visto protagonista e capitano. A livello personale qualche infortunio davvero grave, ed a livello societario tutte le difficoltà dovute al crack Parmalat. La squadra, tuttavia, riuscì a lasciare all’esterno tutte le vicende extracalcistiche e, nonostante le sofferenze, raggiunse una splendida salvezza. Qual è stato il momento più difficile, il punto più basso, nel quale magari hai pensato che non ce l’avreste fatta?

“Quando sono diventato capitano, con Baldini allenatore, fui io stesso a propormi: i lunghi e durissimi mesi che mi ero messo alle spalle dopo l’infortunio mi avevano fatto crescere e sentivo di poter essere un uomo che aveva il carattere e la determinazione per essere apprezzato dalla squadra. Nonostante le oggettive difficoltà ero ed eravamo coscienti, in quanto calciatori di serie A, di essere dei privilegiati e credo che quella sia stata la nostra forza, forse proprio per questo non ho mai pensato che non ce l’avremmo fatta. Quando perdemmo lo spareggio di andata con il Bologna, rientrai per ultimo negli spogliatoi e mi misi a urlare…”Ca**o al ritorno gli facciamo due gol… Ci salviamo noi!!”.”

Che importanza ha avuto in tutto questo una figura come quella di Carmignani?

““Gede” (mi permetto di chiamarlo così perché a lui mi lega un rapporto di grande stima) è facile descriverlo, servono solo tre parole: un grande uomo. La sua figura fu fondamentale, riuscì a ridarci la tranquillità e l’autostima che avevamo smarrito”.

cardonespareggio218 giugno 2005. Cosa vuol dire questa data per te?

“Personalmente fu il momento più intenso della mia esperienza in maglia crociata, tutti insieme avevamo regalato a migliaia di persone una “notte magica” e a noi stessi la consapevolezza di aver fatto qualcosa di speciale, indelebile. Una notte che mi porterò sempre nel cuore”.

Per tutti noi tifosi che eravamo presenti a Bologna quel giorno è stata un’emozione incredibile vedere “da dentro” un’immensa curva colorata di giallo e di blu. Quello che però non abbiamo potuto vivere è l’emozione che si poteva provare vedendola dal campo. Cos’hai provato quando sei sceso in campo per il riscaldamento?

“Faccio una premessa, tu mi fai delle domande personali, tuttavia riferendomi a quella notte credo sia giusto parlarne come gruppo, perché se ognuno di noi avesse ragionato di testa propria racconteremmo un’altra storia… (E se pensi da Capitano anche svariati anni dopo, ti meriti un “chapeau” da parte di tutta la Redazione… Ndr) Quella sera c’era un’atmosfera particolare già nel tragitto verso lo stadio; poi quando siamo entrati in campo e abbiamo visto quel muro giallo… Il puzzle era perfetto, avevamo trovato il pezzo che mancava per raggiungere il 100% della convinzione”.

Veniamo al Parma di oggi. Cosa ne pensi dell’operato di Leonardi e Ghirardi? Dove può arrivare questo Parma nei prossimi anni?

“Leonardi non lo conosco personalmente e quindi il mio pensiero si basa sulla sua storia: sono tanti anni che riveste ruoli importanti in società blasonate e quest’ esperienza può caratterizzare solo persone competenti e capaci. Il presidente Ghirardi ha tanta passione e questa è una base importante su cui lavorare per il futuro”.

cardonespareggio3ParmaFanzine.it, è nata da poco. Sarà un contenitore di notizie sul Parma, di opinioni e analisi tattiche, però ospiterà anche qualche rubrica divertente e ironica. Ci potresti dire qual è il momento più comico che hai vissuto legato al Parma?

“Fra i vari aneddoti da spogliatoio, il primo che mi viene in mente è quando tappezzammo la Matiz Verde di Mister Beretta di cartelli VENDESI… Passi che fosse una Matiz, ma pure verde….
Sorrise anche lui, anche perchè eravamo reduci da 5 vittorie di fila…”

Se non cadiamo in errore ora vivi a Monza, con la tua famiglia, e stai gestendo un’ agenzia immobiliare. Come ti trovi, fuori dai campi da gioco e dal mondo del calcio? Ti capita a volte di provare nostalgia?

“Viviamo a Monza, stiamo bene e non abbiamo avuto particolari difficoltà nel passaggio dal calcio alla vita reale, perché siamo semplici e abbiamo sempre vissuto con grande tranquillità non sentendoci mai al di sopra degli altri. Il mondo del calcio di oggi? Seguo volentieri mio figlio Alessandro che gioca nel Monza, mi guardo qualche partita e per il resto diciamo che ho chiuso un bel libro e penso sia bello provare a leggerne un altro”.

Beppe, per noi è un onore e un piacere iniziare la nostra avventura con la benedizione di un personaggio così importante, e stimato da ogni tifoso gialloblù. Un ringraziamento speciale per la tua disponibilità, e un buon proseguimento nella tua vita, che siamo sicuri sarà piena di successi.

-L’Editorialista