ESCLUSIVA PFZ.IT – VIDEO – FERNANDO MARQUES: “SEGUO SEMPRE IL PARMA. I RESPONSABILI DEL FALLIMENTO? CREDO DI CONOSCERLI…”

Sveglia alle 6, partenza in macchina da Vitoria Gasteiz, arrivo a Guadalajara alle 11. Ad attenderci, sul campo d’allenamento del Deportivo Guadalajara, c’era Nando Marques. Un giocatore che a Parma ha stabilito una connessione con molti tifosi quasi inspiegabile, come spesso accade nel calcio. Un affetto quasi incondizionato, quello di molti supporters nei marques-esclusiva2suoi confronti, che lui non ha mai dimenticato. Dopo tutti i problemi vissuti durante la sua avventura con la maglia crociata ed un breve tentativo con i New York Cosmos, ora Nando veste la maglia del Deportivo Guadalajara, squadra di Segunda B spagnola (l’equivalente di una Lega Pro italiana). Dopo aver atteso il transfer dall’Italia per due mesi, sta accelerando per recuperare la condizione e poter così finalmente giocare con continuità. Alcuni tifosi che seguono l’allenamento, con i quali ci siamo soffermati a chiacchierare prima di svolgere l’intervista, non hanno dubbi: “Con questa categoria non ha nulla a che vedere… Guarda che tocco di palla!“. Poco prima di iniziare l’intervista gli chiediamo: “Come la vuoi fare? In spagnolo o in italiano?“. E no, Nando l’italiano non l’ha dimenticato, come del resto non ha scordato assolutamente nulla della sua avventura in terra ducale.

Allora, Nando, come stai?

“Ora sto molto bene qui a Guadalajara, sono contento e questa è la cosa più importante. Ho passato un periodo difficile ma ora sono più contento perchè torno a giocare, cosa che per me è fondamentale”.

Ci racconti com’è andata la breve avventura a New York con i Cosmos?

“Ho una bambina, che quando sono partito era al primo anno d’età. Prima di partire però ho litigato con la mia ragazza, sono partito da solo ma dopo due settimane ho deciso di tornare perchè senza vedere la mia bambina non ero felice. Sono tornato ed ora ho l’opportunità di giocare qui, e sono molto contento di questo”.

Ora oltre che giocatore sei anche papà… Che effetto fa?

“Per una persona è una gioia immensa. Credo che la cosa più importante al di fuori del calcio sia stata senza dubbio la nascita di mia figlia”.

marques-esclusiva3Più emozionante la nascita di tua figlia o il gol contro l’Inter?

“È difficile… – ride – Avere la bambina è la cosa più importante, ma è vero che dopo dei mesi di difficoltà a Parma nei quali non giocavo, l’allenatore mi ha dato l’opportunità di tornare in campo, e fare gol in quella partita contro l’Inter è stato bellissimo”.

Ci racconti quel gol?

“Quella mattina ci siamo allenati, e Mister Donadoni parlò con me. Io non pensavo di giocare, ma lui mi disse che aveva fiducia in me, che pensava che ero la persona giusta per giocare quella partita, e poi al pomeriggio mi ha detto che sarei partito titolare. Ero contento, pensavo che con tutto quello che mi aveva detto le cose non potevano andare male. Ho giocato, l’Inter ha segnato il primo gol, poi è arrivato il mio pareggio e la vittoria. È stato bellissimo, poi contro una squadra come l’Inter è stato ancora più bello”.

Segui ancora il Parma?

“Sempre, su Facebook o parlando con gli ex compagni. Mi dispiace davvero tantissimo vedere dov’è finito il Parma, magari per me non è stato un anno troppo felice, per diverse situazioni, ma io ho un ricordo bellissimo soprattutto della gente: con me si è comportata in maniera stupenda, e per questo ho uno splendido ricordo. Ogni volta che posso do un’occhiata ai risultati”.

Sono molti i tifosi che si chiedono cosa ti è successo in maglia crociata…

“È una storia particolare. Stiamo ancora aspettando l’esito dell’appello del Parma quindi preferisco non parlare di questo. È vero però che è stato tutto molto strano per me. È difficile per me perchè ancora non è uscito l’esito dell’ultimo appello dopo che ho vinto tutti i gradi di giudizio finora. Poi si potrà parlare di tutto quello che è successo”.

E che effetto ti fa vedere il Parma in Serie D?

“Penso che sia iniziato un po’ tutto anche con il mio caso, perchè è successo qualcosa che non andava bene. Poi è uscito tutto, ed è vero che non voglio parlare, però per me è triste sia per le difficoltà che ho avuto perchè per un giocatore non giocare è davvero difficile, ma poi tutto questo ha toccato anche tutta la squadra, e per un calciatore è triste perchè si lotta fin da bambini per arrivare lì, e delle persone hanno macchiato tutto questo”.

marques-esclusiva4Nonostante la categoria, sono oltre 10mila i tifosi che al Tardini ogni domenica sono sempre presenti al seguito della squadra. Te l’aspettavi?

“Sono stato in alcune squadre nella mia carriera, e a Parma i tifosi oltre ad essere molto attaccati alla squadra, a me hanno dimostrato un profondo rispetto, cosa che per me è molto importante. Se tutto quello che è successo a Parma fosse successo altrove, come Napoli o altre città, sarebbe stato tutto molto più pericoloso. Devo dunque lodare i tifosi del Parma che stanno sopportando tutto questo, sono persone che vivono il tifo con il cuore, e visto che amano la loro squadra continuano comunque ad andare allo stadio”.

E se il Parma ti dovesse chiamare per dirti “Nando, vieni a farci vedere come te la cavi…” cosa risponderesti?

“Ora sono in un momento difficile, per la bambina, la separazione dalla mia ragazza e tutto il resto. È difficile perchè penso che sono felice qui, a Madrid che è la mia città, con la mia famiglia, mia figlia. È difficile, ma Parma è un posto che ho nel cuore, mi dispiace per tutta la gente che con me si è comportata benissimo, e se mi dovessero chiamare non si sa mai quello che può succedere…”

La sensazione è che tu stia cercando più che altro la felicità personale, al di là dei soldi o della categoria.

“Nella mia vita i soldi non sono mai stati al primo posto, non sarei arrivato dove sono arrivato altrimenti. Non mi sono mai mosso per i soldi, sempre per la felicità e questo è l’importante. Se uno pensa nei soldi le cose non vanno bene, al primo posto ho sempre messo la mia felicità personale”.

Vorresti mandare un messaggio ai tifosi crociati?

“In questi 31 anni ho capito che la cosa più importante è la pazienza e saper attendere il proprio momento. È importante ora che i tifosi portino pazienza, è vero che è una situazione difficile, com’è accaduto in passato alla Fiorentina e ad altre squadre, ma credo che con un po’ di pazienza in 4 o 5 anni potrà tornare in Serie A, e tutto questo diventerà storia, un bel ricordo. La squadra è scesa in D senza che nè giocatori nè tifosi abbiano alcuna colpa, ma se avrà la fortuna di tornare in alto sarà un qualcosa di stupendo. Se continua a scalare le categorie ogni anno sarà ancora più bello, perchè crescerà sempre di più l’affetto dei tifosi e la fiducia verso la propria squadra. Bisogna portare pazienza e avere fiducia nel Parma, che è un club storico ed importante sia in Europa sia nel mondo, ed io non posso che mandare tutto il mio appoggio: con me si sono comportati benissimo ed io ho solo buone parole per tutta questa gente”.

marques-esclusivaSi può dire che sia tu che il Parma state ripartendo dal basso per risalire verso il calcio che conta?

“La cosa positiva per un calciatore è che se fai un bell’anno ti può chiamare una squadra anche di Serie A. È difficile ma può succedere. Il Parma invece ora ha una strada lunga davanti a sè. È triste ma è così. È vero che abbiamo vissuto una situazione simile, ma per un calciatore se gioca bene diventa tutto più facile, il salto per un giocatore è più veloce. Il Parma deve andare bene per molti anni per tornare dove stava prima”.

Ti abbiamo portato anche un messaggio di saluti da parte di Capitan Lucarelli…

“Lo saluto e gli mando tutto il mio appoggio. Quello che ha fatto quest’anno, un giocatore di Serie A come lui con la sua qualità che è sceso in Serie D con il Parma, dice molto di lui. È un gesto davvero bello che non tutti i giocatori farebbero. Gli mando un abbraccio grandissimo e sono contento che stia bene sia lui che la sua famiglia”. 

Un’ultima cosa: la giustizia italiana non ha ancora deciso chi sono i responsabili del fallimento del Parma. Sappiamo che non puoi parlare, ma pensi di sapere chi sono?

“È triste, però si, credo di conoscerli…”