ESCLUSIVA PFZ.IT – IL FONDO DI TAVECCHIO? SI CHIAMA GEM (GLOBAL EMERGING MARKETS)

Il fondo interessato al Parma è canadese. Anzi no, ha sede a New York, Parigi e Honk Kong. Potenzialità? 3.4 miliardi di dollari. Si tratta della GEM (Global Emerging Markets) fondo nato nel 1991 che ha investito finora in 305 aziende e in 65 paesi. E’ un fondo di private equity, ovvero che investe in imprese non quotate ad alto potenziale di crescita.

gem-global-emerging-marketsChe la GEM non abbia un settore specifico dove veicolare i propri investimenti lo si capisce osservando il portfolio contenuto nel sito ufficiale: dall’azienda che produce laser utilizzati per risolvere problemi alla vista (Neos Ocular, Inc), ad alcune aziende nel campo della moda (Elite SA, Christal’s an Peekay, Inc), dal settore dei pegni della Pennsylvania (Pawn Plus) alla tecnologia per la trasformazione degli scarti alimentari in bio-diesel (la Changing World Technologies), fino ad aziende del campo petrolifero (Challenger Limited) e del campo ospedaliero privato indiano e asiatico (Apollo Hospitals Group). In tutti questi casi è stata acquistata una quota di maggioranza. La missione della GEM è sempre stata quella di investire in paesi emergenti o in via di sviluppo, ma la crisi ha reso tutta l’economia mondiale appetibile nella speranza di una risalita economica futura. Alcuni investimenti sono stati fatti anche in Italia: è il caso della Ciesse Piumini, prima acquistata (si parlò di un investimento di 55 milioni di euro) e poi venduta alla Fremil International. Ma è anche il caso della Arena Spa, azienda milanese, o della Retelit. Nel 2010 il co-fondatore del desk italiano di GEM Glauco Verdoia (è stato partner fino al dicembre 2012) aveva annunciato a Caserta l’apertura di un fondo di 250 milioni di euro, con il quale la GEM studiava l’ingresso in alcune società italiane.

C’è anche un particolare contatto tra la GEM ed un ex-crociato, Gianluigi Buffon: il fondo, infatti, è stato vicinissimo nel 2014 alla chiusura di un accordo con la Zucchi, gruppo tessile del quale il portiere della Nazionale detiene il 56% delle quote: un investimento che avrebbe salvato l’azienda dal collasso visti i debiti a 9 cifre. L’accordo, dopo una dichiarazione di intenti, non è mai stato portato a termine, anche se proprio negli ultimi giorni si è tornato a parlare di un possibile ingresso della GEM che aiuterebbe il gruppo a raggiungere la previsione di ritorno all’utile per il 2017.